Piodermite canina: fattori predisponenti e trattamento preventivo

La piodermite è un’infezione batterica della pelle che a seconda della localizzazione può essere definita superficiale o profonda, nel primo caso sono coinvolti lo strato corneo, la zona intraepidermica e gli annessi cutanei, nel secondo, invece, è coinvolto il derma e può arrivare anche allo strato sottocutaneo. Principalmente è sostenuta dal batterio Staphilococcus pseudointermedius. Non si tratta di una malattia contagiosa né per l’uomo né per gli altri animali.

Perché è una patologia molto diffusa nei cani e non negli altri animali?

Riguardo a questo ancora non ci sono studi che hanno messo in evidenza la causa, ma si sa che ci sono alcuni fattori che predispongono allo sviluppo di questa patologia che in parte ci possono far capire come sia possibile che sia molto più frequente nei cani. Questi fattori sono:

  • Flora batterica residente.
  • Spessore ridotto dello strato corneo.
  • Assenza di tappo follicolare.
  • Fattori comportamentali e di gestione, come l’igiene e la leccatura.
  • Un’elevata incidenza di malattie pruriginose che facilitano il fissaggio e la penetrazione dei batteri.
  • Elevata prevalenza di atopia canina con presenza di prurito e alterazioni della barriera cutanea come, ad esempio, carenza di filaggrina, alterazioni della sintesi lipidica, ecc.

Fattori predisponenti

  • Quadri di ipersensibilità, primi fra tutti i casi di dermatite atopica.
  • Quadri seborroici, poiché questi cani presenteranno una maggior proliferazione batterica a livello della cute, con anche la possibilità di iperproliferazione della Malassezia. Inoltre, un’importante presenza di sebo porterà ad un’alterazione dello strato lipidico superficiale, con conseguente infiammazione, prurito e talvolta ostruzione follicolare.
  • Endocrinopatie: ipotiroidismo, iperadrenocorticismo, squilibro degli ormoni sessuali, diabete.
  • Neoplasie, come ad esempio il linfoma cutaneo.
  • Parassitosi, come ad esempio le demodicosi e la leishmaniosi.
  • Quadri iatrogeni a seguito di lunghi trattamenti con corticosteroidi.

Trattamento della piodermite canina.

È fondamentale mantenere la salute della pelle così che possa svolgere senza problemi la sua funzione di barriera protettiva. A questo proposito è utile svolgere una corretta profilassi antiparassitaria, utilizzare degli shampoo adeguati a preservare il pH della pelle del cane, spazzolarli. Infine, molto importante è anche un’alimentazione adeguata col fine di aiutare a mantenere l’equilibrio idrico della pelle, lo strato lipidico e un corretto equilibrio degli acidi grassi.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Torsione dello stomaco nel cane

La torsione gastrica, anche detta GDV, è una sindrome acuta ad insorgenza improvvisa, molto grave, che se non riconosciuta e trattata tempestivamente può portare alla morte l’animale.

Cos’è? E come si manifesta?

Si tratta di una rotazione dello stomaco sul proprio asse, di solito avviene a seguito della dilatazione dello stesso per causa della fermentazione e formazione di gas da parte del cibo al suo interno. Infatti si manifesta dopo poche ore l’ingestione del pasto e quando una mancata digestione del cibo porta ad un accumulo di gas che fa dilatare e poi successivamente torcere l’organo. È da differenziare dalla sola dilazione dello stomaco che ha risoluzione molto più semplice e una prognosi più favorevole.

Fattori di rischio e predisponenti

  • La taglia del cane. Sono a rischio torsione gastrica praticamente tutti i cani al di sopra dei 20 chili, in particolare i cani delle seguenti razze: alano, pastore tedesco, terranova, dobermann, mastino napoletano, san bernardo, setter irlandese, setter gordon e gli incroci di queste razze.
  • L’età avanzata. Infatti i cani intorno ai 7/8 anni hanno una probabilità maggiore di sviluppare questa sindrome.
  • Il sovrappeso.
  • La voracità nell’assumere il cibo.
  • La somministrazione di un unico pasto giornaliero.
  • Il movimento subito dopo aver mangiato.
  • L’ingestione di tanta acqua insieme al cibo.
  • Anomalie dell’apparato digerente o altre patologie in atto (es. tumori della milza).
  • Stress.

