Quante volte deve mangiare il cane in giornata?

Quanto spesso alimentare il cane?

Un cane dovrebbe essere alimentato 3 volte al giorno (ogni 8 ore), questo è l’intervallo di tempo ideale che permetterà al cane di digerire l’intero pasto, evitando di lasciarlo per molte ore a stomaco vuoto. Ad ogni modo, dati i numerosi impegni lavorativi di ognuno di noi, tale frequenza non è quasi mai possibile, pertanto un buon compromesso può esser quello di alimentarlo almeno 2 volte al giorno, mattina e sera (ogni 12 ore).

E’ possibile far fare un pasto unico?

Offrire l’intera dose di crocchette in un unico pasto. non è mai consigliato. Tale gestione alimentare può esporre l’animale a:
– indigestione (dolore addominale, vomito, feci molli…)
– torsioni di stomaco ( maggiormente nei cani di taglia grande-gigante)
– minor senso di sazietà nell’arco della giornata
– tendenza a consumare il pasto con maggiore voracità, ingerendo maggior quantità di aria durante il pasto

Quanto spesso alimentare un cucciolo?

Di natura il cucciolo necessita di una gestione differente rispetto al cane adulto. Se per quest’ultimo possono essere sufficienti 2 pasti al giorno, nel cucciolo il serio rischio ipoglicemia deve essere scongiurato tramite la somministrazione di 4 o 5 pasti al giorno.
Inoltre, vista la maggior richiesta energetica legata alla crescita, ogni cucciolo dovrebbe essere alimentato con mangimi specifici per puppy fino al primo anno di età.

Altre eccezioni alla regola

Oltre al cucciolo esistono altri casi in cui dobbiamo necessariamente rivedere la gestione alimentare del nostro cane:
– cagna in gravidanza
nelle ultime 3-4 settimane di gravidanza, a seguito dell’accrescimento fetale, il fabbisogno energetico della cagna cresce esponenzialmente, per questo motivo è sempre consigliabile lasciare delle crocchette sempre a disposizione
– allattamento
l’alimentazione ad libitum dovrà essere continuata per tutta la durata dell’allattamento, onde evitare eccessiva perdita di peso o del pelo
– cane diabetico
per alimentare correttamente un cane in terapia con insulina, si dovrà rispettare rigorosamente l’orario dei pasti ogni 12 ore, senza extra. Tale gestione puntuale della terapia insulinica ed alimentare,permette al cane di avere un maggior controllo dei livelli glicemici nell’arco della giornata e ne facilità il monitoraggio nel corso degli anni.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico veterinario Barkyn

Il sale fa male al cane? Tutto quello che è utile sapere

Quando possiamo aggiungere il sale?

Allo stesso modo di come lo utilizziamo quotidianamente sulle nostre tavole, il sale viene impiegato per la pappa dei nostri cani allo scopo di insaporire. Nei mangimi commerciali il sale è già contenuto all’interno della formula, pertanto non andrebbe addizionato, mentre l’aggiunta di sale da cucina da parte nostra, è ammessa nelle diete fresche casalinghe o nelle diete BARF (le diete a base di carne cruda). In questi casi la quantità andrà sempre valutata insieme al proprio Veterinario Nutrizionista.

Quanto sale utilizzare?

Data la varietà di taglie e razze dei nostri amici animali, è impossibile dare una stima reale della giusta quantità di sale che vada bene per ogni cane… basti pensare che il sale necessario per un alano potrebbe essere eccessivo per un chihuahua. Pertanto come possiamo regolarci? In genere la quantità di cloruro di sodio ammessa, viene calcolata prendendo in considerazione le kcal della razione: ogni 1000 kcal di razione fresca può contenere fino ad un massimo di 3,5 grammi di sale (pertanto dobbiamo attenerci a dosi minori).
Inoltre sono da tenere in considerazione eventuali integratori alimentari associati alla dieta casalinga, i quali potrebbero avere già di per sé una certa quota di sale.
Pertanto, se un tempo al cane veniva consigliato di mangiare “sciapo”, oggigiorno i Nutrizionisti Veterinari stanno rivalutando tale aspetto, concedendo di aggiungere alla dieta fresca del nostro cane poco meno di un pizzico di sale, il poco che basta per insaporire una pietanza, senza eccedere.

