I cani con le orecchie grandi hanno bisogno di cure particolari?

Le orecchie o meglio i padiglioni auricolari di alcune razze di cani sono state selezionate nel corso degli anni per avere delle dimensioni e forme “eccessive”, basti pensare a quanto sono diverse le orecchie di un beagle e quelle di un pastore tedesco, larghe “a cotoletta” e pendenti le prime, sottili ed erette le seconde. O pensate per esempio al buffo basset hound o al cocker con larghi e lunghi padiglioni auricolari che possono toccare il pavimento.

Le razze con orecchie pendenti come i cocker, labrador, golden retriever, setter, beagle, bassethound, breton hanno indiscutibilmente bisogno di un minimo di extra-cure e attenzioni in modo da evitare otiti, o spiacevoli inconvenienti per il nostro amico a quattro zampe.

Anatomicamente infatti, le orecchie di questi cani sono predisposte ad accumulare cerume, umidità e sporcizia, favorendo lo sviluppo di otiti batteriche, parassitarie o allergiche. Inoltre, frammenti di piante, come spighe o forasacchi possono rimanere facilmente incastrati all’interno dell’orecchio richiedendo l’intervento d’urgenza del medico veterinario.

Quali sono quindi le precauzioni necessarie?

Vi consiglio intanto di abituare il vostro cucciolo sin da piccolo ad aver le orecchie manipolate e pulite. In concomitanza del bagno, potete con del cotone e delle apposite soluzioni (generalmente altamente lipidiche), pulire le orecchie del vostro amico. Ricordatevi sempre di premiare il vostro cane, in modo che associ l’evento pulizia orecchie a qualcosa di piacevole! In commercio si trovano differenti prodotti per l’igiene delle orecchie e non necessitano prescrizione medica, ma non esitare a contattare il tuo veterinario per extra spiegazioni!

Durante le passeggiate, per i cani con le orecchie più lunghe e che toccano il suolo il consiglio è quello di usare una bandana o dei fiocchetti per evitare che raccolgano tutta la sporcizia dal suolo, anche in questo caso è necessario abituarlo sin da cucciolo. Lo stesso si può fare in casa per quando beve o mangia dalla ciotola! I proprietari di Cocker sanno bene di cosa sto parlando! Ed a tal motivo, potete trovare anche delle ciotole speciali fatte per questi cani!

Allo stesso modo, le razze amanti dell’acqua non resisteranno ad un tuffo nel fiume, o nel lago di paese…non ti preoccupare! Sarà importante però, una volta a casa, pulire ed asciugare con cura le orecchie del vostro migliore amico!

Se il vostro cane sviluppa spesso otiti parassitarie inoltre, alcuni prodotti spot-on possono prevenire l’insediamento degli acari in questione. Chiedi consiglio al tuo veterinario!

Oltre all’igiene del padiglione auricolare, nei cani con le orecchie più pelose vi consiglio di accorciar o meglio rimuovere i peli se non comporta un eccessivo stress per il cane, faciliterà l’igiene e l’areazione delle orecchie.

Ricordati invece, che nel caso in cui il vostro cane mostri fastidio alle orecchie, le scuote spesso, hanno cattivo odore o appaiono arrossate può essere in atto un otite, ed è necessaria la visita dal medico veterinario senza perdere tempo!

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Cane con il naso che cola: cosa può essere?

Con l’articolo di oggi esploreremo le possibili cause del “naso che cola” nel nostro amico a quattro zampe. Le cause di scolo nasale nel cane possono essere innumerevoli, e anche la prognosi può essere abbastanza variabile dipendentemente dall’eziologia.

Quali potrebbero essere le cause?

Gli irritanti ambientali devono essere considerati in prima linea nei casi di scolo incolore, acquoso, e di scarsa entità. Polvere, fumo, profumi, prodotti per l’igiene domestica ma anche allergeni come pollini o acari ambientali possono irritare le prime vie respiratorie del tuo cane o scatenare reazioni allergiche.

Come nell’uomo, anche le malattie infettive rivestono un ruolo primario. La cosiddetta tosse dei canili è causata dalla coazione di batteri e virus, è altamente contagiosa, e si presenta con una tosse importante.