I sintomi della torsione gastrica

I sintomi che si osservano sono caratterizzati da manifestazioni di malessere che a mano a mano si aggravano. Il cane presenterà conati di vomito non produttivi; forte dolore addominale; dilatazione dell’addome visibile chiaramente ad occhio nudo sul lato sinistro del corpo. Inizialmente il cane è agitato, sbava, saliva molto, guaisce. Ha lo sguardo fisso, è dolorante e ha il respiro molto affannoso.

Tutto questo avviene molto rapidamente, nel giro di pochissimo tempo. Certo, se il cane vomita da una settimana, non ha una dilatazione dello stomaco, ma una patologia gastrica trascurata.

Si tratta di una sindrome molto seria e rischiosa, infatti si dovrà agire subito recandosi presso una struttura veterinaria specializzata senza perdere tempo altrimenti si rischia di non riuscire a salvare il cane. È diagnosticabile mediante una radiografia, non è sempre la risoluzione che può richiedere anche un intervento chirurgico e vari giorni di ricovero.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Gravidanza del cane: come riconoscerla, quanto dura e come gestirla

Come capire se la cagnolina è incinta?

Nella maggior parte dei casi la diagnosi precoce di gravidanza è eseguita dal veterinario tramite esame ecografico intorno al 21° giorno di gestazione, attraverso la visualizzazione del feti e loro annessi. Un vantaggio dell’esame ultrasonografico è quello di consentire la valutazione della vitalità dei feti, mediante la valutazione del battito cardiaco fetale, e di stimare la presunta data del parto. Per valutare il numero dei feti l’esame più indicato è senz’altro la radiografia: grazie alla quale il veterinario può contare i crani e le rispettive colonne vertebrali dei cuccioli, tuttavia questo esame non ci fornisce alcuna informazione sulla vitalità dei cuccioli. Ecografia e radiografia sono dunque esami complementari e come tali andrebbero sempre eseguiti entrambi, al fine di una corretta gestione di gravidanza.

Perché è importante sapere il numero dei cuccioli?

Avere una previsione del numero esatto dei cuccioli, ci aiuta a capire quando il parto può ritenersi terminato in sicurezza ed avere la certezza di non avere spiacevoli conseguenze per la salute della madre: non è affatto raro avere problemi di ritenzione di uno o più feti con gravi ripercussioni sulla salute della madre nel post-partum.

Quanto dura la gestazione canina?

In media la gestazione della cagna è di circa due mesi, con un intervallo di tempo variabile da 58 a 71 giorni se partiamo a contare dal giorno dell’accoppiamento. Trattandosi di un intervallo molto ampio e soggettivo, la stima ecografica del giorno del parto è sicuramente consigliata al fine di organizzare al meglio l’arrivo dei cuccioli. Pertanto la previsione della data del parto risulta essere estremamente inaccurata quando determinata solo in base al giorno dell’accoppiamento.

Il momento del parto

A ridosso del giorno stimato del parto, alcuni veterinari possono chiedere di misurare costantemente la temperatura al cane, è noto che in prossimità del parto la temperatura corporea della cagnolina scenda dai consueti 38,5-39 gradi ai 37.8 gradi circa. Inoltre l’inizio del travaglio sarà scandito da un’inconsueta irrequietezza della madre con frequente bisogno di urinare.

Devo assistere la cagna al momento del parto?

Idealmente ogni cane (ad esclusione delle razze dove è strettamente consigliato il cesareo) riesce a espletare il proprio parto in solitudine, pertanto un buon proprietario dovrebbe sempre supervisionare il parto senza mai essere invadente o innervosire ulteriormente la madre.
Durante il travaglio la madre perde delle secrezioni scure dalla vagina e si appresta al parto, se nella prima ora non ha ancora dato alla luce i cuccioli, bisogna contattare il proprio veterinario per chiederne l’intervento.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Vomito giallo del cane: cause e rimedi

Perché il cane vomita giallo?

Il cane vomita liquido giallo per via dei succhi gastrici, di solito questa è una diretta conseguenza di digiuni prolungati. I succhi gastrici sono fondamentali per la digestione del cibo, ma possono essere aggressivi sulle pareti dello stomaco, quando non vi è presenza di cibo, irritando la mucosa gastrica. Il vomito si presenta di colore giallo poiché insieme ai succhi si mischia anche la bile. In questi casi è normale vedere che il cane cerchi di mangiare l’erba, questa ha l’obiettivo di tamponare un po’ l’acidità che si ha a livello dello stomaco, anche se sarebbe meglio cercare di evitare di farglielo fare per evitare di aumentare l’irritazione della parete gastrica. Le altre cause che portano ad avere questo tipo di vomito sono:

  • digiuno prolungato;
  • ingestione di tossici;
  • patologie gastrointestinali;
  • patologie sistemiche;
  • intolleranze alimentari;
  • ansia e agitazione;
  • l’assunzione di alcuni farmaci, come ad esempio gli antinfiammatori.

