Qual è la percentuale di proteina adatta alla dieta del mio cane?

proteine mangimi per cani

Come valutare la percentuale proteica del mangime del cane?

La percentuale di proteina di una razione commerciale è per legge indicata sul retro della confezione all’interno dei Componenti Analitici, rappresentata dal termine “Proteina grezza”. Tale valore non indica soltanto la quantità di carne di cui il mangime è composto, ma tiene conto anche di eventuali proteine di origine vegetale come piselli, soia, lenticchie, ecc. Per capire di quali proteine sia composto l’alimento che stiamo per acquistare per il nostro cane, dovremmo andare a leggere la lista degli Ingredienti, posta sempre sul retro della confezione. L’ordine di scrittura degli ingredienti riflette la loro presenza, in termini di quantità, all’interno della crocchetta, quindi il primo ingrediente scritto sarà quello maggiormente presente all’interno delle crocchette.

Quali sono le percentuali proteiche minime per un cane?

Le esigenze nutrizionali variano in base allo stato di salute e all’età del cane.
Secondo gli esperti della FEDIAF (Federazione Europea dell’Industria degli Alimenti per Animali da Compagnia) i valori minimi da rispettare sono:

-dal 18% al 21% per una dieta di mantenimento di un cane adulto,
-25% per cuccioli fino a 14 settimane di età,
-25% per le cagne in gestazione.

Trattandosi di valori minimi, la maggior parte dei mangimi in commercio hanno percentuali ben superiori, apportando maggior qualità alla dieta del nostro animale.
Alcune diete ad alto contenuto proteico posso arrivare a percentuali del 28-30% di proteina grezza, andando a ridurre così la componente rappresentata dai carboidrati. Dovendo sfatare il mito del “troppe proteine possono danneggiare il rene del cane”, un discorso a parte andrebbe fatto per i cani affetti da patologie renali, ai quali devono essere forniti mangimi specifici, allo scopo di rallentare la degenerazione della malattia.

Le proteine sono tutte uguali?

Assolutamente no. Nella scelta di un alimento non dobbiamo tener conto della quantità di proteine bensì della qualità rappresentata da: valore biologico e
digeribilità.
Le proteine animali hanno maggior valore biologico e digeribilità rispetto le proteine vegetali, ecco perché sia nel cane che nel gatto le diete vegetariane non sono praticabili, né eticamente corrette.

Quale alimento scegliere per il mio cane?

cane che mangia crocchette grain free

 

Età

Ogni fase della vita necessita di un supporto diverso ed è opportuno quindi che l’alimento di mantenimento (ovvero la dieta in assenza di patologie specifiche) venga scelto con questo presupposto. Solitamente gli alimenti commerciali prendono in considerazione tre grandi fasce d’età: cucciolo, adulto, senior.

Un cucciolo è un animale che non ha ancora raggiunto la completa maturità psicofisica. L’età di questo traguardo si aggira indicativamente intorno all’anno, anche se varia molto in funzione della razza. In generale, le razze di taglia piccola tendono ad essere più precoci, mentre le razze giganti raggiungono la maturità più tardivamente.
Si considera invece senior un animale che ha superato i 7-8 anni di età, anche se la vita media del cane si è molto allungata,  grazie ad una sempre crescente attenzione al benessere animale.

Taglia e razza

La taglia e la razza del cane sono importanti perché possono essere legate a predisposizioni per quanto riguarda determinate patologie, ma anche perché razze particolari potrebbero necessitare di cure specifiche. Pensiamo per esempio alle razze a pelo lungo. Gli alimenti commerciali sono solitamente suddivisi per fasce di peso, oppure sono specifici per razza.

 

Stile di vita

Lo stile di vita è uno dei principali elementi da tenere in considerazione nella scelta del cibo. Un cane d’appartamento, la cui unica attività consiste nella passeggiata quotidiana, avrà esigenze diverse da un cane che vive all’esterno o abituato a fare molto movimento e ancor più da un cane da lavoro o impiegato in una disciplina sportiva, al quale si richiedono alte prestazioni. In quest’ultimo caso potremo utilizzare alimenti con un apporto calorico più elevato. Anche la percentuale dei vari nutrienti deve tener conto di questo aspetto perché, se è vero che tutti i cani sono carnivori, è anche vero che non tutte le razze attualmente esistenti hanno le stesse necessità nutrizionali dei loro progenitori selvatici.

 

Presenza di patologie

La presenza di una patologia ci potrà orientare su una dieta specifica prescritta dal veterinario. Per valutare questo aspetto è fondamentale una visita clinica, attraverso la quale il tuo veterinario di fiducia potrà diagnosticare la patologia e consigliarti su come procedere.

Dieta casalinga


Un appunto a parte va fatto sulla dieta casalinga. Anche in questo caso, è opportuno valutare i pro e i contro insieme al veterinario curante, ma quello che è assolutamente da evitare è l’improvvisazione. Una dieta casalinga necessita infatti di una formulazione attenta, che prenda in considerazione i diversi nutrienti e li bilanci, per evitare di andare incontro a carenze o eccessi. E’ quindi consigliato chiedere consigli ad un veterinario specializzato in nutrizione animale.

 

Serena Molinari 
Veterinaria di Animali da Compagnia