Quando è sconsigliato usarlo?

Innanzitutto se siamo in dubbio sulla dose giornaliera ideale per il nostro cane, dobbiamo sempre far riferimento al nostro Veterinario Nutrizionista, al fine di evitare un esagerato apporto di sale che potrebbe danneggiare la salute del nostro Amico.
Inoltre la quantità di sale andrebbe rivista (limitata o eliminata) nei casi di animali cardiopatici o con problemi di ipertensione. Un’altra categoria a rischio sono infine i cani nefropatici, in quanto un eccessivo utilizzo del sodio può aggravare l’avanzamento della malattia renale.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Quando scegliere la ciotola rialzata per il cane

Cani di tagli grande o gigante

Per questioni anatomiche e funzionali, questa tipologia di ciotola è vivamente consigliata ad animali di taglia grande o gigante (Alano, Pastore Maremmano, Labrador retriever).
I cani appartenenti a queste categorie generalmente tendono a terminare il proprio pasto con estrema velocità, ingoiando per intere la maggior parte delle crocchette. Questo comportamento può esporre il cane al rischio di torsione gastrica, una vera emergenza veterinaria.
Rialzando la ciotola all’altezza del garrese il cane tenderà anche ad ingerire meno aria durante il pasto, favorendo la digestione.

Cani con artrosi o dolori muscolo-scheletrici

Abbassare il collo fino a terra e sovraccaricare le articolazione degli arti anteriori, per alcuni soggetti può essere una vera e propria sfida. Se il cane è anziano, cerchiamo di immedesimarci nel suo disagio al chinarsi, pensando a quando uno dei nostri nonni cerca di raccogliere qualcosa da terra: quanta cautela mettono nell’abbassarsi lentamente, a causa dei loro acciacchi? Lo stesso discorso lo possiamo fare per il nostro cane che soffre di artrosi o dolori alla colonna vertebrale. Una ciotola sollevata in base all’altezza del cane, può far loro la differenza durate il pasto.

Cani con megaesofago

Il megaesofago è una sindrome caratterizzata da una patologica dilatazione dell’esofago, associata ad un’inefficiente progressione del contenuto alimentare. Il principale sintomo del megaesofago sono i frequenti rigurgiti del cane con conseguente esofagite.
Per i cani affetti da tale patologia la posizione eretta è fondamentale durante l’assunzione del pasto. Nei casi più gravi è necessario costruire degli appositi supporti, come la sedia di Bailey: un dispositivo che faccia mangiare il cane da seduto, con gli arti superiori sollevati. Nei casi clinicamente meno complessi è possibile optare per una ciotola rialzata, che faciliterà la discesa del bolo alimentare fino allo stomaco.

Il materiale della ciotola

Se dobbiamo acquistare una ciotola nuova, quelle in acciaio inossidabile sono sicuramente la scelta migliore. Nel corso del tempo possono essere lavata e igienizzate ogni volta che si vuole, senza rovinarsi o senza rilasciare sostanze tossiche.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Posso dare la carne cruda al mio cane?

Quali sono i vantaggi ed i rischi?

L’alimentazione con carne crida (BARF) è una pratica sempre più di moda per l’idea presunta di una preservazione di molti nutrienti della carne, grazie all’assenza di trattamenti termici.

Gli esperti avvisano i padroni di cani e gatti sui rischi associati all’alimentazione a base di carne cruda dei loro animali, al posto di quella più convenzionale a base di cibo confezionato. Uno studio condotto dai ricercatori dei Paesi Bassi ha svelato che questi alimenti potrebbero essere contaminati da batteri e parassiti, creando un grave rischio per la salute sia degli animali che degli uomini. Come accennato sopra, nutrire i propri animali domestici con carne cruda sta diventando sempre più popolare nel mondo, eppure i benefici per la loro salute non sono sostenuti da nessuna prova accreditata scientificamente. Al contrario, molti studi parlano dei possibili rischi sanitari. Il rischio più grande è quello della contaminazione della carne cruda da batteri e parassiti zoonotici, cioè che possono essere trasmessi dagli animali agli uomini.

Ci sono delle prove attendibili di tali rischi?

Recentemente un team guidato da Paul Overgaauw dell’Utrecht University ha voluto determinare la presenza di 4 batteri zoonotici e due specie parassitarie nella carne cruda disponibile in commercio, nei supermercati e nei negozi per animali. Hanno analizzato 35 tipi di carne cruda, surgelata preventivamente a -18 gradi, di 8 differenti marchi, ampiamente disponibili nei Paesi Bassi. L’Escherichia Coli O157 è stato isolato in 8 prodotti (23%), la Listeria era presente in 15 prodotti (43%) e la salmonella in 7 prodotti (20%). Sia le infezioni da E. Coli O157 e che quelle da salmonella negli uomini sono state collegate a gravi malattie. 4 prodotti (11%) contenevano il parassita dei sarcocisti e altri 4 contenevano la trichinella. In 2 prodotti (6%) è stato trovato il Toxoplasma gondii. Le specie della sarcocisti non sono zoonotiche, ma possono essere pericolose per gli animali da allevamento. Il T gondii è un’importante malattia infestiva degli animali con un’alta incidenza di trasmissione negli esseri umani: occorre sottolineare come nelle persone sane la malattia decorra generalmente in modo asintomatico o con semplici sintomi influenzali. Tuttavia nei soggetti debilitati e in donne in stato di gravidanza la toxoplasmosi può comportare invece conseguenze più gravi. In particolare nelle donne in gravidanza può essere causa di aborto, malformazioni o gravi lesioni cerebrali del feto.

In sintesi, quando si trattano certi argomenti, occorrerebbe sempre affidarsi a Medici Veterinari esperti in materie di sanità animale e nutrizione. Diffidate da mode che, seppur dilaganti, a volte non poggiano le basi su elementi scientifici, ma si diffondono solo con il passaparola o per mezzo di Media o Social.

Dott. Piercarlo Amati

Medico Veterinario Barkyn

La mia cagnolina è incinta: che alimenti deve mangiare?

Come mi accorgo che la mia cagnolina è incinta?

I segni che possono far trasparire uno stato di gravidanza non sono molti, almeno durante i primi 30 giorni. Tuttavia potreste evidenziare:

  • diminuzione dell’appetito nelle prime settimane di gestazione
  • riduzione della normale attività quotidiana
  • leggero ingrossamento delle mammelle e dell’addome
  • perdite vaginali di colore rosaceo quasi trasparente
  • urinazione frequente o a goccioline

Che ruolo ha la dieta?

In questo periodo l’alimentazione assume un ruolo di fondamentale importanza, in quanto dovrà tenere conto sia delle mutate esigenze nutrizionali della cagna che delle necessità dei feti, che a seconda della razza, potrebbero essere meno di quattro o anche fino a nove. L’alimentazione, inoltre, prepara già la mamma a particolari momenti della gestazione e previene, se corretta, particolari complicanze che possono antecedere o succedere il parto, mettendo a serio rischio la sua salute e quella dei nascituri.  Un esempio classico sono le tetanie o i collassi ipocalcemici, che possono accompagnare il puerperio ( la fase che segue la nascita )

È sconsigliato il ricorso a diete fai da te durante la gravidanza ed è invece preferibile consultarsi con il proprio Medico Veterinario, in modo che guidi la scelta dei prodotti nel modo più corretto per ogni singola esigenza. In generale, i prodotti in commercio, possono avere quel giusto bilanciamento che assicura tutto il necessario alla nostra piccola mamma.

Durante la gestazione una cagna necessita di un maggior numero di nutrienti, per questo risulta essere ideale l’alimentazione normalmente destinata ai cuccioli, introducendola però, con un certo criterio:

Si inizia il primo giorno della quinta settimana a somministrare una piccola porzione, all’interno del consueto cibo, di alimenti destinati ai cuccioli ( Puppy ).

Con il passare dei giorni la percentuale di cibo Puppy rispetto al totale giornaliero incrementerà fino a raggiungere poco meno del 50% il quinto giorno e il 100% il decimo giorno ( mi raccomando, contati a partire dall’avvio della quinta settimana di gestazione, non prima ! ).

Per concludere, non dimenticate, di sottoporre la vostra piccola a controlli periodici dal Medico Veterinario di fiducia. La visita e l’esame ecografico, saranno fondamentali per monitorare la salute della futura mamma e di tutti i suoi piccoli gioielli, nonchè così facendo il Veterinario, potrà istruirvi sulle cose da monitorare e sulle peculiarità tipiche della vostra cagnolina. Sappiate che alcune razze ad esempio, come i Bulldog Inglese e Francese, spessissimo necessitano di un parto cesareo. La loro salute è tutta nelle vostre amorevoli mani.

Dott. Piercarlo Amati

Medico Veterinario Barkyn

In cosa consiste un alimento ipoallergenico?

Ma cos’è nello specifico un alimento ipoallergenico?

Ipoallergenico: generalmente fa riferimento a linee veterinarie o comunque specificatamente formulate per cani che si ipotizza essere interessati da allergie alimentari. Alcune aziende propongono alimenti monoproteici mentre altre si avvalgono di proteine idrolizzate.

Quale è la differenza tra monoproteico ed idrolizzato?

Innanzitutto occorre chiarire che l’allergia alimentare nasce da una reazione immunitaria nei confronti di una o più proteine presenti nell’alimento. Questo significa che è proprio la proteina che deve essere idonea ad essere consumata senza evocare reazioni immunitarie, da cui nascono le problematiche di salute che ritroviamo nei cani allergici. Nel caso del cibo monoproteico, nella ricetta, sarà presente un’unica fonte proteica derivante da una tipologia di carne particolare che il cane o non ha mai assunto, o solo rarissime volte. Differenti per denominazione, la maggior parte dei prodotti pensati per animali con allergie o intolleranze alimentari, si avvalgono perciò di carni alternative a quelle più comuni. Il pollo e il manzo, che spesso evocano allergie in molti soggetti dunque, sono frequentemente sostituiti con proteine di pesce, cavalloagnello, quagliaconigliomaialeanatra, cervo o addirittura canguro, renna o insetti. Talvolta queste carni, hanno anche delle caratteristiche ausiliarie benefiche, come il pesce, il quale in genere,  è  ricco di acidi Omega 3 ( ottimi integratori cutanei ed antinfiammatori naturali ).

Gli idrolisati, invece, sono cibi contraddistinti da proteine precedentemente sottoposte ad un particolare processo, detto idrolisi appunto, che le spezzetta fino a diventare “invisibili” per gli anticorpi e quindi per il sistema immunitario.

Di solito, il Veterinario, propone prima una o più diete monoproteiche, somministrate sempre rigorosamente una per volta, sulla base di schemi clinici ben precisi, per poi optare per un cibo idrolisato, solo nei casi più complessi. Gli alimenti monoproteici, oltre che dei veri e propri “cibi terapeutici” in caso di allergie alimentari, costituiscono anche il caposaldo, delle cosiddette diete ad esclusione.

Dieta ad esclusione? Ma è spiacevole per il cane?

No assolutamente! La dieta ad esclusione è il procedimento che in genere usa il Medico Veterinario per diagnosticare con certezza un’allergia alimentare. Questa metodica consiste nel togliere rigorosamente tutti gli alimenti che il nostro Fido sta mangiando in quel momento, per poi reintrodurre, uno ad uno, un alimento monoproteico per volta, valutando per ciascuno, la comparsa o meno, di spiacevoli problemi di salute. Ovviamente, gli alimenti che non superano questo esame, vengono eliminati dall’alimentazione.

Per concludere, un alimento ipoallergenico, qualunque esso sia, torna utile al nostro amico a quattro zampe, sia per migliorare le sue condizioni di salute generale, sia per la diagnosi corretta di un’allergia alimentare.

 

Dott. Piercarlo Amati

Medico Veterinario Barkyn

Cani e botti di Capodanno: alcuni consigli utili

Come posso aiutare il mio cane? Dal veterinario…
I rimedi possono essere vari a seconda della gravità della situazione. Per i cani più sensibili è risolutivo intraprendere un percorso riabilitativo a cura di un Medico Veterinario Comportamentalista, da intraprendere alcuni mesi prima del periodo festivo.
Se ormai si è giunti a ridosso delle festività, è sempre opportuno chiedere consiglio al proprio Medico Veterinario per la prescrizione rimedi omeopatici (fiori di Bach…) o di un sedativo, in base al caso specifico.
Mai somministrare farmaci senza la prescrizione medica: un errore nel dosaggio o nella del farmaco possono causare effetti collaterali anche gravi: scompensi cardiovascolari, apatia, vomito, incoscienza…
Per alcuni principi attivi, potremmo incorre nel cosiddetto “effetto paradosso”,invece che diminuire, aumentare lo stato d’ansia del nostro Amico, aggravando così la nostra situazione.

Come posso aiutare il mio cane? In casa…
Se invece non siamo riusciti a contattare il nostro Medico Veterinario o reputiamo che l’ansia del cane non sia tale da richiedere un intervento farmacologico, alcuni consigli pratici sono:
non lasciare il cane solo in casa
• preparare la casa, allontanando eventuali pericoli, oggetti o luoghi dove un cane in fuga potrebbe ferirsi
chiudere porte e finestre della casa, per attutire i suoni esterni e accendere a medio volume la radio
lasciare sempre una via di fuga al cane (cuccia, sotto al letto, sotto al tavolo) e non forzarlo in alcun modo a stare dove non vuole
• se il cane cerca un nostro contatto, accettarlo, senza rassicurarlo eccessivamente
• durante i botti evitare di stringerlo e lodarlo (si rafforzerebbe lo stimolo della paura), per il cane si tradurrebbe in un nostro consenso alla sua paura,
• in prossimità della mezzanotte, distrarre il cane con il suo gioco preferito o nell’esecuzione di semplici comandi, che lui conosce bene: zampa, seduto, terra (mai punirlo se non li esegue correttamente)
• durante i botti, assumere un atteggiamento sereno e tranquillo, come ogni altro giorno dell’anno.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario

Cibi e sostanze pericolose per i cani: gli alimenti da evitare

Ecco una breve lista di alimenti assolutamente vietati nel cane, in quanto tossici e pericolosi per la sua salute.

Caffè, te, cacao e cioccolato

Tutti gli alimenti contenenti queste sostanze, in qualsiasi forma essi si presentino, vanno assolutamente evitati, in quanto contengono all’interno la pericolosissima teobromina, che risulta tossica già ad una dose minima di 40 mg/kg e diventa letale a 100 mg/kg, causando sintomi neurologici, tachicardia, vomito e diarrea, fino alla morte dopo poche ore dall’assunzione. 

Aglio e cipolla

Questi vegetali e tutti i cibi che li contengono, anche se in basse quantità, risultano piuttosto tossici per i nostri amici a quattro zampe, in quanto ne danneggiano i globuli rossi causando una forma di anemia emolitica piuttosto pericolosa.

Uva e uvetta

Anche se all’apparenza possono sembrare degli alimenti del tutto innocui per via delle ridotte dimensioni, uva e uvetta rappresentano un grosso pericolo per i nostri cani, che spesso ne sono attratti e ne vanno ghiotti: possono essere causa di letargia, depressione o iperattività, vomito, fino alla comparsa di gravi problemi renali.

Xilitolo e dolcificanti

Lo xilitolo, i dolcificanti artificiali e, in generale, tutti gli alimenti che li contengono non devono assolutamente essere dati al nostro amico Fido, in quanto causano un’immediato rilascio di insulina con conseguente grave ipoglicemia e comparsa di sintomi neurologici e gastroenterici. Attenzione soprattutto anche a gomme da masticare e chewing-gum che, anche se sono di dimensioni ridotte, ne contengono elevate quantità.

 

Questi sono solo alcuni dei tanti alimenti tossici e pericolosi per i nostri cani. Occorre prestare molta attenzione quando si vuole somministrare una sostanza alimentare al proprio cane e bisognerebbe evitare se non si è sicuri che questa non sia potenzialmente tossica per lui.

Nel caso in cui abbiate somministrato inconsapevolmente una delle sostanze sopra citate (o altre di cui non siate a conoscenza dei potenziali effetti tossici), al vostro cane oppure questi le abbia ingerite per caso, non esitate a chiamare immediatamente il vostro veterinario di fiducia. In questi casi, infatti, un intervento tempestivo che consenta di allontanare immediatamente la sostanza tossica dall’apparato gastro-enterico del cane, può rappresentare una manovra salvavita.

Cane con calcoli di struvite, di cosa si tratta e qual è il trattamento nutrizionale

Che cosa sono i calcoli di struvite e perché si formano?

I calcoli di struvite (scientificamente detti anche di fosfato ammonio magnesiaco) sono degli aggregati di sali minerali frequentemente riscontrati nel cane. La sovrasaturazione dell’urina da parte degli ioni di magnesio ammonio fosfato è uno dei requisiti per la loro formazione, che può tuttavia essere influenzata anche da parecchi altri fattori come le infezioni dell’apparato urinario, il pH basico dell’urina, la dieta e la predisposizione genetica. Nel cane, la maggior parte degli uroliti di struvite è associata ad un’infezione batterica del tratto urinario sostenuta da microrganismi definiti ureasi-produttori (ad esempio Staphylococcus spp., Proteus spp.). L’ureasi è un enzima che idrolizza l’urea, portando ad aumento dei livelli di ammonio, fosfati e carbonati che esitano in un’urina alcalina. 

Più raramente gli uroliti di struvite possono essere sterili, cioè la loro formazione non dipende da cause infettive; la loro eziopatogenesi può comprendere fattori dietetici, metabolici o familiari.

Qual è la terapia per i calcoli di struvite?

Innanzitutto occorre specificare che, se è presente un’infezione del tratto urinario, è assolutamente necessario ed imprescindibile trattarla con opportuni trattamenti antibiotici, altrimenti il permanere dell’infezione inficerà il trattamento terapeutico dei calcoli di struvite.

Detto ciò, se i calcoli di struvite sono di piccole dimensioni e non stanno creando particolare disagio fisico al cane, è possibile tentare una terapia medica:

  • con un’opportuno trattamento dietetico (esistono infatti diete commerciali specifiche, create apposta per favorire la dissoluzione della struvite),
  • con la stimolazione della diuresi (inducendo il cane a bere di più) al fine di desaturare le urine,
  • infine, con la modificazione del pH delle urine attraverso l’utilizzo di appositi farmaci e/o mangimi complementari che ne determinano l’acidificazione (il pH acido, infatti, aumenta la solubilità della struvite e ne previene l’ulteriore formazione).

Se la terapia medica non è possibile o le condizioni cliniche del cane sono critiche, è necessario procedere alla rimozione meccanica dei calcoli per via chirurgica.

Quali misure preventive si possono adottare per prevenire la formazione dei calcoli di struvite?

Per prevenire la formazione dei calcoli di struvite è necessario eliminare tutti i fattori di rischio correlati.

Le diete acidificanti sono utili per prevenire l’urolitiasi da struvite, a patto che il pH urinario sia regolarmente tenuto sotto controllo per evitare un’eccessiva acidificazione (che potrebbe invece predisporre alla formazione dei calcoli di ossalato di calcio).

Il trattamento delle infezioni urinarie e i controlli veterinari regolari con esecuzione di un esame delle urine al microscopio, sono indispensabili per tenere monitorata la situazione e prevenire le recidive. 

Inoltre bisogna individuare e trattare tutte quelle malattie sottostanti che possono predisporre alla comparsa dei calcoli (es. iperparatiroidismo).

 

Dott.ssa Morena Cena,  Medico Veterinario Barkyn

Cane sterilizzato: come mantenerlo in forma

I vantaggi della sterilizzazione

Nelle femmine, quando eseguita nelle modalità e nelle tempistiche corrette, la sterilizzazione contribuisce a ridurre il rischio di sviluppo del cancro alla mammella, di patologie uterine, gravidanze indesiderate e gravidanze isteriche. 

Nel maschio, invece, contribuisce a ridurre il rischio di patologie a carico della prostata e dei testicoli.

 

Come mantenere in forma il cane dopo la sterilizzazione

Dopo l’intervento, nel cane sterilizzato non solo si verificano dei cambiamenti a livello del profilo ormonale, ma anche a livello metabolico, con un notevole rallentamento del metabolismo che può essere causa di un rapido aumento di peso e della massa grassa in particolare. 

  • È perciò importante che i proprietari tengano regolarmente monitorato il peso del cane sia prima che dopo l’intervento di sterilizzazione, per evidenziare precocemente l’eventuale aumento di peso e correre subito ai ripari. Infatti, è più facile prevenire l’aumento di peso prima che questo si sia verificato, piuttosto che favorire il dimagrimento del cane dopo che questo è ingrassato.
  • La prima forma di prevenzione all’aumento di peso post-sterilizzazione è l’eliminazione di tutte le malsane abitudini quali l’offerta di spuntini fuori pasto, snack ipercalorici, avanzi da tavola ecc.
  • In alcuni soggetti, a volte, per evitare l’ingrassamento, può essere sufficiente ridurre semplicemente la razione giornaliera di cibo somministrata al cane. 
  • In altri, invece, può essere necessario dover ricorrere ad un cambio dietetico, somministrando al cane un cibo cosiddetto “light”, cioè caratterizzato da un ridotto apporto calorico, e specificatamente studiato per favorire il senso di sazietà e la perdita di peso. Si può scegliere tra un regime dietetico commerciale (crocchette e/o cibo umido) oppure una dieta casalinga; in entrambi i casi, si consiglia di rivolgersi sempre ad un veterinario specialista in nutrizione, che dopo un’anamnesi approfondita e una visita nutrizionale, saprà consigliare l’opzione migliore e più adatta al singolo cane.
  • Infine, non è da sottovalutare l’esercizio fisico, che deve sempre essere garantito con regolarità e in misura idonea e conforme allo stato fisico e di salute del cane.

 

In conclusione, ci teniamo a sottolineare che la sterilizzazione rappresenta, nella maggior parte dei casi, una vera e propria occasione di miglioramento della salute del cane, tuttavia comporta dei cambiamenti nel profilo metabolico che possono portare ad un aumento di peso del cane; pertanto, è dovere del proprietario apportare delle modifiche nelle abitudini alimentari e di vita del proprio beniamino, per evitare che ciò si verifichi.