Rimedi per il vomito giallo

Ovviamente è fondamentale individuare la causa primaria del vomito e risolverla, questo perché se ad esempio si tratta di un farmaco che da fastidio allo stomaco, per risolvere la situazione sarà necessario interrompere la terapia oppure se il vomito è conseguenza di alterazioni a livello del fegato si dovrà improntare una terapia per il problema epatico. Se invece il vomito è conseguenza del digiuno prolungato molto probabilmente si risolverà il problema facendo fare al cane più pasti durante il giorno permettendo così allo stomaco di avere una protezione da parte del cibo ingerito, questo non vuol dire aumentare la quantità di cibo da offrire al cane quotidianamente, ma semplicemente di suddividerla in più pasti.

Alimentazione del cane con difficoltà digestive

In queste particolari situazioni può essere utile optare per un’alimentazione particolare per poter gestire al meglio il problema, quindi prediligere cibi più leggeri e di più facile digestione, prendendo anche in considerazione le crocchette di tipo gastrointestinal, ovviamente solo sotto indicazione del vostro veterinario curante. Queste particolari crocchette sono altamente digeribili, con un basso quantitativo di grassi e con un’elevata quantità di elementi nutritivi.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Come togliere una zecca al cane

Come estrarre una zecca

Ogni qualvolta troviamo una zecca attaccata alla cute del nostro cane, questa dovrebbe essere eliminata quanto prima. La tecnica più corretta è l’estrazione manuale tramite pinzetta: bisogna cercare di aggrappare la zecca nel punto più vicino possibile alla cute del cane, afferrandola per il rostro (l’apparato buccale del parassita). Il secondo step, è molto importante e consiste nel ruotare la mano che stinge la pinzetta e allo stesso tempo tirare via la zecca dal cane. Ruotando e contemporaneamente tirando la pinzetta, sarà possibile asportare la zecca in toto, senza rischiare di lasciare parti questa ancora infisse nella cute del cane.

Le zecche sono pericolose per il mio cane?

Potrebbero, purtroppo alcune zecche possono trasmettere determinate malattie come:
• Borrelliosi o Malattia di Lyme,
• Rickettsiosi,
• Babesiosi,
• Erlichiosi
Le malattie trasmesse dalle zecche presentano inizialmente una sintomatologia aspecifica quale perdita dell’appetito, abbattimento, febbre e dimagrimento, anche a distanza di varie settimane dall’incontro con la zecca. Per questo motivo, in presenza di tali sintomi, è sempre importante riferire al proprio veterinario, il fatto che al cane sia stato morso da una zecca.

Come difendere il mio cane dalle zecche?

In commercio possiamo scegliere fra vari prodotti e modalità di applicazione: partendo dalle semplici pipette (spot on) da applicare sulla cute, ai pratici collari, fino alle compresse mensili o della durata di 3 mesi. La scelta del prodotto può essere fatta in base alle necessità e alla praticità: ad esempio le compresse non difendono il cane dai flebotomi (i vettori della leishmaniosi) pertanto durante i mesi più caldi sarebbe consigliabile optare per prodotti che assicurino una protezione completa da zecche, pulci e flebotomi, come gli spot on o i collari che contengano permetrine, il principio attivo utilizzato come repellente per i flebotomi.

Quando proteggere il cane?

Se molti anni fa la prevenzione contro pulci e zecche era un problema confinato ai mesi caldi dell’anno, studi recenti hanno dimostrato purtroppo l’attività di questi ectoparassiti durante tutto l’anno, motivo per il quale l’applicazione di antiparassitari è raccomandata anche nei mesi più freddi dell’anno.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Sintomi e trattamento dei lipidi alti nel sangue (iperlipidemia)

Quali sono i sintomi?

