Multivitaminici per cani

Cos’è un multivitaminico?

Proprio come indica la parola “multi-vitaminico”: stiamo parlando di un prodotto composto prevalentemente da uno o più gruppi vitaminici. Nella maggior parte dei casi, l’aumento del fabbisogno vitaminico viene “potenziato” dall’aggiunta di altri nutrienti complementari. Per questo motivo in molti integratori venduti come multivitaminici, possiamo riscontrare l’aggiunta di: minerali, amminoacidi o acidi grassi essenziali.
Una conoscenza utile al fine di evitare una “doppia somministrazione” di minerali, acidi grassi o aminoacidi, nel caso in cui il cane le stesse già assumendo in precedenza.

Quando è necessario ricorrere ad un multivitaminico?

I mangimi complementari nascono dall’esigenza di fornire un adeguato apporto di vitamine ,in casi di animali fortemente debilitati, i quali devono supportare un sistema immunitario, purtroppo spesso compromesso dalla malattia.
Tuttavia i multivitaminici sono consigliati anche per aiutare il cane ad affrontare i periodi di stress (trasferimenti, mostre, gare e sport intensi) o in situazioni parafisiologiche di aumentato fabbisogno energetico, come la gravidanza o l’allattamento. Le richieste energetiche di una cagna in allattamento possono aumentare di 3-4 volte rispetto il normale.

Riassumendo, un buon multivitaminico è consigliato in caso di:

• stati di debilitazione dell’animale
• convalescenza dopo interventi chirurgici
• malattie infettive
• alterazioni metaboliche
• digiuno prolungato
• età avanzata
• accrescimento
• gravidanza e allattamento

Cosa sono le vitamine e a cosa servono?

Nonostante le piccolissime quantità richieste dall’organismo (i dosaggi si aggirano nell’ordine milligrammi e microgrammi), le vitamine sono micronutrienti essenziali alla vita dell’animale.
Purtroppo non tutti gruppi di vitamine riescono ad essere prodotte dall’organismo dal cane, pertanto la maggior parte di esse devono essere necessariamente presenti all’interno della dieta.
Le vitamine svolgono ruoli diversi e molto importanti per la salute dell’organismo:
• partecipano come coenzimi per la produzione di energia
• sono potenti antiossidanti, in grado di proteggere le strutture cellulari contro i tanto temuti radicali liberi
• intervengono nella regolazione ormonale,
• partecipano alla crescita di strutture quali: ossa, capelli e denti
• permettono un corretto funzionamento della vista e del sistema nervoso

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Carenza di magnesio nei cani: sintomi, cause e soluzioni

Le funzioni biologiche del magnesio

Il magnesio risulta un elemento essenziale per:
• produrre energia (partecipa alla formazione dell’ ATP)
• proteggere e regolare l’attività del sistema nervoso
• regolare la secrezione di adrenalina e alleviare i crampi muscolari
• regolare il ritmo cardiaco e il pH del sangue
• migliorare l’assimilazione di fosforo, calcio e potassio
• partecipa alla sintesi di centinaia di enzimi

Cause di ipomagnesemia:

• diarrea cronica
• grave malnutrizione o diete non bilanciate
• gravi malattie da malassorbimento intestinale
• assunzione di farmaci nefrotossici
• diabete mellito
• uso di diuretici (farmaci assunti per il drenaggio dei fluidi corporei)
• eccessiva escrezione di calcio attraverso le urine

Come capire se il nostro cane ha una carenza di magnesio?

Sebbene i sintomi dell’ipomagnesemia sono aspecifici e non riconducibili esclusivamente a tale carenza, è importante avere un quadro dettagliato della storia clinica del cane (anamnesi) ed essere supportati da dati oggettivi di laboratorio, al fine di escludere altre patologie.
La carenza di magnesio può essere rilevata rivolgendosi al proprio veterinario per richiedere un semplice esame del sangue.

Sintomi

Dal punto di vista clinico, i sintomi più comuni sono:
• problemi muscolari (tremori, miopatie, rigidità muscolare)
• atassia (incoordinazione muscolare)
• cambiamenti del comportamento (nervosismo, irritabilità, insonnia)
• apatia, ottundimento del sensorio
• crisi convulsive (generalmente poco probabili nei cani che seguono una dieta commerciale bilanciata)

Come posso aiutare il mio cane?

Il trattamento deve tenere in considerazione la causa principale e la gravità dell’ipomagnesemia.
In casi di malnutrizione e grave carenza minerale, il magnesio deve essere reintegrato nel più breve tempo possibile e il paziente necessiterà della terapia intensiva.
Nei casi meno gravi la carenza di minerali può essere corretta tramite la somministrazione orale di integratori. A fine di non eccedere nelle dosi, dobbiamo prestare attenzione alle altre interazioni che il cane già assume: spesso il magnesio è già contenuto in moltissimi integratori, come ad esempio quelli prodotti per la nutrizione delle articolazioni.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Crocchette per cani con problemi al cuore

Diete per cardiopatici: in cosa sono diverse?

Prima di parlare dei vantaggi di queste diete, è necessario puntualizzare che: le diete commerciali per cardiopatici nascono allo scopo di coadiuvare la terapia farmacologia e in nessun modo, possono andare a sostituire la terapia medica impostata dal proprio Medico Veterinario.
Seppur privo di molecole farmacologiche, l’alimento per cardiopatici si compone di specifiche riduzioni o integrazione di nutrienti allo scopo di supportare al meglio un apparato circolatorio in difficoltà.
Queste diete di prescrizione presentano:
• restrizione della quantità di sodio
• integrazione dei livelli vitaminici del gruppo B
• maggior presenza di taurina, carnitina, antiossidanti o acidi grassi omega 3

I benefici della dieta per cardiopatici

Il ridotto apporto di sale aiuta a contrastare la ritenzione di liquidi, agevolando il lavoro cardiaco e riducendo il rischio di ipertensione.
L’integrazione di taurina e L-carnitina supportano la muscolatura cardiaca e la sua potenza di contrazione.
Infine gli omega 3 sono i necessari antiossidanti, che aiutano a neutralizzare i radicali liberi dell’organismo.

Pro e contro di una dieta commerciale per cani cardiopatici

Il vantaggio indiscusso di queste diete commerciali è quello di: avere la certezza di somministrare un alimento bilanciato e studiato in base alle specifiche esigenze nutrizionali di un cane cardiopatico. Una volta scelta la dieta commerciale, non dovranno essere somministrate altre integrazioni nutrizionali in compresse, al di fuori delle ben già numerose compresse della terapia cardiaca.
Un paziente cardiopatico può arrivare a prendere anche 10 compresse al giorno, e in alcuni cani come quelli inappetenti, non dover aggiungere le integrazioni alimentari può fare la differenza.
Lo svantaggio della dieta è rappresentato dal fatto che risulterà sempre meno appetibile, rispetto una dieta casalinga fresca e che in alcuni casi non riuscirà a conciliare altre necessità nutrizionali legate ad eventuali patologie concomitanti nello stesso cane.

I consigli del veterinario

Aldilà di una adeguata terapia medica e una corretta alimentazione, nei soggetti cardiopatici il peso forma gioca un ruolo fondamentale per allungare l’aspettativa di vita del cane.
• Sia la cachessia che l’obesità devono essere corrette.
I cani cardiopatici possono essere restii a mangiare l’intera razione giornaliera di crocchette, pertanto possono essere spronati tramite:
• la somministrazione di pasti piccoli, ma frequenti
• l’aggiunta di pochissima carne cotta senza sale o cibo umido
• bagnando le crocchette con acqua tiepida per qualche minuto

Attenzione agli extra

Bisogna prestare attenzione all’uso di alcuni bocconcini quali affettati, formaggi, snack o avanzi di cucina utilizzati come “veicolo” per la somministrazione delle compresse, in quanto ricchi di sodio.
Per cui anche animali che seguono una dieta ideale, ai quali vengono offerti questi tipi di possono arriva ad ingerire dosi di sodio eccessivamente altee rendere vana la scelta di una dieta specifica per cani cardiopatici.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

I cuccioli possono mangiare cibo per adulti?

Il cibo Puppy in cosa è diverso?

Le crocchette Puppy devono soddisfare appieno le richieste nutrizionali di un cucciolo, che come possiamo immaginare, sono ben maggiori rispetto a quelle di un cane adulto.
L’esponenziale crescita corporea dei primi mesi di vita del cucciolo (soprattutto nelle taglie grandi), richiede un enorme dispendio energetico: le puppy rispondono a questa esigenza, in quanto hanno una energia metabolizzatile maggiore. In pratica sono un cibo energetico ben più concentrato del cibo per adulti.
Un’altra importante differenza, rispetto le crocchette per adulti, è la maggiore percentuale proteica. Quest’ultima è essenziale al mantenimento di una crescita ottimale del cani più giovani.
Infine gli alimenti per cuccioli vengono prodotti con adeguati rapporti di Calcio/Fosforo, allo scopo di garantire una ottimale muscolatura e dentizione, per cani attivi e in salute.

Cosa succede se al cucciolo somministro cibo per adulti?

Non dobbiamo subito allarmarci, dopotutto “è la dose a fare il veleno” e dobbiamo quindi usare il buon senso. Se il furto di cibo rientra in piccole quantità (qualche crocca) ma principalmente la dieta del cucciolo è composta dal suo alimento Puppy, non dobbiamo preoccuparci affatto. Diverso è se il cucciolo apprende a voler mangiare solo le crocchette da adulto, ed essendosi saziato con quelle, non andrà affatto nella sua ciotola. Il tutto ripetuto per settimane. Come è facile intuire questo errato comportamento ripetuto nel tempo, porterà il cucciolo a progressive carenze nutrizionali: come i sopracitati Calcio e Fosforo, e ad una carenza proteica, compromettendo così la sua salute e la corretta crescita muscoloscheletrica.

I consiglio del veterinario per il cucciolo

• Alimentarlo con crocchette puppy di qualità e lasciare sempre dell’acqua fresca a disposizione
• Offrire solo snack e giochi per cani, da scegliere in base alla dimensione de cucciolo
• Attenzione all’ingestione di oggetti non edibili (evento frequente nei cuccioli)
• Mai sottovalutare sintomi come vomito e diarrea nei cuccioli
• Dare l’opportunità di socializzare con altri cani (accertarsi sempre che siano cani vaccinati)

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario

La dieta adatta per il mio cane mentre allatta

Devo modificare l’alimentazione della madre?

Ovviamente la valutazione di un cambio alimentare è da prendere in considerazione già dalla prima diagnosi di gravidanza,in quanto i fabbisogni della cagna iniziano a crescere già dal quinto mese di gestazione. Al parto la cagnolina deve aver un peso aumentato di circa il 20-25% (a causa dei cuccioli, delle placente e dei liquidi nelle sacche).
Dal momento del parto, per garantire una adeguata montata lattea, dovremo optare per un mangime di qualità ed altamente energetico come quello per cuccioli. Tale mangime può essere lasciato a disposizione illimitato della cagnolina. La razione ideale deve comprendere un alto valore energetico, alta percentuale in proteine e un 10-20% dell’energia dovrebbe provenire da carboidrati.
Il picco della lattazione avviene generalmente intorno alla 3°-4° settimana di vita dei cuccioli, durante questo periodo il fabbisogno energetico della mamma sarà altissimo (circa 3- 4 volte in più) e deve essere sostenuto da una alimentazione ad libitum.
Dalla 5°-6° settimana è possibile iniziare una blanda restrizione alimentare: al fine di prepararsi al successivo svezzamento e alla progressiva riduzione della produzione di latte. Tale valutazione sarà fatta in base allo stato fisico della cagna (sovrappeso, normopeso, sottopeso) e al numero di cuccioli presenti.

Perché è importante una corretta alimentazione?

Un’inadeguata gestione alimentare del proprio cane durante la fase dell’allattamento, può rappresentare un rischio sia per la madre che per i cuccioli.
Le cagne che non ricevono sufficiente energia possono andare incontro a:
– eccessivo dimagrimento con opacizzazione e abbondate perdita del pelo (alopecie)
– scarsa qualità o insufficiente produzione di latte
– sindromi ipoglicemiche
mentre per i cuccioli posso manifestarsi:
– ridotta crescita corporea
– aumento della morbilità e della mortalità
– minor risposta anticorpale alla profilassi vaccinale

Lo sapevi che…

• Il latte canino ha un tasso energetico ben più alto del latte vaccino, il quale ha soltanto 750 kcal/kg contro i 1300-1500 nella cagna
• Anche il tenore di proteine e grassi sono ben più elevati nel latte canino rispetto al vaccino, più del doppio!
• Il latte del cane è povero in lattosio,di cui il latte vaccino è ricco

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Cosa sono le diete monoproteiche?

Cosa sono gli alimenti monoproteici?

Come è facile intuire dalla parola stessa, un monoproteico è un alimento composto da una sola e unica fonte proteica. Dove leggiamo “carne e derivati”, “proteine animali”, “ cinghiale e agnello”, “pollo e manzo” o qualsiasi dicitura che preveda l’utilizzo di due o più proteine, non può essere considerato un monoproteico. Oggigiorno, per scegliere una dieta per il nostro cane, abbiamo soltanto l’imbarazzo della scelta, esistono infinite varietà di prodotti contenenti una unica fonte proteica: dal comune monoproteico al coniglio… al monoproteico a base di insetti.

Quando e come scegliere un monoproteico?

Generalmente la scelta di una dieta monoproteica viene riservata a cani con confermata o sospetta reazione avversa al cibo. Nella maggior parte delle intolleranze alimentari il problema principale è una risposta spropositata, “eccessiva” del sistema immunitario del cane nei confronti di un componente nutrizionale della dieta, in questo caso le proteine. Ogni fonte proteica ha una sequenza di riconoscimento differente, pertanto lo scopo del monoproteico è quello di individuare attraverso una dieta a esclusione, le proteine incriminate nel malessere del nostro paziente. Nella maggior parte dei casi, per iniziare una dieta monoproteica si consiglia di dare priorità a quelle proteine che siano nuove per il cane e con le quali non è mai entrato quasi sicuramente a contatto in precedenza: conigli, anatra, cavallo, quaglia…

Un errore comune

“Il mio cane segue una dieta monoproteica ma non migliora: un giorno solo salmone, un giorno solo coniglio, un altro giorno solo anatra”
In questo caso il proprietario sta usando prodotti monoproteici ma allo stesso tempo, sta variando quotidianamente l’alimentazione del cane. In realtà non sta seguendo un regime monoproteico ma ogni giorno il cane sta venendo a contattato con proteine sempre differenti.
Questo comportamento può far male al cane? Un cane perfettamente sano, non avrà alcun problema a digerire ogni giorno una proteina differente, dopotutto sono carnivori; ma per il cane con una più intolleranze alimentari, tale regime nutrizionale può esporlo a reazioni avverse (problemi dermatologici, diarrea, vomito…)

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Quante volte deve mangiare il cane in giornata?

Quanto spesso alimentare il cane?

Un cane dovrebbe essere alimentato 3 volte al giorno (ogni 8 ore), questo è l’intervallo di tempo ideale che permetterà al cane di digerire l’intero pasto, evitando di lasciarlo per molte ore a stomaco vuoto. Ad ogni modo, dati i numerosi impegni lavorativi di ognuno di noi, tale frequenza non è quasi mai possibile, pertanto un buon compromesso può esser quello di alimentarlo almeno 2 volte al giorno, mattina e sera (ogni 12 ore).

E’ possibile far fare un pasto unico?

Offrire l’intera dose di crocchette in un unico pasto. non è mai consigliato. Tale gestione alimentare può esporre l’animale a:
– indigestione (dolore addominale, vomito, feci molli…)
– torsioni di stomaco ( maggiormente nei cani di taglia grande-gigante)
– minor senso di sazietà nell’arco della giornata
– tendenza a consumare il pasto con maggiore voracità, ingerendo maggior quantità di aria durante il pasto

Quanto spesso alimentare un cucciolo?

Di natura il cucciolo necessita di una gestione differente rispetto al cane adulto. Se per quest’ultimo possono essere sufficienti 2 pasti al giorno, nel cucciolo il serio rischio ipoglicemia deve essere scongiurato tramite la somministrazione di 4 o 5 pasti al giorno.
Inoltre, vista la maggior richiesta energetica legata alla crescita, ogni cucciolo dovrebbe essere alimentato con mangimi specifici per puppy fino al primo anno di età.

Altre eccezioni alla regola

Oltre al cucciolo esistono altri casi in cui dobbiamo necessariamente rivedere la gestione alimentare del nostro cane:
– cagna in gravidanza
nelle ultime 3-4 settimane di gravidanza, a seguito dell’accrescimento fetale, il fabbisogno energetico della cagna cresce esponenzialmente, per questo motivo è sempre consigliabile lasciare delle crocchette sempre a disposizione
– allattamento
l’alimentazione ad libitum dovrà essere continuata per tutta la durata dell’allattamento, onde evitare eccessiva perdita di peso o del pelo
– cane diabetico
per alimentare correttamente un cane in terapia con insulina, si dovrà rispettare rigorosamente l’orario dei pasti ogni 12 ore, senza extra. Tale gestione puntuale della terapia insulinica ed alimentare,permette al cane di avere un maggior controllo dei livelli glicemici nell’arco della giornata e ne facilità il monitoraggio nel corso degli anni.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico veterinario Barkyn

Il sale fa male al cane? Tutto quello che è utile sapere

Quando possiamo aggiungere il sale?

Allo stesso modo di come lo utilizziamo quotidianamente sulle nostre tavole, il sale viene impiegato per la pappa dei nostri cani allo scopo di insaporire. Nei mangimi commerciali il sale è già contenuto all’interno della formula, pertanto non andrebbe addizionato, mentre l’aggiunta di sale da cucina da parte nostra, è ammessa nelle diete fresche casalinghe o nelle diete BARF (le diete a base di carne cruda). In questi casi la quantità andrà sempre valutata insieme al proprio Veterinario Nutrizionista.

Quanto sale utilizzare?

Data la varietà di taglie e razze dei nostri amici animali, è impossibile dare una stima reale della giusta quantità di sale che vada bene per ogni cane… basti pensare che il sale necessario per un alano potrebbe essere eccessivo per un chihuahua. Pertanto come possiamo regolarci? In genere la quantità di cloruro di sodio ammessa, viene calcolata prendendo in considerazione le kcal della razione: ogni 1000 kcal di razione fresca può contenere fino ad un massimo di 3,5 grammi di sale (pertanto dobbiamo attenerci a dosi minori).
Inoltre sono da tenere in considerazione eventuali integratori alimentari associati alla dieta casalinga, i quali potrebbero avere già di per sé una certa quota di sale.
Pertanto, se un tempo al cane veniva consigliato di mangiare “sciapo”, oggigiorno i Nutrizionisti Veterinari stanno rivalutando tale aspetto, concedendo di aggiungere alla dieta fresca del nostro cane poco meno di un pizzico di sale, il poco che basta per insaporire una pietanza, senza eccedere.

Quando è sconsigliato usarlo?

Innanzitutto se siamo in dubbio sulla dose giornaliera ideale per il nostro cane, dobbiamo sempre far riferimento al nostro Veterinario Nutrizionista, al fine di evitare un esagerato apporto di sale che potrebbe danneggiare la salute del nostro Amico.
Inoltre la quantità di sale andrebbe rivista (limitata o eliminata) nei casi di animali cardiopatici o con problemi di ipertensione. Un’altra categoria a rischio sono infine i cani nefropatici, in quanto un eccessivo utilizzo del sodio può aggravare l’avanzamento della malattia renale.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Quando scegliere la ciotola rialzata per il cane

Cani di tagli grande o gigante

Per questioni anatomiche e funzionali, questa tipologia di ciotola è vivamente consigliata ad animali di taglia grande o gigante (Alano, Pastore Maremmano, Labrador retriever).
I cani appartenenti a queste categorie generalmente tendono a terminare il proprio pasto con estrema velocità, ingoiando per intere la maggior parte delle crocchette. Questo comportamento può esporre il cane al rischio di torsione gastrica, una vera emergenza veterinaria.
Rialzando la ciotola all’altezza del garrese il cane tenderà anche ad ingerire meno aria durante il pasto, favorendo la digestione.

Cani con artrosi o dolori muscolo-scheletrici

Abbassare il collo fino a terra e sovraccaricare le articolazione degli arti anteriori, per alcuni soggetti può essere una vera e propria sfida. Se il cane è anziano, cerchiamo di immedesimarci nel suo disagio al chinarsi, pensando a quando uno dei nostri nonni cerca di raccogliere qualcosa da terra: quanta cautela mettono nell’abbassarsi lentamente, a causa dei loro acciacchi? Lo stesso discorso lo possiamo fare per il nostro cane che soffre di artrosi o dolori alla colonna vertebrale. Una ciotola sollevata in base all’altezza del cane, può far loro la differenza durate il pasto.

Cani con megaesofago

Il megaesofago è una sindrome caratterizzata da una patologica dilatazione dell’esofago, associata ad un’inefficiente progressione del contenuto alimentare. Il principale sintomo del megaesofago sono i frequenti rigurgiti del cane con conseguente esofagite.
Per i cani affetti da tale patologia la posizione eretta è fondamentale durante l’assunzione del pasto. Nei casi più gravi è necessario costruire degli appositi supporti, come la sedia di Bailey: un dispositivo che faccia mangiare il cane da seduto, con gli arti superiori sollevati. Nei casi clinicamente meno complessi è possibile optare per una ciotola rialzata, che faciliterà la discesa del bolo alimentare fino allo stomaco.

Il materiale della ciotola

Se dobbiamo acquistare una ciotola nuova, quelle in acciaio inossidabile sono sicuramente la scelta migliore. Nel corso del tempo possono essere lavata e igienizzate ogni volta che si vuole, senza rovinarsi o senza rilasciare sostanze tossiche.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Posso dare la carne cruda al mio cane?

Quali sono i vantaggi ed i rischi?

L’alimentazione con carne crida (BARF) è una pratica sempre più di moda per l’idea presunta di una preservazione di molti nutrienti della carne, grazie all’assenza di trattamenti termici.

Gli esperti avvisano i padroni di cani e gatti sui rischi associati all’alimentazione a base di carne cruda dei loro animali, al posto di quella più convenzionale a base di cibo confezionato. Uno studio condotto dai ricercatori dei Paesi Bassi ha svelato che questi alimenti potrebbero essere contaminati da batteri e parassiti, creando un grave rischio per la salute sia degli animali che degli uomini. Come accennato sopra, nutrire i propri animali domestici con carne cruda sta diventando sempre più popolare nel mondo, eppure i benefici per la loro salute non sono sostenuti da nessuna prova accreditata scientificamente. Al contrario, molti studi parlano dei possibili rischi sanitari. Il rischio più grande è quello della contaminazione della carne cruda da batteri e parassiti zoonotici, cioè che possono essere trasmessi dagli animali agli uomini.

Ci sono delle prove attendibili di tali rischi?

Recentemente un team guidato da Paul Overgaauw dell’Utrecht University ha voluto determinare la presenza di 4 batteri zoonotici e due specie parassitarie nella carne cruda disponibile in commercio, nei supermercati e nei negozi per animali. Hanno analizzato 35 tipi di carne cruda, surgelata preventivamente a -18 gradi, di 8 differenti marchi, ampiamente disponibili nei Paesi Bassi. L’Escherichia Coli O157 è stato isolato in 8 prodotti (23%), la Listeria era presente in 15 prodotti (43%) e la salmonella in 7 prodotti (20%). Sia le infezioni da E. Coli O157 e che quelle da salmonella negli uomini sono state collegate a gravi malattie. 4 prodotti (11%) contenevano il parassita dei sarcocisti e altri 4 contenevano la trichinella. In 2 prodotti (6%) è stato trovato il Toxoplasma gondii. Le specie della sarcocisti non sono zoonotiche, ma possono essere pericolose per gli animali da allevamento. Il T gondii è un’importante malattia infestiva degli animali con un’alta incidenza di trasmissione negli esseri umani: occorre sottolineare come nelle persone sane la malattia decorra generalmente in modo asintomatico o con semplici sintomi influenzali. Tuttavia nei soggetti debilitati e in donne in stato di gravidanza la toxoplasmosi può comportare invece conseguenze più gravi. In particolare nelle donne in gravidanza può essere causa di aborto, malformazioni o gravi lesioni cerebrali del feto.

In sintesi, quando si trattano certi argomenti, occorrerebbe sempre affidarsi a Medici Veterinari esperti in materie di sanità animale e nutrizione. Diffidate da mode che, seppur dilaganti, a volte non poggiano le basi su elementi scientifici, ma si diffondono solo con il passaparola o per mezzo di Media o Social.

Dott. Piercarlo Amati

Medico Veterinario Barkyn