Le crocchette per cani Grain Free possono provocare problemi cardiaci?

cane che mangia crocchette grain free

Le crocchette grain free e le patologie cardiache

Recentemente la FDA (Food and Drug Administration) ha dichiarato una possibile correlazione fra la cardiomiopatia dilatativa del cane e l’utilizzo di mangimi grain free.
La cardiomiopatia dilatativa è una patologia del muscolo cardiaco (caratterizzata da riduzione della contrattilità e patologico ingrandimento delle camere ventricolari) ed è fra le principali cause di insufficienza cardiaca nel cane. Colpisce maggiormente cani di grande taglia e riconosce una predisposizione genetica in razze quali: Dobermann, Boxer e Alano. La cardiomiopatia dilatativa è una patologia non reversibile, ma gestibile con il ricorso a farmaci da somministrare quotidianamente.

La correlazione fra cardiomiopatia e diete grain free nasce negli Stati Uniti, dove un team di cardiologi veterinari notarono un insolito aumento di casi di cardiomiopatia dilatativa, in cani al di fuori delle razze geneticamente predisposte. Effettuando maggiori indagini, la maggior parte dei cani in questione avevano in comune il fatto di seguire da anni un regime alimentare grain free. Fra le analisi effettuate, i soggetti alimentati con diete grain free presentavano valori molto bassi di taurina (un amminoacido fondamentale per il corretto funzionamento della pompa cardiaca). I cardiologi veterinari hanno anche notato un netto miglioramento della contrattilità cardiaca attraverso un drastico cambio alimentare con integrazione di taurina, cosa non riscontrabile nei soggetti geneticamente predisposti.

Quale sarebbe il problema nelle diete grain free?

Abbiamo già parlato a livello generale su quale alimento scegliere per il prioprio cane. Tuttavia, nel caso delle diete grain free, più che parlare di “carenze alimentari”, gli studiosi dirigono le proprie indagini verso un problema di “fattori antinutrizionali”: alcuni nutrienti presenti nel mangime grain free, potrebbero diminuire l’assorbimento di taurina e altri principi nutritivi e quindi favorire l’insorgere della cardiomiopatia. Effettivamente l’alta percentuale di legumi quali piselli, ceci, lenticchie (poste in rappresentanza dei carboidrati in sostituzione dei cereali), potrebbero ridurre l’assorbimento a livello intestinale di alcuni nutrienti, quali la taurina. Come dire: il mangime è perfetto ma l’intestino del cane non è in grado di sfruttarlo al massimo, qualcosa si perde per la via.

Intolleranza ai cereali, vero o falso?

Solo un medico veterinario ha le conoscenza e gli strumenti atti a riconoscere una falsa o una effettiva intolleranza del soggetto nei confronti di un alimento, ricordando che non tutte le diarree croniche sono sinonimo di intolleranza.

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

Il compromesso di Barkyn è quello di offrire l’alimentazione ideale per ciascun cane, considerando le sue esigenze a livello di nutrienti. Se vuoi scoprire quale sarebbe il cibo migliore per il tuo cane, compila il questionario qui .

Allergie al pelo del cane. Quali sono le razze ipoallergeniche?

cani ipoallergenici

Sintomi dell’allergia al pelo del cane

La sintomatologia può essere differente a seconda dei casi; più comunemente comprende problemi prevalentemente respiratori, dai più lievi quali tosse, starnuti e naso chiuso, ai più gravi quali rinite, respirazione difficoltosa fino a veri e propri attacchi asmatici. Talvolta i sintomi possono essere di altra natura come problemi cutanei (prurito, orticaria, dermatite..) oppure oculari (lacrimazione eccessiva, congiuntivite..). La sintomatologia può essere variabile anche nella sua comparsa: alcune persone si rivelano immediatamente allergiche mentre altre sviluppano il disturbo dopo diversi mesi o anni di convivenza con il cane. Qualunque sia la forma o la tempistica con cui l’allergia si manifesta, il meccanismo scatenante consiste sempre in una reazione di ipersensibilità del sistema immunitario quando quest’ultimo si trova esposto a determinati “allergeni”; addirittura sono stati identificati ben 6 allergeni veicolati dal cane.

I cani “ipoallergenici”

  • Una persona allergica al pelo del cane non potrà quindi mai godere durante la sua vita della preziosa compagnia di un amico scodinzolante? La risposta è NO! Esistono infatti alcune razze di cani che per le loro peculiarità fisiche veicolano una minore se non addirittura nulla quantità di allergeni. In linea di massima si tratta di razze nude o a pelo molto corto, ma anche quelle a pelo lungo e pelo riccio possono essere d’aiuto in tal senso. Vediamo di citarne alcune:
  • American Hairless Terrier e Chinese Crested Dog: sono cani completamente o quasi completamente nudi e non producono forfora, per questo motivo sono altamente consigliati per chi ha una forma allergica piuttosto grave; ricordiamo però che, in quanto privi di pelo, devono essere protetti con una crema solare specifica in caso di esposizione diretta ai raggi UV.
  • Barbone, Cane d’acqua Spagnolo e Portoghese: sono completamente privi di sottopelo e il loro mantello si rigenera in maniera continuativa senza periodi di muta e quindi di perdita del pelo; per questo motivo il loro pelo non si diffonde nell’ambiente e di conseguenza la quantità di allergeni veicolati è ridotta.
  • Maltese, Yorkshire Terrier, Shih Tzu: queste razze sono sì a mantello lungo ma non perdono pelo perciò anche in questo caso veicolano meno allergeni nell’ambiente.

Conclusione

Ci preme però sottolineare che il corpo umano reagisce in maniera differente nei confronti degli allergeni, perciò non è scientificamente dimostrato che tutte le razze ipoallergeniche siano adatte a tutte le persone allergiche al pelo del cane; può infatti capitare che una persona allergica manifesti comunque la sintomatologia (magari in forma più lieve) in presenza di un cane anallergico.

Per poter identificare l’allergene scatenante la sintomatologia e quindi impostare una corretta terapia e profilassi, è necessario procedere con dei test allergologici. Una volta effettuati tutti gli accertamenti del caso, il medico potrà quindi prescrivere una terapia farmacologia adeguata che, associata a determinate precauzioni e abitudini di vita, permetterà una serena e salutare convivenza tra una persona allergica e il suo amico a quattro zampe.

Dott.ssa Morena Cena, Medico Veterinario Barkyn

Nuoto e idroterapia per cani: cos`è e a cosa serve?

nuoto cane

Cos’è l’idroterapia canina?

L’ idroterapia o Underwater Treadmill è una pratica fisioterapica, sempre più diffusa, che consiste nell’esecuzione di dolci movimenti di deambulazione o nuoto, all’interno di specifiche vasche. L’intensità di sforzo e l’attività svolta all’interno delle vasche possono essere regolate e personalizzate, attraverso la presenza di un tapis roulant acquatico, che l’operatore adatterà in base allo stato di salute del cane e alla patologia da trattare.
Il livello dell’acqua è variabile e viene sempre stabilito in base alla taglia del cane e al piano di fisioterapia da eseguire.
La tecnica di fisioterapia in acqua viene eseguita solo in determinati centri veterinari specializzati e sempre sotto la supervisione di personale esperto. La frequenza e la durata delle sedute possono variare da 15 a 40 minuti, in base allo stato di salute del paziente e al motivo della visita.

Quali sono gli obiettivi dell’idroterapia?

Generalmente l’idroterapia viene fortemente consigliata a seguito di determinati interventi chirurgici come quelli ortopedici (traumi articolari, tendinei, patologie muscolari o in caso di rottura dei legamenti). Alcuni studi hanno dimostrato che l’attività in acqua, sia capace di ridurre i tempi di recupero del postoperatorio e, in determinate occasioni, è stata un aiuto per la diminuzione del dolore cronico articolare o postoperatorio, riuscendo così a ridurre le dose di antiinfiammatori e antidolorifici necessari al cane.

A quali cani si rivolge?

  • Pazienti ortopedici e neurologici
    Per assicurare una rapida ripresa dall’intervento chirurgico e accorciare i tempi di degenza del cane in clinica
  • Cani obesi
    Nella vasca il cane avrà modo di praticare una prolungata e costante attività fisica, incentivando la perdita di peso, senza tuttavia sovraccaricare le articolazioni
  • Cani anziani
    I senior possono trarre giovamento dall’idroterapia nel cercare di alleviare ii dolori dell’artrosi
  • Cani sportivi
    Alcuni soggetti possono migliorare le loro performance sportive grazie al costante lavoro in acqua, al rinforzo muscolare e all’aumento della resistenza allo sforzo.

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

Punture di api e vespe: cosa fare se il mio cane viene morso da un insetto?

punture insetti cane

Segni e sintomi clinici di una puntura di un’ape o una vespa nel cane

Le punture di un insetto nei cani, così come negli umani, soprattutto di api e vespe, possono produrre sintomi clinici variabili da soggetto a soggetto e in base alla zona interessata.
Tendenzialmente, una puntura sul tronco o sugli arti può portare ad un gonfiore temporaneo e localizzato, talvolta accompagnato da zoppia dell’arto colpito; nella maggior parte dei casi questa sintomatologia è transitoria e causa al cane un disagio di lieve-moderata entità. Diverso è il discorso per quanto riguarda le punture a livello del muso, del collo o all’interno della bocca: queste zone sono estremamente delicate e soggette a gonfiore eccessivo che può compromettere funzioni vitali del cane come la respirazione e l’alimentazione. In casi meno frequenti, la puntura può anche causare una reazione allergica che può presentarsi con ponfi diffusi, prurito ed arrossamento fino al collasso e allo shock anafilattico che richiedono un trattamento veterinario d’urgenza.

Cosa fare se il cane viene punto da un insetto

In caso il vostro cane presenta punture confinate ad arti e tronco e/o che causino unicamente una blanda reazione localizzata, si consiglia di verificare la rimanenza del pungiglione in sede ed eventualmente rimuoverlo. Successivamente, applicare nell’immediato del ghiaccio sulla parte interessata, avendo cura di avvolgerlo in uno straccio per evitare di ustionare la pelle: in questo modo si limiterà l’insorgenza dell’edema infiammatorio e si ridurrà la sensazione dolorifica per il cane; si potranno poi applicare delle pomate naturali a base di aloe vera, calendula etc.. per ridurre il prurito.

In tutti gli altri casi (punture sul muso e sul collo, con o senza reazione anafilattica) si consiglia di portare immediatamente il cane dal veterinario.

Come prevenire le punture di api e vespe nel cane

Purtroppo non esistono delle misure di profilassi vere e proprie per scongiurare il pericolo di una puntura d’insetto e l’unico modo per prevenire questo problema è di vigilare sul cane quando è fuori all’aria aperta, soprattutto in primavera ed estate, allontanandolo dalle zone ricche di vegetazione ed acqua stagnante.
Se, nonostante queste precauzioni, il cane dovesse comunque essere punto, la cosa più importante è mantenere la calma, pulire la zona interessata, tenere strettamente monitorato il cane ed osservare l’evoluzione dei sintomi, in modo tale da essere pronti per portarlo immediatamente dal veterinario in caso di necessità.

Il mio cane beve molta acqua: è normale?

cane beve molta acqua

Come capire se il cane beve molto?

Un cane con polidipsia è un soggetto che trascorre molto tempo davanti la ciotola dell’acqua. Generalmente (a seconda della dimensione) i proprietari riferiscono di dover riempire la ciotola più volte nell’arco della stessa giornata. Aumentando la quantità di acqua assunta, si avranno anche urine molto più abbondanti, chiare (diluite) e frequenti. In alcuni casi gli animali possono iniziare a sporcare in casa richiamando così l’attenzione del proprietario.

Cause di aumento della sete nel cane

La polidipsia può essere il primo segnale d’allarme per la diagnosi di svariate patologie:

  • sindrome di Cushing
  • diabete mellito
  • diabete insipido
  • insufficienza renale
  • ipercalcemia
  • piometra (infezione dell’utero)

Tuttavia un aumento della sete è normalmente prevedibile durante la stagione estiva (l’assunzione di acqua fresca è essenziale per scongiurare i colpi di calore) e negli animali alimentati con cibo secco. Il consumo di crocchette, essendo un cibo disidratato, stimola il cane a bere molto di più rispetto ad un cane alimentato con una dieta casalinga. Nonostante ciò, i consumi di acqua, dovrebbero attenersi sempre al di sotto dei 100 ml/kg di peso del cane.

Il mio cane beve molto. Come posso aiutarlo?

I cani con polidipsia devono avere sempre acqua a disposizione. E’ un errore pensare che, riducendo l’acqua offerta al cane, esso produrrà meno urine o correggerà il suo comportamento, in realtà l’unica cosa che stiamo facendo è esporre il cane a gravi conseguenze. Quando ci rendiamo conto di essere di fronte ad un cane che beve troppo, cioè beve più di 100 ml/kg, la prima cosa da fare è avvalersi dell’esperienza del proprio medico veterinario, il quale richiederà un campione di urine da portare con voi in sede di visita. Dall’esame delle urine il veterinario saprà vedere se il cane è capace o meno di concentrare adeguatamente le sue urine e nei casi richiesti, potrà proporvi anche analisi emato-biochimiche aggiuntive per l’esclusione delle suddette patologie.

Arriva l`estate: come tutelare e proteggere il cane dal caldo

Cos’è il colpo di calore?

Se il cane ha un colpo di calore, è da considersi una situazione di emergenza, data da un grave innalzamento della temperatura corporea dell’animale (40.5-42,5°C) a seguito di: esposizione ad elevate temperature ambientali o intensa attività fisica senza sufficiente riposo. Il cane non è in grado di sudare e la maggior parte del calore viene dissipato tramite la respirazione, per cui soggetti brachicefali (Carlino, Bulldog…) o con problematiche respiratorie, posso facilmente andare incontro al colpo di calore.
I sintomi possono essere:
eccessiva polipnea,
scialorrea,
vomito,
-diarrea,
mucose congeste (rosso vivo), nei casi più gravi cianotiche (viola-bluastre)
-incoordinazione nella deambulazione (atassia),
-alterato livello di coscienza, con possibile sincope ed eventuali crisi convulsive.

Dopo un colpo di calore, alcuni sintomi posso presentarsi anche a distanza di 3-5 giorni, motivo per cui, un cane con ipertermia da colpo di calore, va attentamente monitorato durante tutto questo periodo di tempo.

I consigli del veterinario

  1. ACQUA: mantenere sempre il cane idratato, con maggior riguardo per cuccioli e anziani. Per incentivare l’assunzione di liquidi, l’acqua deve essere sempre fresca e pulita e se possibile posizionata in più punti del giardino o della casa.
  2. ORARI DELLE PASSEGGIATE: sono da evitare le ore più calde della giornata (11:00-15:00), lasciando le passeggiate più lunghe per la sera. Oltre all’insopportabile afa estiva, il vero problema è la temperatura dell’asfalto. Una lunga passeggiata sull’asfalto bollente può ustionare i cuscinetti del nostro cane, per evitare ciò, si posso far indossare delle “scarpette” protettive facilmente acquistabili nei petstore.
  3. IN MACCHINA: prima di ogni viaggio rinfrescare sempre l’abitacolo, se non si dispone di aria condizionata è consigliabile lasciare almeno uno spiraglio per il passaggio di aria fresca. Durante la sosta, mai lasciare il cane chiuso in macchina, anche pochi minuti possono portare l’interno della macchina a temperature eccessive da sopportare e possono mettere a rischio la vita del cane.
  4. GIOCHI IN ACQUA: per chi ne ha la possibilità può organizzarsi con piccoli piscine gonfiabili utili per permettere al proprio amico di rinfrescarsi al bisogno. Oppure portare il cane al fiume o lago. In caso di acqua salata, si consiglia di rispettare determinate accortezze.
  5. PROTEZIONE SOLARE: alcuni soggetti dal manto bianco o pelo raso con cute esposta ai raggi solari, possono andare incontro ad eritemi solari, scottature o nei casi peggiori a carcinomi. Alcune razze, come il Boxer o Bull Terrier, ne sono maggiormente predisposte e andrebbero protette con l’applicazione di creme solari su orecchie, naso e zampe.

Cardiomiopatia dilatativa nel cane: di cosa si tratta

Che cos’è la cardiomiopatia

Si tratta di una patologia del muscolo cardiaco su base genetica e familiare nella maggioranza dei casi, caratterizzata da un’alterazione strutturale delle cellule del miocardio che perdono la loro naturale funzionalità contrattile, provocando di conseguenza una dilatazione delle camere cardiache e una riduzione della gittata cardiaca. Tutto ciò porta all’insorgenza di una insufficienza cardiaca congestizia.
I cani maggiormente colpiti sono quelli di taglia grande e gigante come il Dobermann, l’Alano, il Terranova etc..

Segni clinici, diagnosi e terapia della miocardiopatia dilatativa

 

I segni clinici della patologia sono rappresentati da progressiva intolleranza all’esercizio fisico, dimagrimento, sincopi o lipotimie, tosse e difficoltà respiratorie e persino morte improvvisa.
Alla visita clinica il medico veterinario può sospettare la patologia riscontrando un soffio cardiaco all’auscultazione, un ritmo di galoppo e tachiaritmie, tuttavia la diagnosi di conferma si ha con un esame ecocardiografico, eventualmente associato ad uno studio radiografico del torace.
La terapia è volta a tenere sotto controllo l’insufficienza cardiaca e i suoi sintomi clinici e prevede l’utilizzo di diuretici, inotropi positivi ed ACE-inibitori.

Importanza di una diagnosi precoce e prevenzione

 

Poiché non esiste alcuna terapia risolutiva ed essendo sfavorevole la prognosi a lungo termine al momento della comparsa dei primi sintomi clinici, si raccomanda di eseguire annualmente un esame ecocardiografico di screening nei soggetti di razze predisposte a partire dalla giovane età.
Essendo la miocardiopatia, una patologia su base genetica familiare, bisognerebbe escludere dalla riproduzione i cani malati, onde evitare di trasmettere la malattia alle successive generazioni.

Diabete mellito nel cane: sintomi, diagnosi e terapia

diabete mellito cane

Che cos’è il diabete mellito?

Il diabete mellito è un disturbo del metabolismo dei carboidrati dovuto ad una carenza di insulina, assoluta (tipo I, ridotta produzione) o relativa (tipo II, insulino-resistenza).
L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas, la cui funzione è quella di mantenere la concentrazione di glucosio nel sangue entro limiti fisiologici.
I pazienti diabetici non riescono pertanto a mantenere sotto controllo il loro livello di glucosio nel sangue, che aumenta causando iperglicemia.

Diabete di tipo I nel cane

Nel cane (diversamente dal gatto) la forma piu’ diffusa di diabete è quella di tipo I ovvero caratterizzata da una ridotta produzione di insulina da parte delle cellule-beta del pancreas in seguito alla loro distruzione. Le cause non sono ancora state realmente chiarite, ma si pensa siano di natura auto-immune. La comparsa può essere favorita da malattie predisponenti come pancreatiti, morbo di Cushing, infezioni croniche etc.

Segni clinici, diagnosi e terapia

I sintomi tipici del diabete canino sono rappresentati dall’aumento della sete e dell’urinazione (rispettivamente polidipsia e poliuria), l’eccessivo aumento di appetito (polifagia) e la perdita di peso.

La diagnosi si effettua tramite semplici esami di laboratorio che evidenziano l’aumento del glucosio nel sangue (iperglicemia), la sua presenza nelle urine (glicosuria) e l’aumento delle fruttosamine.

La terapia d’elezione consiste nella somministrazione di insulina e in un regime dietetico a basso contenuto di carboidrati. Dopo l’avvio della terapia insulinica sono necessarie visite di controllo frequenti con eventuale esecuzione di “curve glicemiche”, ovvero rilevazioni della glicemia ogni 2 ore in un intervallo di tempo di 12 ore, al fine di capire se la dose di insulina prescritta è adeguata.
Se la malattia è tenuta adeguatamente sotto controllo la qualità e l’aspettativa di vita sono comunque ottime.

Quali sono le attività fisiche dai cani e quali i benefici?

agility dog

Quali attività fisiche deve fare un cane e per quanto tempo?

Non esistono delle “regole” univoche su quali siano le attività fisiche migliori per i nostri cani, né su quante volte e per quanto tempo queste debbano essere svolte. Molto dipende dalla razza, dalla struttura fisica e dallo stato di salute. In linea di massima, i cani di razze sportive come il Border Collie e di quelle dinamiche come il Levriero, hanno necessita’ di essere attivi la maggior parte del tempo, altrimenti tendono ad annoiarsi facilmente. I cani
da compagnia e i cani a zampa corta (ad esempio il Jack Russel Terrier) sono meno idonei all’esercizio fisico lungo ed intenso, ma sono comunque dei soggetti molto attivi ed energici che necessitano di sessioni brevi e frequenti di attivita’.

Una particolare attenzione va tenuta nei confronti dei cuccioli e dei cani giovani in accrescimento: dal momento che il loro apparato osteo-articolare è ancora in fase di sviluppo, non bisogna esagerare con l’esercizio fisico e, prima di intraprendere un’attività è consigliabile sentire il parere del
veterinario.

Sport cinofili 

Le attività fisiche che possono essere svolte dai cani sono tantissime, alcune sono riconosciute come dei veri e propri sport cinofili, ad esempio l’Agility che prevede che il cane corra attraverso un complicato percorso ad ostacoli guidato da segnali vocali e gestuali del proprietario.

Un altro sport cinofilo originario dell’America e’ il Flyball: una gara a staffetta in cui i cani devono seguire un percorso correndo a prendere una pallina e riportandola al proprietario.

Anche delle semplici passeggiate all’aria aperta e il nuoto per i cani amanti dell’acqua, possono essere delle piacevoli attivita’ sia per il cane che per il suo
proprietario, l’importante e’ che siano eseguite in sicurezza e nella misura corretta, soprattutto se si tratta di acqua salata.

Benefici dell’attività fisica regolare del cane

L’attivitè fisica è molto importante per i nostri cani. In natura essi fanno molto esercizio fisico perché devono andare alla ricerca del cibo mentre in casa, vivendo in spazi limitati e avendo sempre alimenti a disposizione, possono facilmente incorrere nella sedentarietà. Questa può portare a problemi di salute molto seri come l’aumento di peso e l’obesità, con conseguenti ripercussioni a livello osteo-articolare, cardio-circolatorio, ecc..

Inoltre la frustrazione legata all’inattività può portare alla comparsa di disturbi
comportamentali che si manifestano con iperagitazione, paura e ansia fino alla comparsa di comportamenti distruttivi.

Infine, un altro aspetto non meno importante da considerare e’ il rafforzamento del legame tra il cane e il suo proprietario con conseguente benessere fisico e psicologico per entrambi.

Displasia del gomito nel cane: sintomi e terapie

displasia

Quali sono le razze più a rischio di displasia del gomito?

Come per la displasia dell’anca, le razze maggiormente predisposte sono quelle grandi o giganti.
Pastore Tedesco
Labrador retriever
Golden retriever
Rottweiler
Alano
Chow chow
Dogue de Bordeaux

In tali razze è consigliato l’esecuzione di uno studio radiografico giovanile intorno ai 4-6 mesi di età. Lo studio radiografico consiste nello sviluppo di alcune lastre del gomito, con il cane in anestesia o in sedazione profonda, allo scopo di identificare in età precoce i soggetti affetti da tale patologia ed evitare la formazione di processi artrosici generanti zoppia e dolore.

Come riconoscere un cane con displasia del gomito

La sintomatologia può insorgere già nei primi 5-6 mesi di vita del cane tramite:
zoppia di uno o di entrambi gli arti anteriori,
difficoltà alla deambulazione,
dolore alla manipolazione del gomito
gomito gonfio e caldo (nei casi acuti)
andatura rigida
Il grado di zoppia aumenta col passare del tempo e al progredire della degenerazione articolare. Il dolore sarà più intenso alla ripresa del movimento dopo un lungo periodo di riposo (es. dopo aver passato ore sdraiato nella cuccia) e potrebbe “migliorare” dopo qualche passo.

Terapia della displasia del gomito

Le soluzioni terapeutiche variano a seconda dell’età del cane alla diagnosi e in base al grado di displasia. Se nel cucciolo sono possibili varie opzioni chirurgiche in grado di correggere il difetto articolare, nel soggetto adulto è maggiormente indicata la terapia conservativa, composta da farmaci antiinfiammatori e antidolorifici, necessari per aiutare il cane a superare la fase acuta. La terapia medica può essere associata alla fisioterapia, con lo scopo di allungare l’intervallo di tempo fra un trattamento e l’altro, riducendo il rischio di comparsa di effetti collaterali legati all’uso prolungato di alcuni farmaci.

Sia nel cucciolo, che nell’adulto sono vivamente raccomandati:
-il controllo del peso
-un supplemento della dieta con integratori per le articolazioni (glucosamina e condroitina)
-lo svolgimento di un’attività fisica blanda ma quotidiana (l’ideale sarebbero brevi passeggiate ripetute più volte al giorno)
-regolari visite di controllo dal veterinario.