La maggior parte dei cani con iperlipidemia è asintomatico e spesso questi parametri alterati vengono scoperti casualmente, in seguito a generici controlli del sangue.
In alcuni casi possono essere riscontrati: anoressia, vomito di intensità variabile o diarrea associata a dolore addominale.
Solo nei casi più gravi possono manifestarsi sintomi più specifici, come la comparsa dell’arco lipidico corneale: un accumulo corneale di grasso, caratteristico dell’ipercolesterolemia, visivamente caratterizzato da un anello bianco-grigio, alla periferia dell’iride. Altre complicazioni associate all’iperlipidemia possono essere:
• convulsioni,
• lipidemia retinica (aspetto lattiginoso dei vasi retinici, valutabile esclusivamente durante una visita oftalmologica specialistica)
• paralisi del nervo facciale
• aterosclerosi (formazione di trombi a livello cerebrale)

Diagnosi

Come detto in precedenza, i livelli di colesterolo e trigliceridi sono valutabili con un semplice prelievo ematico, avendo il cane a digiuno da almeno 12 ore. Mentre l’acqua non influisce e può rimanere tranquillamente a disposizione dell’animale.

Trattamento

La risoluzione dell’iperlipidemia prevede innanzitutto il controllo della dieta: è possibile ridurre la quantità di grassi nella ciotola nella diete casalinghe oppure optare per mangimi light o low fat per quanto riguarda le diete commerciali. Ogni cambio alimentare dovrà essere sempre suggerito e seguito dal proprio medico curante, in base al singolo caso.
In secondo luogo, deve essere valutato lo stato generale di salute del cane. A tal proposito il vostro veterinario provvederà tramite analisi di laboratorio specifiche, all’esclusione di eventuali malattie che possano aver generato un alterato valore lipidico nel sangue:
• diabete mellito,
• sindrome di Cushing (una malattia caratterizzata da un’eccessiva produzione di un ormone chiamato cortisolo, prodotto dalle ghiandole surrenali, il quale regola a vari livelli il metabolismo dell’animale),
• ipotiroidismo (patologia caratterizzata da una ridotta produzione degli ormoni tiroidei, caratterizzata da letargia, apatia e tendenza all’ingrasso dell’animale).
Infine tramite un semplice controllo sulle urine, dovranno essere escluse eventuali problematiche renali ( chiamate glomerulonefriti), le quali innescando una massiccia dispersione proteica tramite il filtro renale e possono alterare i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario

La pancreatite nei cani: sintomi e trattamento

La pancreatite è uno stato infiammatorio del pancreas. Questa infiammazione si viene a creare a seguito di una diminuzione della perfusione sanguigna dell’organo, quindi si può avere a seguito di stati di disidratazione gravi del cane, a seguito di un affaticamento dell’organo o situazioni in cui il pancreas si autodigerirà attraverso gli enzimi pancreatici che esso stesso produce. Frequentemente infatti la pancreatite si presenta dopo che il cane ha consumato un pasto molto elaborato e ricco di grassi, questi ultimi, infatti, richiedono un grande lavoro al pancreas per essere digeriti.

Sintomatologia

Questi sono i sintomi che possiamo osservare in caso di pancreatite:

  • vomito;
  • anoressia;
  • forte dolore addominale, infatti i cani assumono la cosiddetta posizione a preghiera per cercare di alleviare il fastidio addominale;
  • diarrea;
  • disidratazione;
  • abbattimento.

Diagnosi

Oltre a tener conto dell’anamnesi, infatti sarà molto suggestivo il fatto che il proprietario riferisca che il cane ha avuto il giorno precedente un grande pasto oppure che ha rubato del cibo dalla tavola, si deve tener conto della sintomatologia che però è di tipo aspecifico e si può presentare anche in caso di altre patologie. È quindi indispensabile eseguire anche delle analisi del sangue complete da cui si rivelerà la disidratazione, l’innalzamento dei globuli bianchi e dei valori di riferimento del pancreas. Si può utilizzare anche il test per la cPLI, che valuta i livelli di lipasi pancreatica, che però risulta molto sensibile e può dare anche dei falsi positivi. La tecnica diagnostica di elezione è l’ecografia attraverso cui si può vedere l’alterazione del pancreas.

Trattamento

Si tratta di una patologia molto rischiosa e da trattare come un’emergenza dato che può portare anche alla morte, sia perché porta il pancreas a non funzionare più sia per via della debilitazione che causa nel cane a seguito dei numerosi episodi di vomito e diarrea che causa. La prima cosa da fare è mettere il cane sotto fluidoterapia endovenosa, quindi è una patologia che richiede il ricovero presso una struttura veterinaria. Verranno quindi infusi per via endovenosa fluidi per correggere la disidratazione e dare sostegno al cane, si comincerà poi anche una terapia antibiotica, antiemetica e antidolorifica. Contrasteremo la pancreatite normalizzando la volemia, ovvero il quantitativo di sangue circolante, ma tutto il resto della terapia è di tipo sintomatico.

La pancreatite è una patologia molto seria che può avere anche conseguenze importanti per il cane per questo consiglio di non temporeggiare eccessivamente se il proprio cane smette di mangiare e ha episodi di vomito e/o diarrea, rivolgetevi al vostro veterinario di fiducia che attraverso una visita completa sarà in grado d’improntare la terapia più giusta.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Perché il mio cane mangia ma non ingrassa?

Un qualsiasi proprietario attento alla qualità di vita del proprio cane nota subito se ci sono variazioni di peso e ovviamente si preoccuperà se nota che il cane va incontro a perdita di peso o che se magari vuole farlo ingrassare e non ci riesce. Preoccuparsi in questo caso è giusto, ma vediamo insieme da che cosa può esser dovuto un problema di questo genere.

Malnutrizione

Quando il mangime utilizzato non è adatto a quel cane oppure è di scarsa qualità e con un basso tenore di sostanze nutritive, questo facilmente porterà il cane a perdere peso nonostante mangi un quantitativo corretto di cibo. I cani, così come gli uomini, hanno bisogno di un’ampia gamma di sostanze nutritive per mantenersi in forma e in buona salute.

Sottoalimentazione

È possibile che non stiate somministrando al vostro amico a quattro zampe la quantità giusta di cibo e di cui ha bisogno nell’arco della giornata e di conseguenza non arriverà ad assumere la quantità adeguata di nutrienti di cui ha bisogno.

Parassiti

La presenza di parassiti intestinali porta spesso ad una perdita di peso, a volte le infestazioni da parassiti sono accompagnate anche da vomito, diarrea, addome gonfio.

Problematiche ai denti

A volte queste condizioni non vengono prese in considerazione, ma bisogna comunque dargli la giusta importanza poiché una cattiva salute della bocca del cane può causargli dolore e fastidio fino a portarlo a mangiare molto di meno di quanto dovrebbe.

Patologie a carico del sistema gastroenterico

Alterazioni a livello del fegato, del pancreas, dello stomaco e/o dell’intestino sia di tipo infiammatorio che infettivo o tumorale, portano il cane ad avere un appetito diminuito e la conseguente perdita di peso.

Patologie ormonali

Malattie come il diabete o la sindrome di Addison o alterazioni a carico della tiroide sono tutte condizioni che portano ad alterazioni della produzione di alcuni ormoni che porteranno ad avere perdita di peso con appetito conservato o addirittura aumentato.

Cani molto attivi

I cani che lavorano, praticano agility o comunque hanno uno stile di vita molto attivo avranno bisogno di un apporto calorico quotidiano molto più alto rispetto ai cani dello stesso peso che però seguono uno stile di vita prettamente sedentario.

Come avete potuto vedere le possibili cause sono tante per questo è bene consultare il vostro veterinario per una visita approfondita e anche delle analisi del sangue quando notate che questo sta succedendo al vostro cane.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Febbre dello Sharpei: tutto quello che c’è da sapere.

La febbre dello Sharpei è una malattia autoinfiammatoria ereditaria tipica di questa razza, che però colpisce anche i meticci con un genitore sharpei e gli incroci, causata da un’anomala regolazione del sistema immunitario. È una patologia che colpisce in egual misura sia maschi che femmine e di solito si manifesta in animali con età inferiore ai 18 mesi, anche se può capitare che compaia anche in cani più anziani.
Le malattie autoinfiammatorie (AID) sono rare malattie ereditarie caratterizzate da episodi di infiammazione sistemica, causate dall’attivazione del sistema immunitario innato in assenza di stimoli patogeni o di danno. Differiscono dalle malattie autoimmuni in quanto mancano di autoanticorpi ad alto titolo o linfociti T antigene-specifici.
Si tratta di una patologia tipica di questa razza poiché la mutazione genetica è la stessa che determina le pliche cutanee.

Sintomatologia.

Come il nome stesso della malattia suggerisce, questa patologia è caratterizzata da episodi di febbre ricorrente spesso accompagnata da infiammazione delle articolazioni che appariranno gonfie, soprattutto quelle delle zampe posteriori, la quale cosa porterà il cane ad essere più restio ad alzarsi e a muoversi fino ad anche manifestare zoppie e rigidità nel movimento. L’innalzamento della temperatura corporea porterà anche il cane ad essere letargico e inappetente.
La febbre non è la più grande preoccupazione che questa malattia causa, ma si deve tener conto delle proteine anormali che alcuni cani sviluppano, queste proteine dette amiloidi porteranno a problemi a livello renale e a livello epatico con l’avanzare della vita del cane creando danni irreversibili.

Diagnosi.

Per eseguire una corretta diagnosi sarà necessario tenere conto della storia clinica del cane, eseguire un esame clinico, eseguire un pannello ematobiochimico completo, accompagnato da un esame delle urine, ecografia addominale e radiografie delle articolazioni gonfie. Tutti gli accertamenti serviranno per escludere altre patologie che potrebbe causare una sintomatologia simile.

Trattamento.

Nei momenti di ipertermia grave una fluidoterapia in vena può aiutare a far scendere la temperatura, così come la somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei che aiuteranno anche a ridurre il fastidio e il dolore alle articolazioni. Consigliata dieta con uno scarso tenore proteico e terapia di sostegno sia attraverso l’alimentazione che con l’utilizzo degli integratori nei cani che hanno già sviluppato insufficienza renale.
Utile è anche utilizzare la colchicina, un farmaco da utilizzare solo sotto consiglio del proprio veterinario, che aiuta a controllare il numero degli episodi di febbre e a ridurre la formazione degli amiloidi.

Importante tener conto che per via della natura ereditaria di questa malattia sarebbe opportuno non utilizzare questi soggetti per la riproduzione.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Falsa gravidanza: cause e sintomi

La falsa gravidanza è un’alterazione a livello comportamentale e fisico in cui una cagna non gravida subisce gli stessi cambiamenti ormonali di una cagna in gestazione. È una condizione che si viene a verificare in cagnoline non sterilizzate, generalmente a 1-2 mesi dal calore e si manifesta con sintomi più o meno marcati e modificazioni sia a livello fisico che a livello comportamentale. Questi segni possono durare da una a tre settimane e sono molto simili alle modificazioni che subisce una cagna che sta per partorire, quindi è bene essere sicuri che non sia stata coperta da un maschio, altrimenti è più probabile che la vostra cagnolina si starà preparando per il parto.

Alterazioni fisiche

  • Aumento di volume delle mammelle e secrezione di latte.
  • Nausea.
  • Vomito.
  • Inappetenza.
  • Letargia.

Alterazioni comportamentali

  • Irrequietezza/Nervosismo.
  • Isolamento.
  • Creazione del nido.
  • Attaccamento ai peluche.
  • Cambi umorali.

Principali cause.

La gravidanza isterica è un retaggio che i cani si portano dalla loro discendenza dai lupi, per i quali era fondamentale nella vita di branco avere femmine in pseudogravidanza così da avere latte per i cuccioli nell’eventualità in cui le mamme morissero prima della fine dello svezzamento.
La causa fisiologica è legata all’innalzamento della prolattina, uno degli ormoni che si produce verso la fine della gravidanza e che stimola la produzione di latte, questo succede oltre che in situazioni fisiologiche, anche in situazioni patologiche, seppur è molto più raro. L’innalzamento della prolattina può essere quindi dato da:

  • ipotiroidismo, con predisposizione per le razze: dalmata, husky siberiani, rottweiler, border collie, staffordshire terrier, maltese e shar pei;
  • mastite;
  • tumori mammari;
  • sterilizzazione durante il calore a seguito degli elevati livelli di progesterone in circolo nella cagna nel momento della chirurgia.

È una situazione che nella maggior parte dei casi si risolve da sola, ma se la sintomatologia si aggrava e/o se persiste la produzione di latte dovrete rivolgervi al vostro veterinario che saprà instaurare la terapia più adeguata a evitare complicazioni come ad esempio la mastite.
Tenete in considerazione che questa è una condizione che si potrebbe anche ripresentare nella vita della cagna, per evitare questo è altamente consigliato sterilizzare la cagna se non la si vuole utilizzare per la riproduzione, soprattutto per evitare produzioni ormonali così elevate, le quali potrebbero portare ad altre patologie più avanti nella vita, come ad esempio infezioni dell’utero (piometre), tumori ovarici o dell’utero, tumori mammari.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn