I cani della stessa razza devono mangiare le stesse cose?

Che cosa significa “cane di razza”?

Il termine “razza” è utilizzato in biologia per classificare insiemi di individui di una medesima specie che presentano caratteristiche comuni e distintive. Nel caso specifico della specie canina, il termine fa riferimento a tutte quelle caratteristiche morfologiche che descrivono il modello ideale di quella razza (il cosiddetto “standard di razza” che viene giudicato nelle esposizioni di bellezza e nelle gare di lavoro). Ma quando pensiamo a un cane di razza non vengono in mente soltanto le caratteristiche fisiche, bensì tantissimi aspetti tipici:

  • il temperamento (pensiamo ad es. al carattere tendenzialmente allegro e giocoso del Bulldog francese..),
  • la predisposizione a determinate patologie (per es. la displasia di anca e di gomito nelle razze grandi e giganti..),
  • la predisposizione all’attività fisica (pensiamo al Border Collie, famoso per l’agility..) etc.

Ogni razza è diversa dalle altre e anche in fatto di alimentazione occorre tener presente che non tutte le diete sono adatte a tutte le razze: ci sono quelle in cui bisogna evitare la tendenza all’aumento di peso (ad es. le razze grandi e giganti, per preservare la salute articolare); ci sono quelle con una maggior predisposizione ad allergie e atopie ed intolleranze alimentari perciò bisogna scegliere un alimento monoproteico oppure un idrolisato; ci sono quelle con maggiore tendenza a depositare tartaro sui denti (ad es. lo Yorkshire Terrier e il Bassotto tedesco) per le quali è preferibile somministrare una dieta secca in crocchette per sfruttarne l’azione meccanica e ritardare il più possibile la comparsa del tartaro. Sono tantissimi gli esempi che si possono fare quando si parla del concetto di razza.

Ma i cani di razza sono davvero tutti uguali?

La risposta è: ovviamente no! Proprio come noi umani, anche i nostri cani sono tutti profondamente diversi tra di loro, anche quando appartengono alla stessa razza. Questo significa che ognuno ha gusti e preferenze alimentari diverse: c’è quello che preferisce l’umido alla crocchetta e viceversa oppure predilige il gusto pesce al gusto carne e così via. È dovere e premura del proprietario fornire al proprio cane un alimento che sia in primis sano e salutare, ma che allo stesso tempo sia anche gradito al palato. Ogni cane ho poi una “tolleranza alimentare” diversa: questo significa che ci sono alimenti le cui sostanze nutritive possono essere digerite ed assimilate in maniera differente da soggetto a soggetto. È compito del proprietario prestare attenzione a tutti gli aspetti sanitari che dipendono dall’alimentazione (ad es. consistenza delle feci, meteorismo e flatulenza, lucentezza del pelo etc..) allo scopo di individuare tutti quegli alimenti a cui il cane è meno tollerante e, se possibile, eliminarli e/o sostituirli con altri ad azione benefica.

Conclusioni

Possiamo affermare che non esiste la “ricetta” perfetta per tutti i cani della stessa razza. Indubbiamente ci sono dei punti saldi che dovete tenere ben presenti quando scegliete il cibo per il vostro cane (patologie di razza, livello di attività fisica, tendenza ad ingrassare, tendenza al deposito di tartaro etc..). Però poi la cosa più importante è tenere conto delle esigenze del soggetto, dei suoi gusti e della sua capacità digestiva. Attenzione però, è importante sottolineare che, potrebbero volerci anche molti tentativi prima di trovare la ricetta alimentare giusta e più adeguata al vostro cane, perciò non scoraggiatevi se non ottenete subito i risultati sperati. A tal proposito potrebbe essere utile e vantaggioso farvi guidare nella scelta dal vostro Veterinario di fiducia che, sempre tenendo conto delle peculiarità di razza, dopo un’attenta valutazione clinica del soggetto, saprà consigliarvi la dieta più adeguata.

Dott.ssa Cena Morena, Medico Veterinario Barkyn

Proprio tenendo questi fattori in considerazione che Barkyn elabora una formula specifica per ciascun cane, perché non esistono due cani uguali, anche se della stessa razza. Provala anche tu! Rispondi al questionario qui: https://www.barkyn.it/

Le crocchette per cani Grain Free possono provocare problemi cardiaci?

cane che mangia crocchette grain free

Le crocchette grain free e le patologie cardiache

Recentemente la FDA (Food and Drug Administration) ha dichiarato una possibile correlazione fra la cardiomiopatia dilatativa del cane e l’utilizzo di mangimi grain free.
La cardiomiopatia dilatativa è una patologia del muscolo cardiaco (caratterizzata da riduzione della contrattilità e patologico ingrandimento delle camere ventricolari) ed è fra le principali cause di insufficienza cardiaca nel cane. Colpisce maggiormente cani di grande taglia e riconosce una predisposizione genetica in razze quali: Dobermann, Boxer e Alano. La cardiomiopatia dilatativa è una patologia non reversibile, ma gestibile con il ricorso a farmaci da somministrare quotidianamente.

La correlazione fra cardiomiopatia e diete grain free nasce negli Stati Uniti, dove un team di cardiologi veterinari notarono un insolito aumento di casi di cardiomiopatia dilatativa, in cani al di fuori delle razze geneticamente predisposte. Effettuando maggiori indagini, la maggior parte dei cani in questione avevano in comune il fatto di seguire da anni un regime alimentare grain free. Fra le analisi effettuate, i soggetti alimentati con diete grain free presentavano valori molto bassi di taurina (un amminoacido fondamentale per il corretto funzionamento della pompa cardiaca). I cardiologi veterinari hanno anche notato un netto miglioramento della contrattilità cardiaca attraverso un drastico cambio alimentare con integrazione di taurina, cosa non riscontrabile nei soggetti geneticamente predisposti.

Quale sarebbe il problema nelle diete grain free?

Abbiamo già parlato a livello generale su quale alimento scegliere per il prioprio cane. Tuttavia, nel caso delle diete grain free, più che parlare di “carenze alimentari”, gli studiosi dirigono le proprie indagini verso un problema di “fattori antinutrizionali”: alcuni nutrienti presenti nel mangime grain free, potrebbero diminuire l’assorbimento di taurina e altri principi nutritivi e quindi favorire l’insorgere della cardiomiopatia. Effettivamente l’alta percentuale di legumi quali piselli, ceci, lenticchie (poste in rappresentanza dei carboidrati in sostituzione dei cereali), potrebbero ridurre l’assorbimento a livello intestinale di alcuni nutrienti, quali la taurina. Come dire: il mangime è perfetto ma l’intestino del cane non è in grado di sfruttarlo al massimo, qualcosa si perde per la via.

Intolleranza ai cereali, vero o falso?

Solo un medico veterinario ha le conoscenza e gli strumenti atti a riconoscere una falsa o una effettiva intolleranza del soggetto nei confronti di un alimento, ricordando che non tutte le diarree croniche sono sinonimo di intolleranza.

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

Il compromesso di Barkyn è quello di offrire l’alimentazione ideale per ciascun cane, considerando le sue esigenze a livello di nutrienti. Se vuoi scoprire quale sarebbe il cibo migliore per il tuo cane, compila il questionario qui .

Cambiare crocchette al cane: quando e come farlo?

cambio cibo cane

Come scegliere un nuovo alimento per il mio cane?

La decisione di cambiare il tipo di crocchetta può essere dovuta ad una necessità del cane (ad esempio un cucciolo  che diventa adulto e deve quindi passare da un cibo “puppy” ad uno “adult” oppure un cane che è diventato allergico e deve passare da un comune alimento di mantenimento ad uno ipoallergenico…), all’insorgenza di una patologia che richieda un trattamento dietetico specifico (ad esempio una dieta renale, una dieta gastro-intestinale
etc..), ad una decisione del proprietario oppure semplicemente perché il cane non gradisce più l’alimento abituale.

Qualunque sia la motivazione del cambio dietetico, è sempre consigliabile sentire preventivamente il parere del Medico Veterinario prima di acquistare il nuovo alimento, perché la composizione di ognuno è diversa e non tuttesono adatte ad ogni tipo di cane; il Medico Veterinario saprà poi fornire le giuste indicazioni circa le modalità e le tempistiche per effettuare la transizione dall’alimento vecchio a quello nuovo.

Regola generale: non avere fretta!

Una volta acquistato il nuovo pacco di crocchette, la prima fondamentale regola da tenere ben presente è di non avere fretta! La tentazione di presentare subito una ciotola piena delle nuove crocchette al nostro amico Fido è forte ma bisogna resistere: il cambio alimentare infatti va effettuato molto gradualmente, in un arco di tempo che può andare da circa 7 giorni fino a 2-3 settimane a seconda delle condizioni del cane e della sua “tolleranza gastro-intestinale”.

Come effettuare il cambio delle crocchette?

La tecnica consiste nel mescolare le due tipologie di crocchette in modo proporzionale: i primi giorni 25% del mangime nuovo e 75% di quello vecchio, poi 50% e 50%, infine 75% del mangime nuovo e 25% di quello
vecchio fino a completare la transizione. La motivazione di questo passaggio così graduale è che, essendo ogni alimento diverso per composizione, consistenza e sapore, anche la flora microbica intestinale del nostro cane dovrà abituarsi al nuovo cibo. A questo proposito può essere d’aiuto durante la fase di transizione somministrare al cane dei fermenti lattici ad uso veterinario. Chiaramente durante questo delicato passaggio, bisognerà prestare molta
attenzione all’appetito del cane, alla consistenza delle feci e all’insorgenza di eventuali sintomi gastro-enterici ,quali vomito, diarrea e appetito capriccioso.

Seconda regola generale: tenere a portata di mano l’alimento vecchio

Altra importante regola da tenere a mente è la seguente: soprattutto nei casi in cui dovessero insorgere dei sintomi gastro-enterici durante il cambio alimentare o subito dopo, è bene tenere a portata di mano (oppure sapere che può essere ricomprato in qualsiasi momento) l’alimento vecchio, in modo tale che se il cane non dovesse per nulla “tollerare” il cibo nuovo, sarà comunque possibile tornare a somministrargli quello precedente a cui era abituato.

Conclusioni:

Qualunque sia il cibo scelto per il nostro amico a quattro zampe, un concetto molto importante da tenere a mente è che non è necessario cambiarlo più volte pensando di “accontentare” i gusti del cane: alcuni proprietari infatti
tendono ad alternare più tipologie di cibo, magari con proteine e gusti differenti, pensando di rendere il proprio beniamino più felice, ma in realtà non è così; se il cane gradisce una determinata tipologia di alimento e con quello
non manifesta alcun problema, non è necessario cambiarlo: non è infatti il gusto del cibo a fare la felicità del cane, bensí il fatto che è il suo proprietario ad offrirglielo!

Dott.ssa Morena Cena, Medico Veterinario Barkyn

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Qual è la percentuale di proteina adatta alla dieta del mio cane?

proteine mangimi per cani

Come valutare la percentuale proteica del mangime del cane?

La percentuale di proteina di una razione commerciale è per legge indicata sul retro della confezione all’interno dei Componenti Analitici, rappresentata dal termine “Proteina grezza”. Tale valore non indica soltanto la quantità di carne di cui il mangime è composto, ma tiene conto anche di eventuali proteine di origine vegetale come piselli, soia, lenticchie, ecc. Per capire di quali proteine sia composto l’alimento che stiamo per acquistare per il nostro cane, dovremmo andare a leggere la lista degli Ingredienti, posta sempre sul retro della confezione. L’ordine di scrittura degli ingredienti riflette la loro presenza, in termini di quantità, all’interno della crocchetta, quindi il primo ingrediente scritto sarà quello maggiormente presente all’interno delle crocchette.

Quali sono le percentuali proteiche minime per un cane?

Le esigenze nutrizionali variano in base allo stato di salute e all’età del cane.
Secondo gli esperti della FEDIAF (Federazione Europea dell’Industria degli Alimenti per Animali da Compagnia) i valori minimi da rispettare sono:

-dal 18% al 21% per una dieta di mantenimento di un cane adulto,
-25% per cuccioli fino a 14 settimane di età,
-25% per le cagne in gestazione.

Trattandosi di valori minimi, la maggior parte dei mangimi in commercio hanno percentuali ben superiori, apportando maggior qualità alla dieta del nostro animale.
Alcune diete ad alto contenuto proteico posso arrivare a percentuali del 28-30% di proteina grezza, andando a ridurre così la componente rappresentata dai carboidrati. Dovendo sfatare il mito del “troppe proteine possono danneggiare il rene del cane”, un discorso a parte andrebbe fatto per i cani affetti da patologie renali, ai quali devono essere forniti mangimi specifici, allo scopo di rallentare la degenerazione della malattia.

Le proteine sono tutte uguali?

Assolutamente no. Nella scelta di un alimento non dobbiamo tener conto della quantità di proteine bensì della qualità rappresentata da: valore biologico e
digeribilità.
Le proteine animali hanno maggior valore biologico e digeribilità rispetto le proteine vegetali, ecco perché sia nel cane che nel gatto le diete vegetariane non sono praticabili, né eticamente corrette.

Quale alimento scegliere per il mio cane?

cane che mangia crocchette grain free

 

Età

Ogni fase della vita necessita di un supporto diverso ed è opportuno quindi che l’alimento di mantenimento (ovvero la dieta in assenza di patologie specifiche) venga scelto con questo presupposto. Solitamente gli alimenti commerciali prendono in considerazione tre grandi fasce d’età: cucciolo, adulto, senior.

Un cucciolo è un animale che non ha ancora raggiunto la completa maturità psicofisica. L’età di questo traguardo si aggira indicativamente intorno all’anno, anche se varia molto in funzione della razza. In generale, le razze di taglia piccola tendono ad essere più precoci, mentre le razze giganti raggiungono la maturità più tardivamente.
Si considera invece senior un animale che ha superato i 7-8 anni di età, anche se la vita media del cane si è molto allungata,  grazie ad una sempre crescente attenzione al benessere animale.

Taglia e razza

La taglia e la razza del cane sono importanti perché possono essere legate a predisposizioni per quanto riguarda determinate patologie, ma anche perché razze particolari potrebbero necessitare di cure specifiche. Pensiamo per esempio alle razze a pelo lungo. Gli alimenti commerciali sono solitamente suddivisi per fasce di peso, oppure sono specifici per razza.

 

Stile di vita

Lo stile di vita è uno dei principali elementi da tenere in considerazione nella scelta del cibo. Un cane d’appartamento, la cui unica attività consiste nella passeggiata quotidiana, avrà esigenze diverse da un cane che vive all’esterno o abituato a fare molto movimento e ancor più da un cane da lavoro o impiegato in una disciplina sportiva, al quale si richiedono alte prestazioni. In quest’ultimo caso potremo utilizzare alimenti con un apporto calorico più elevato. Anche la percentuale dei vari nutrienti deve tener conto di questo aspetto perché, se è vero che tutti i cani sono carnivori, è anche vero che non tutte le razze attualmente esistenti hanno le stesse necessità nutrizionali dei loro progenitori selvatici.

 

Presenza di patologie

La presenza di una patologia ci potrà orientare su una dieta specifica prescritta dal veterinario. Per valutare questo aspetto è fondamentale una visita clinica, attraverso la quale il tuo veterinario di fiducia potrà diagnosticare la patologia e consigliarti su come procedere.

Dieta casalinga


Un appunto a parte va fatto sulla dieta casalinga. Anche in questo caso, è opportuno valutare i pro e i contro insieme al veterinario curante, ma quello che è assolutamente da evitare è l’improvvisazione. Una dieta casalinga necessita infatti di una formulazione attenta, che prenda in considerazione i diversi nutrienti e li bilanci, per evitare di andare incontro a carenze o eccessi. E’ quindi consigliato chiedere consigli ad un veterinario specializzato in nutrizione animale.

 

Serena Molinari 
Veterinaria di Animali da Compagnia