Ricordiamoci, inoltre, che nelle giornate più calde, il nostro cane disperde calore attraverso la sudorazione nelle parti glabre del corpo come il naso ed i polpastrelli.

Corpi estranei come frammenti di rami, parti di piante, possono rimanere bloccati nel naso, causando molto fastidio, il cane tenterà di grattarsi. Lo scolo, sarà importante e potrà presentarsi con sangue e pus a causa del danno meccanico e della reazioni dell’organismo.

Anche avvelenamenti (veleno per topi) o malattie infettive (Leishmaniosi o Erlichiosi) come anche tumori o polipi possono causare scolo nasale emorragico cioè costituito da sangue.

Infine, le infezioni delle radici dei denti dell’arcata superiore possono drenare all’interno del naso e dar origine quindi a scolo, che in questo caso apparirà infetto.

Nel caso di allergie o lievi irritazioni, la sintomatologia sarà lieve. Si accompagnerà anche ad abbattimento, tosse, starnuti, inappetenza nelle patologie più gravi.

Come può essere trattata

Qualora si tratti di semplice scolo, trasparente, non importante di quantità e non accompagnato da altri sintomi, probabilmente scomparirà di per se senza bisogno di intervenire.

Nel caso in cui lo scolo ha un aspetto preoccupante per esempio. denso, mal odorante, ma anche con sangue o di color bianco, giallo o verde, o si presentano anche altri sintomi tosse, starnuti, o malessere generale; il consiglio d’obbligo è quello di contattare il tuo veterinario che in seguito a visita clinica deciderà con voi il miglior trattamento. Chiaramente nel caso di corpi estranei sarà necessario rimuoverli (quasi sempre sarà necessaria l’anestesia), le infezioni si tratteranno con antibiotici e\o anti infiammatori. Tumori e polipi hanno bisogno di approcci diagnostici e terapeutici più complessi che non tratteremo oggi.

Infine, qualora tu sospetti la tosse di canile, meglio chiamare il tuo veterinario, prima di recarti in ambulatorio, evitiamo di infettare altri cani nel caso fosse confermata la diagnosi.

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Il mio cane ha i testicoli gonfi: cosa potrebbe essere?

I testicoli nel cane sono, come nell’uomo, esterni e localizzati all’interno dello scroto che si trova localizzato dietro il pene. Qualora il vostro cane fosse stato castrato, manterrà lo scroto, ma sarà vuoto, sono stati asportati i testicoli! Quindi se lo scroto appare ancora “pieno” dopo la castrazione, non preoccupatevi, è normale, e lentamente si svuoterà del contenuto. Attenzione però, se appare molto gonfio, teso e dolorante…potrebbe essere in corso un’emorragia (complicazione post-chirurgica); in questo caso, non esitate a contattare il vostro medico veterinario!

Quali potrebbero essere le cause?

In seguito a questa breve premessa, vi parlerò invece di quelle patologie che possono far apparire i testicoli gonfi.

  • Traumi come anche una ferita o un morso, possono causare danni ai tessuti che costituiscono il testicolo, che quindi si infiamma e potrebbe anche infettarsi. Inoltre, il nostro cane, infastidito dal dolore, potrebbe tentare di leccarsi, che comporta maggiori rischi d’infezione.
  • Infezioni (definite orchiti) possono far apparire i testicoli o meglio lo scroto, gonfio, infiammato, arrossato e dolente. Svariati patogeni possono esserne la causa (batteri, virus, parassiti). Generalmente le orchiti batteriche sono causate da batteri che provengono dalle vie urinarie o dalla prostata.
  • Torsione testicolare; rara. Si tratta appunto della rotazione del testicolo che comporta lo strangolamento dei vasi ematici, causando gonfiore ma anche tanto dolore!
  • Tumori testicolari, sono molto comuni nei cani ed aumentano con l’avanzare dell’età. I più comuni sono il Seminoma, il Sertolioma o il tumore delle cellule del Leydig.
  • Ernia scrotale, caratterizzata praticamente dal passaggio di organi addominali attraverso l’anello inguinale all’interno dello scroto. In questo caso, l’intervento chirurgico è necessario.  


Prova dolore?

Come vi ho già accennato nel paragrafo precedente, la maggior parte di queste lesioni sono dolorose, soprattutto la torsione testicolare, come anche i processi infiammatori.

Cosa fare?

Il primo consiglio che posso darvi qualora sospettiate che i testicoli del vostro cane possano apparire gonfi e dolorosi è di contattare il vostro medico veterinario. Nell’attesa, vi consiglio di mantenere l’aria pulita e di evitare che il vostro cane si lecchi, utilizzando il tanto odiato collare elisabettiano.

Il vostro medico veterinario sarà in grado di distinguere fra le possibili cause, in taluni casi con un iter diagnostico, e proporvi cosa fare. In genere, la prognosi è buona, se il problema viene trattato con tempestività e correttamente!

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Il mio cane ha gli occhi gialli: che cosa significa?

Perché gli occhi del mio cane sono diventati gialli? Cosa potrebbe essere?

Con l’articolo di oggi cercherò di spiegarvi cos’è l’ittero e da cosa può essere causato.

La colorazione giallastra di mucose o cute, visibile in particolare nella sclera (la parte bianca dell’occhio), ma anche all’interno della bocca, o nelle parti della cute con meno peli (addome, orecchie); rappresenta una manifestazione clinica ascrivibile ad un accumulo patologico nel sangue di bilirubina, definito ittero.

L’organismo animale in condizioni normali produce ed elimina la bilirubina. L’ittero invece, si manifesta quando c’è un’alterazione nel processo di produzione e/o eliminazione della bilirubina.

Ma che cos’è la bilirubina?

La maggior parte della bilirubina deriva dal catabolismo (processo di trasformazione) dei globuli rossi che avviene soprattutto nel fegato e nella milza, dove viene recuperato il ferro, che trasportato nel midollo osseo, verrà riutilizzato per sintetizzare nuovi globuli rossi. La bilirubina quindi, una volta prodotta, entra nel circolo sanguigno e viene rilasciata nel fegato; dal quale verrà escreta nell’intestino, ed eliminata con le feci.

Quali malattie possono provocare al mio cane gli occhi gialli?

  • Aumentata (patologica) distruzione dei globuli rossi: in corso per esempio di anemie emolitiche, comuni in Italia per esempio quelle causate da emoparassiti trasmessi da zecche; ma anche la Leptospirosi, come anche patologie autoimmuni o genetiche possono causarne un’aumentata distruzione.
  • Cause primarie epatiche: tutte quelle patologie che causano un grave danno epatico (del fegato) potrebbero causare una sindrome itterica, questo perché il fegato non è in grado di “processarla” e quindi si accumula nel sangue. Anche in questo caso le cause sono svariate. Processi infettivi, come batteri (la stessa Leptospirosi) ma anche virali (l’adenovirus canino per esempio), come le tossine o alcuni tipi di tumori o patologie genetiche possono causare la comparsa dell’ittero.
  • Ed infine, cause definite “post-epatiche”; cioè dovute all’impossibilità della bile di passare dal fegato all’intestino. In questo caso, la causa più comune è l’ostruzione del dotto che drena la bile nell’intestino o della cistifellea.

Qualora sospettiate che il vostro cane sia itterico, il consiglio che posso darvi è di contattare al più presto il vostro medico veterinario. Non si tratta di un segno clinico da sottovalutare e la vita del vostro amico a quattro zampe potrebbe essere in pericolo.

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Principali sintomi del diabete nei cani

Il diabete è una malattia endocrina; i cui principali sintomi clinici sono dovuti dall’incapacità dell’organismo di utilizzare il glucosio (lo zucchero) presente nel sangue. In poche parole, il glucosio assorbito attraverso il tratto gastro-intestinale, rimane nel sangue causando iperglicemia, non passando quindi all’interno delle cellule come dovrebbe invece accadere.

I principali sintomi che si manifestano in corso di diabete (mellito), il più comune, sono riassumibili in 4 elementi fondamentali:


Polidipsia: che significa aumento del consumo di acqua; il cane beve tanto!
Poliuria: che significa aumento della produzione di urina; spesso accompagnato da “insoliti” episodi di urinazione domestica.
Anoressia: perdita di peso dovuta al fatto che il glucosio non viene utilizzato come fonte energetica. Quindi, l’organismo del cane usufruisce delle riserve di grasso prima e la massa muscolare dopo per fornire nutrimento alle cellule.
Polifagia: il cane mangia di più, dovuto al deficit energetico ed alla perdita di peso, il nostro amico a quattro zampe sarà sempre affamato!

Altre complicanze, non sempre presenti possono essere:
• Comparsa di cataratte…causate dall’iperglicemia.
Infezioni…soprattutto delle vie urinarie.

Tutto ciò è causato dall’alterato metabolismo del glucosio, il quale costituisce la principale fonte di nutrimento per le cellule, che nel caso del diabete mellito, non riescono ad assorbire. Il tutto, nella maggior parte dei casi, è dovuto ad un insufficiente produzione di Insulina, che possiamo definire “la chiave della serratura” per far entrare il glucosio prodotto dalle cellule Beta del pancreas, all’interno delle cellule dell’organismo.

Il pancreas è un organo, il cui principale compito è quello di: produrre enzimi necessari alla trasformazione del cibo introdotto ma anche alla produzione di ormoni; fra cui il più importante appunto, è l’insulina.

Qualora la patologia endocrina persiste senza trattamento per lunghi tempi, o la terapia non è sufficiente a controllare l’iperglicemia si arriva ad un punto in cui l’organismo del nostro cane non è più in grado di compensare e quindi si possono manifestare sintomi clinici e problemi molto pericolosi per la vita del nostro amico a quattro zampe.
Si tratta di una sindrome, definita chetoacidosi diabetica, caratterizzata da un’eccessiva produzione di sostanze definite corpi chetonici che frequentemente causano: debolezza, vomito, apatia; ma l’elemento che colpisce di più i proprietari è rappresentato da un aumento della frequenza respiratoria, il nostro cane può inoltre non essere in grado di mantenere la stazione quadrupedale, possono risultare freddi (ipotermici).
Se non trattata rapidamente e nel migliore dei modi può causare la morte del nostro amico a quattro zampe. A tal motivo, sarà necessario il ricovero ed un aggressivo approccio terapeutico.

Vito Priolo
MRCVS, PhD

Quante cucciolate può avere un cane all’anno?

Qualora tu stessi pensando di far riprodurre il tuo cane per la prima volta e vorresti sapere quante cucciolate può avere nella sua vita sei nel posto giusto per scoprire tutto quello che c’è da sapere sulla frequenza degli accoppiamenti nel cane.

Far accoppiare il vostro cane, maschio o femmina che sia, è un processo naturale, che lo aiuterà anche a maturare e a sviluppare. Attenzione però ad agire con disattenzione perché si può mettere a rischio la salute del vostro migliore amico. Per esempio, le femmine di alcune razze come i Bulldog, Bull Mastiff, Dogo de Bordeaux non sono in grado di completare il parto ed in questi casi sarà necessario ricorrere al parto cesareo.

Il numero giusto di cucciolate che una cagnolina adulta può avere nel corso della sua vita variano fra 3 e 4 considerando diversi fattori come il numero di cuccioli per cucciolata, il recupero della madre da gravidanza, parto e allattamento!

In linea di massima però, possiamo affermare che più di 4 cucciolate nella vita di un cane possono essere deleterie e accorciarne l’aspettativa di vita.

Alcuni pensano che siccome un cane ha due calori in un anno automaticamente può avere dei cuccioli in ognuna di esse. Corretto, ma è fortemente non raccomandato e vi spiegherò il perché.

La gestazione, il parto e l’allattamento sono delle fasi della vita molto dispendiose dal punto di vista energetico per il nostro cane per diversi fattori. La gestazione e dare alla luce, non uno, ma x cuccioli, l’allattamento e la crescita di questi comportano un notevole dispendio energetico che comporta adattamenti che avvengono naturalmente nell’organismo della madre. Come vi sarà capitato di notare alcune cagne dimagriscono durante l’allattamento, perdono massa muscolare e la qualità del loro manto peggiora.

Quindi evitate di far accoppiare la vostra cagnolina due volte di fila, datele il tempo di recuperare. In linea di massima, aspettare fra i 18 mesi ed i due anni è un lasso di tempo sufficiente.

In ogni caso, qualora avessi dei dubbi sullo stato di salute del tuo cane, vorresti programmare un accoppiamento, parlane con il tuo veterinario di fiducia ti saprà guidare e consigliare al meglio nel processo.

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Il mio cane ha un occhio gonfio. Cosa potrebbe essere?

Quando il nostro amico a 4 zampe presenta uno o più occhi “gonfi”, la prima diagnosi del proprietario è che si tratta di un’infezione. Beh…purtroppo non è cosi semplice e come vedrete la lista delle patologie che possono causare “l’occhio gonfio” è molto lunga. Quindi, qualora sospettiate che il vostro cane abbia un qualche disturbo agli occhi, il consiglio del medico veterinario è quello di farlo visitare il prima possibile senza perdere tempo! Racconta al tuo veterinario se hai notato anche altri sintomi come scolo, dolore, abbattimento ma anche cambi nell’urinazione.

Tante patologie possono far apparire l’occhio del nostro amico a 4 zampe “arrossato o gonfio”. Ecco alcuni esempi:

  • Cheratocongiuntivite secca: causata da una ridotta produzione di lacrime;
  • Congiuntivite: causata generalmente da infezioni ma anche allergie;
  • Allergie che generalmente comportano prurito intorno agli occhi;
  • Ulcera corneale: ferita sulla superficie dell’occhio abbastanza dolorosa, infiammata ed arrossata;
  • Patologie della terza palpebra e delle palpebre;
  • Glaucoma: causato dall’aumento della pressione all’interno dell’occhio che apparirà infiammato e più grande del normale;
  • Keratiti comuni nelle razze brachicefaliche;
  • Uveite: processo infiammatorio delle strutture “interne” dell’occhio può cambiare alterazioni nella forma e del colore dell’iride;
  • Tumori causano irritazione, infiammazione, ma anche cambio di dimensione e forma dell’occhio.
  • Malattie endocrine.

Come vedete la lista è molto lunga, quindi non perdere tempo e contatta il tuo veterinario di fiducia o un pronto soccorso (qualora si trattasse di un’emergenza) per far visitare il tuo cane, un ritardo nel trattamento di patologie gravi può causare la cecità perenne e noi questo non lo vogliamo. 😉

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Cane intossicato: come identificare e cosa fare

Sintomi da avvelenamento nel cane possono essere estremamente variabili rispetto al tipo di veleno con il quale sono entrati in contatto. I sintomi possono interessare l’apparato gastrointestinale e quindi può presentarsi scialorrea (ipersalivazione), vomito, diarrea, o può interessare l’apparato cardiorespiratorio e quindi causare dispnea (difficoltà a respirare), ipossia (mancata ossigenazione dei tessuti), fino ad arrivare all’arresto cardiaco! Altri tipi di veleno invece, possono causare emorragie, disturbi della coagulazione, ma anche sintomatologia neurologica come convulsioni o coma!

Qua sotto vi riassumerò alcuni fra i più comuni veleni che possono intossicare il vostro amico:

  • Cioccolato: contiene la teobromina che causa agitazione, tremori, convulsioni e arresto cardiaco;
  • Antinfiammatori non steroidei (Ibuprofene, Diclofenac, Paracetamolo): possono causare vomito, diarrea e insufficienza renale.
  • Anticoagulanti (medicinali umani o ratticidi): davvero subdoli perché manifestano i sintomi a distanza dall’ingestione e causano emorragie, davvero pericolosi!
  • Lumachicidi (Metaldeide), soprattutto sintomatologia neurologica come instabilità, tremori, convulsioni, può portare a morte.
  • Uva e uvetta: insufficienza renale.
  • Vitamina D: vomito, diarrea, convulsioni, aritmie, insufficienza renale;
  • Cipolla (tiosolfati): possono causare ipersalivazione, nausea, stomatite, vomito, diarrea, emolisi (distruzione dei globuli rossi).

Come si diagnostica l’avvelenamento?

Sarà fondamentale capire tipo di veleno, quindi portate dal veterinario qualunque informazione a vostra disposizione (confezione di farmaci, cioccolato, o veleno).

Le informazioni che fornirete al vostro veterinario saranno di cruciale importanza per identificare la causa dell’avvelenamento. Degli esami del sangue potranno dare utili informazioni.

Come si tratta l’avvelenamento?

Una volta identificata la causa dell’avvelenamento, il medico veterinario provvederà a trattare di conseguenza. Qualora sia in pericolo la vita dell’animale, sarà necessario ricoverarlo, stabilizzarlo, ed aiutarlo ad eliminare il veleno.

I trattamenti possono essere diversi, in alcuni casi si somministrerà un antidoto, in altri sarà indotta l’emesi (il vomito) per eliminare il veleno prima che venga assorbito, in altri verrà somministrato del carbone attivo per ridurre l’assorbimento del veleno ed eliminarlo con le feci, in altri ancora si potrà solo fornire terapia di supporto (cercando cioè di tamponare i sintomi) ed aspettare che e se il cucciolo purtroppo sopravvivrà all’avvelenamento.

Da questo breve excursus, ci rendiamo conto che è davvero lunga la lista di possibili veleni ed i sintomi che possono causare. Quindi, tieni alla larga del vostro amico a quattro zampe tutte le sostanze, piante, fiori, e cibo con il quale il tuo cane può entrare in contatto.

Infine, mi urge in questo articolo sottolineare una considerazione.

Da una recente indagine condotta nel Regno Unito è venuto fuori che più del 40% dei proprietari di cani che sospettano un avvelenamento, aspettano la comparsa di sintomi prima di contattare il veterinario. È mio dovere quindi, dirvi che…quest’attesa potrebbe risultare estremamente dispendiosa nella maggior parte dei casi o addirittura fatale nei casi peggiori.

Quindi…non perdere tempo, contatta il tuo veterinario di fiducia o un pronto soccorso qualora sospetti un avvelenamento!

Vito Priolo

PhD, MRCVS

Cani e allergie stagionali: come identificarle e aiutarli

Con la primavera non arriva solo il caldo e il bel tempo, ma arrivano anche i pollini e quindi tutte le allergie stagionali che colpiscono sia noi che i nostri cani.
A differenza delle persone, la maggior parte delle allergie ai pollini nel cane si manifesta con sintomi dermatologici,:

Inoltre le allergie stagionali nei cani possono colpire cute, orecchio o occhi.
Questo perché il cane entra in contatto principalmente per via transdermica con l’allergene piuttosto che per via inalatoria.

Oltre ai classici pollini si devono prendere in considerazione anche le allergie legate all’aumento delle pulci nei periodi caldi, per cui è chiaro come mai le allergie cutanee stagionali siano uno dei principali motivi di visita dal veterinario dei cani in questo periodo. La puntura della pulce causa una reazione allergica che può essere localizzata o generalizzata che causa molto fastidio al cane, per questo è fondamentale seguire sempre una profilassi antiparassitaria adeguata e valutare in caso alternative se il cane dovesse presentare allergie a questi principi attivi.

Principi dell’allergia

Il meccanismo di base associato all’allergia ha a che vedere con il sistema immunitario che iper reagisce nei confronti degli stimoli, per questo motivo non esiste un trattamento che permette di risolvere le allergie. Per questo si cerca di tenere i sintomi sotto controllo, ma considerando che è una patologia cronica, è un impegno che durerà per tutta la vita del cane, con possibili riacutizzazioni e recidive o anche eventuali peggioramenti, passando quindi ad anche allergie alimentari.

Come capisco che il mio cane è allergico?

Per individuare un’allergia nel cane bisogna saper riconoscere le reazioni al contatto con gli allergeni: tra i sintomi più comuni e meno gravi delle allergie stagionali possiamo annoverare sicuramente il prurito e la conseguente tendenza a grattarsi, mordersi, leccarsi. Il risultato sarà che in questa fase dell’anno il cane tenderà a perdere più peli del solito.
Altri sintomi più gravi di un problema allergico sono le infezioni alle orecchie (otite da Malassezia), le infiammazioni cutanee e difficoltà respiratorie.

Come posso gestire questa situazione?

La prima cosa da fare è escludere altre cause di prurito, quindi in primis pulci, infezioni (sia batteriche che fungine) e allergie alimentari. Escluse o controllate queste, allora si procederà alla diagnosi di allergia stagionale e si deciderà che tipo di terapia impostare.
Se la terapia medica di controllo con rimedi topici, antistaminici, antinfiammatori e immunosoppressori non dovesse funzionare, allora il passo successivo è quello dei vaccini desensibilizzanti.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Olio CBD

Che cos’è l’olio di CBD?

Si parla di cannabidiolo, ovvero una delle componenti della cannabis, è una sostanza non psicoattiva che non crea alcun tipo di dipendenza se utilizzata. Il CBD, infatti, si differenzia dal metabolita psicoattivo della cannabis, il THC, detto anche tetraidrocannabinolo.
Il CBD è un prodotto naturale dalle molteplici potenzialità. È solitamente utilizzato nei seguenti modi:

  • antinfiammatorio,
  • antidolorifico,
  • rimedio contro l’insonnia,
  • combatte disturbi come la depressione,
  • effetto antitumorale.

Il cannabidiolo, ormai, può essere assunto in diversi modi ed è ormai completamente accettato nella maggior parte delle terapie mediche, giungendo fino alla veterinaria. Importante è sapere che questo viene estratto dalle piante di canapa le quali, una volta mature, vengono lavorate al fine di estrarre il cannabidiolo attraverso una tecnica estrattiva detta “alla CO₂”.
Quest’ultimo processo risulta fondamentale per ottenere oli purificati che non presentino al loro interno le altre compenti della cannabis.

Perché utilizzarlo nei cani?

Così come per gli esseri umani, anche per gli animali (dunque non solo cani, ma anche gatti) è presente il sistema endocannabinoide che si occupa di regolare l’umore, il dolore e altre funzioni fisiologiche, quindi può essere somministrato ai cani come antidolorifico e antinfiammatorio.

Un altro fattore spesso poco considerato è l’ansia che colpisce i nostri cani, come quella da viaggio o da separazione. Molte ricerche hanno dimostrato che l’olio CBD può aumentare temporaneamente i livelli di serotonina, così da agire come ansiolitico.

È un ottimo alleato contro il cancro: la ricerca mostra che l’olio di CBD e altre sostanze contenute nella canapa e nella cannabis hanno un effetto antitumorale. È stato anche dimostrato che l’olio di CBD impedisce alle cellule tumorali di crescere e ne aumenta la morte. In particolare, l’olio di CBD aiuta le cellule killer del sistema immunitario a sconfiggere e distruggere le cellule tumorali, bloccando anche la loro capacità di produrre energia. L’olio di CBD può aumentare l’efficacia del trattamento convenzionale contro il tumore.

Protegge il sistema nervoso e aiuta a prevenire le malattie neurodegenerative: l’olio di CBD ha evidenziato numerosi benefici contro la mielopatia degenerativa e altri problemi connessi alla colonna vertebrale e ai nervi. Per i cani anziani, il CBD può proteggere il cervello dalla morte cellulare causata da radicali liberi e tossine.

Aumenta l’appetito e contrasta la nausea: se il cane ha difficoltà a mangiare perché non ha molto appetito, il CBD può essere un ottimo alleato. Inoltre, esso è in grado di alleviare vomito e nausea, causati da qualsiasi tipo di problema.Favorisce la salute cardiovascolare aiutando a mantenere il cuore sano, poiché è in grado di ridurre danni a livello dei vasi sanguigni, regolarizzare il battito cardiaco, proteggere i vasi e le arterie, ridurre la pressione sanguigna.

Presenta effetti collaterali?

Gli oli CBD agiscono in modo naturale e, quindi, senza presentare gli effetti collaterali. È però sconsigliato l’abuso per non incorrere nelle stesse lievi controindicazioni che riscontrano le persone, quali perdita di appetito e di peso, disidratazione, affaticamento e secchezza delle fauci, quindi sarebbe sempre bene farsi controllare da un medico veterinario.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn