3 giochi da fare con il proprio cane

giochi da fare con i cani

Salto nel cerchio

Utilizzando un cerchio da hula hoop tenuto appoggiato perpendicolare al terreno, incoraggiare il proprio cane a passarci attraverso gettando un premietto dall’altro lato e contemporaneamente pronunciare il comando “salta”. Inizialmente al cane non sarà necessario saltare, ma dovrà soltanto camminare, passando dentro al cerchio per raggiungere il premio. In un secondo momento, quando il cane avrà capito il meccanismo del passaggio nel cerchio, sollevare progressivamente il cerchio di pochissimi centimetri alla volta, continuando a ripete il comando “salta” e ad offrire bocconcini. Col tempo, ogni cane (proporzionalmente alla sua taglia) sarà capace di saltare nel cerchio al comando di “salta”. In questo modo, il nostro cane avrà appreso una delle basi dell’agility: il salto del pneumatico.

Mettere in ordine

Più che un gioco questo lo definirei prendere due piccioni con una fava. Se siamo stanchi di raccogliere ogni suo gioco, lasciato in giro per casa durante la nostra assenza, possiamo rendere tale attività un passatempo piacevole… per lui. Per far apprendere il “metti in ordine” facilmente, è necessario preparare la scena in anticipo: posizionare la cesta dei giochi in un posto fisso e in prossimità, cospargerla con i giochi preferiti dal cane. Iniziando con un solo giochino alla volta, incoraggiare il cane ad afferrare il gioco in bocca. Tenendo un premio in mano, far avvicinare il cane, con il gioco in bocca, fin sopra la cesta. Mentre il cane, invogliato dal premio, lascerà cadere il gioco nella cesta, pronunciate il comando “metti in ordine” e offrite il premio.

Insegnare l’inchino

Una posa simpatica da far assumere al cane per salutar un amico o un parente. Per insegnare tale comando, si dovrà premiare il cane ogni volta che naturalmente assumerà tale posizione per stiracchiarsi e nel frattempo pronunciare il comando “inchino”: un premio e una coccola associata alla parola “inchino”, ben presto faranno collegare la parola alla postura e quindi al premio.

Conclusioni

Il segreto per coinvolgere un cane in un gioco è: scegliere sempre e solo, il gioco giusto in funzione della taglia e dell’età del nostro amico. Ad esempio, non chiediamo ad un bassotto di saltare ostacoli o ad un senior con problemi articolari di chinarsi.

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

Perché al mio cane piace scavare buche? 

cane che scava buche in buche in giardino

Interpretare le azioni del proprio cane

Il mondo canino non conosce rancori o sentimenti di disprezzo perciò non rimane che comprendere il reale motivo della sua folle ossessione nello scavare buche.

Ci possono essere svariati motivi per il quale un cane può sentire il bisogno di scavare buche in giardino:

  • semplice CURIOSITÀcani da caccia o loro incroci possono sentire tracce olfattive anche nascoste sotto il terreno. Feci di altri animali, radici o resti di cibo che possano attirare la loro attenzione.
  • per NOIA: un cane lasciato solo, molte ore in giardino, può trovare nello scavare buche un valido passatempo
  • come VALVOLA DI SFOGOsoggetti molto attivi o appartenenti a razze che richiedono molta attività fisica quotidiana (bassotto, beagle, pastore tedesco, labrador) creare buche può essere l’unico metodo per scaricare le tensioni accumulate in eccesso nel corso della giornata, le stesse che non sono riusciti a sfogare magari a causa di una passeggiata troppo corta
  • per CERCARE REFRIGERIO dalla calura estiva:  alcuni soggetti possono trovare piacevole sotterrare il  muso oppure semplicemente distendersi all’interno di una buca di terra fresca
  • per NASCONDERE CIBO in esubero: come ossa o stick da rosicchiare che al momento il cane non ha voglia o modo di consumare. Una sorta di dispensa sotterranea!

Come porre rimedio? Ma è davvero un problema?

Il cane non è un robot, da poter progettare a nostra volontà. In parte, la sua indole di cacciatore e fiutatore di piste va anche rispettata: è semplicemente la sua natura. Se invece i suoi comportamenti sono innescati da nostre mancanze, come nel caso di noia o accumulo di energia inespressa, allora in tal caso sarebbe più corretto chiederci come possiamo migliorare noi stessi e la gestione che abbiamo del nostro amico a 4 zampe. Lo facciamo interagire abbastanza con altri cani, magari in un asilo canino? Passa troppe ore in giardino solo? Le passeggiate sono sufficientemente lunghe e quando lo sono… sono passeggiate di qualità? Oppure sono semplici camminate con il cane costantemente tenuto al guinzaglio? 

 

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

 

Il mio cane ha paura degli altri cani. Perché e cosa posso fare?

cane che ha paura

La paura di altri cani: che cos’è e da dove nasce

Proprio come nelle persone, anche nel cane la paura è per definizione un sentimento che scaturisce da un’esperienza negativa vissuta dal nostro amato amico. Nella maggioranza dei casi la paura è uno stimolo positivo, una forma di difesa nei confronti di una possibile fonte di stress; in questo caso la paura è un fenomeno fisiologico e sano che rientra nel normale comportamento del cane. Quando invece la paura sfocia in atteggiamenti remissivi e autolesionistici oppure, al contrario, aggressivi e pericolosi per i suoi simili(o addirittura anche per le persone!), questo è un atteggiamento assolutamente patologico e che necessita di un intervento correttivo. Alla base di un comportamento pauroso c’è sempre una causa reale e spesso non nota che va ricercata ed individuata al fine di riuscire a trovare una soluzione al problema: una delle cause principali che stanno alla base della paura dei conspecifici è la mancata socializzazione durante i primi mesi di vita del cucciolo. Durante questo importante e delicato periodo di vita, il cane impara ad interagire con i suoi simili e con l’uomo, impara che cos’è il gioco, impara dalla mamma a non mordere etc.. Per tutti questi motivi è importante, per i cuccioli orfani o che sono stati allontanati precocemente dal loro gruppo familiare, farli partecipare sin da piccoli alle cosiddette “puppy class” o “puppy party” in modo tale da imparare prima possibile come si interagisce con gli altri cani.

Il comportamento del proprietario: cosa si deve e non si deve fare

Di fronte ad un cane impaurito la reazione della maggior parte dei proprietari è quella di rassicurarlo immediatamente, accarezzandolo e parlandogli con voce dolce come fosse un bambino. In effetti, questa è una reazione umana, protettiva e assolutamente comprensibile, tuttavia non fa che rinforzare l’atteggiamento di paura del cane: accarezzarlo mentre si sta comportando in modo pauroso è un modo affettuoso per dirgli che il suo comportamento è quello giusto e lui lo ripeterà per ottenere altre rassicuranti coccole. L’atteggiamento corretto è quello di mostrarsi calmi, sicuri e rilassati in modo da trasmettere al cane un senso di sicurezza e controllo della situazione perché i nostri amici a quattro zampe non imparano solo per associazione bensì anche per imitazione.

Il veterinario comportamentalista: quando è bene consultarlo

Di fronte ad un cane pauroso la prima cosa che il proprietario deve sapere è che non deve avere fretta: la rieducazione deve avvenire in maniera lenta e graduale per non traumatizzarlo ulteriormente e rendere la situazione irrecuperabile. Nei casi di paura di lieve o moderata entità senza atteggiamenti pericolosi nei confronti di animali e/o persone è possibile tentare una rieducazione a casa da parte del proprietario, magari con l’aiuto del veterinario di fiducia e/o di un educatore cinofilo qualificato. Invece, nei casi in cui il cane abbia già presentato atteggiamenti aggressivi e pericolosi nei confronti di animali e/o persone o autolesionisti, è fortemente consigliato l’intervento di un veterinario comportamentalista.

Dopo un’attenta valutazione del caso e un’osservazione meticolosa del cane nel suo ambiente familiare e fuori, lo specialista deciderà l’iter riabilitativo più adatto che potrà comprendere sia terapie comportamentali che eventualmente anche farmacologiche.

Dott.ssa Cena Morena, Medico Veterinario Barkyn

Giochi con la palla da proporre al tuo cane

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Il riporto della palla

Il riporto è un grande classico tra le attività per i cani, ed è anche la base dalla quale partire per poter sviluppare nuovi giochi sempre più complessi e stimolanti.
Il riporto in acqua, al lago o al mare, può essere una buona variante per rinfrescare il cane nei giorni di caldo estivo e aumentare il divertimento. Alcune volte, può essere usato per aiutare il cane a sconfiggere la paura dell’acqua, ed è un’ottima occasione anche per i soggetti meno giovani, che avranno modo di praticare dello sport senza affaticare troppo le articolazioni.

Fermo e via

Si tratta di una variante del “riporto”: questa volta il cane dovrà attendere il segnale del proprietario prima di correre all’impazzata verso la sua tanto amata palla. È un ottimo esercizio per allenare la concentrazione del cane ed aiutarlo a controllare i suoi istinti, dovendo prima di tutto rispettare i “comandi” del fermo.

Trova la palla

Per questo gioco avremo bisogno di: una palla e 2 scatole con coperchio facilmente apribile dal cane. Con il nostro amico seduto ad osservarci, nascondiamo la palla all’interno di una scatola e chiudiamo, infine chiediamo al cane di trovarla dovendo scegliere fra due scatole chiuse identiche. Iniziando con 2 scatole ferme, potremo alzare la difficoltà del gioco, aumentando il numero di scatole fra le quali scegliere e mischiandole, sempre davanti al cane che dovrà seguire attentamente i nostri movimenti.

Slalom con palla

Per questo gioco avremo bisogno di una palla simile a quella da calcio ma molto più morbida e leggera, l’importante è che sia sufficientemente grande da non permettere al cane di prenderla fra i denti. Inizialmente lo scopo è quello di insegnare al cane a far rotolare la palla con il muso, per poi complicare il tutto con dei percorsi di slalom da rispettare. Quest’ultimo è un gioco molto arduo e complesso da imparare, per questo richiede molta pazienza e dedizione da parte del proprietario prima ancora che del cane!

 

Il mio cane mangia il cibo del gatto. Gli fa male?

cane mangia cibo del gatto

Perché il mio cane ruba il mangime del gatto?

Spesso i proprietari che vedono il proprio animale cercare incessantemente cibo, convinti di non averlo sfamato, aumentano la dose giornaliera finendo inutilmente per accumulare qualche chilo di troppo. Escludendo i casi di pica (patologico comportamento di ingoiare qualsiasi cosa: terra, oggetti…), un cane domestico che cerchi in tutti i modi di arrivare al cibo, è una condizione assolutamente normale, alcune razze come il Labrador retriever sono particolarmente golose e possono elemosinare cibo per noia o semplice ingordigia. Il cane può preferire il cibo del gatto, in quanto quest’ultimo, essendo un animale molto più schizzinoso, gode di un occhio di riguardo da parte delle aziende produttrici di crocchette, le quali abbondano con gli aromi per cercare di soddisfare l’incontentabile palato felino.
Altro motivo che può spingere il cane a cercare il cibo del gatto è la gelosia: può essere un modo per attrarre l’attenzione del proprietario e per porsi al centro dell’attenzione.

Mangiare il cibo del gatto può essere un problema per il cane?

Le crocchette per cani e gatti non seguono le stesse formulazione e differiscono enormemente per la percentuale di carboidrati e proteine. Le differenze derivano da differenti caratteristiche enzimatiche e nutrizionali fra le due specie. Appartengono entrambi all’ordine Carnivora, ma se il gatto è un carnivoro stretto (cioè esigente di una dieta ricca in proteine), il cane viene definito un carnivoro opportunista, in quanto nel corso degli anni con l’addomesticamento dell’uomo, il suo apparto gastroenterico si è adattato alla digestione di una buona quota di carboidrati, seppur rimanendo essenziale la presenza della quota proteica.

E’ giusto ribadire che ogni animale deve ricevere il proprio cibo dedicato e formulato per le sue specifiche esigenze nutrizionali. Detto ciò, se sporadicamente scopriamo il nostro cane con il muso nella ciotola del gatto non dobbiamo affatto preoccuparci, non gli farà di certo male. Sfortunatamente non possiamo dire il contrario: un gatto alimentato per lunghi periodi con cibo per cani svilupperà una grave carenza in taurina, un amminoacido essenziale nella dieta felina, poco presente nel cibo dei cani, in quanto questi ultimi sono capaci di ricavarlo dalla sintesi di altri amminoacidi.

Ansia da separazione nel cane: come gestirla?

A chi non è successo almeno una volta di tornare a casa e trovare il proprio cane immerso nella gommapiuma o nell’imbottitura della propria cuccia? Ecco, non sempre possiamo subito parlare di ansia da separazione, magari in quell’occasione il proprio cane era semplicemente annoiato o aveva troppa “energia immagazzinata” che ha poi riversato nei confronti di qualche povero oggetto. Diverso è quando tale comportamento viene perpetuato nei giorni successivi e viene associato alle lamentele dei vicini, che riferiscono di sentire il cane abbaiare e guaire incessantemente fino al vostro ritorno. In tal caso è molto probabile aver a che fare con un cane affetto da ansia da separazione.

Come riconoscere l’ansia da separazione?

Generalmente i cani colpiti da tale sindrome sono soggetti iperattivi, estremamente attaccati al proprietario. Passano la maggior parte del tempo in braccio al proprio compagno umano o se troppo grandi per questo, alla ricerca di attenzioni grattando le gambe del padrone con le zampe anteriori. Alcuni cani possono manifestare il disagio della separazione, non solo accanendosi sugli oggetti, ma facendo i propri bisogni in giro per la casa.

Come posso aiutare il mio cane che soffre di ansia da separazione?

Se si ha il sospetto che il proprio cane possa essere affetto da tale patologia, è fondamentale chiedere un consulto ad un medico veterinario specialista in problemi comportamentali, sarà la figura più adatta a gestire la situazione del vostro cane.

Altri consigli da poter seguire da subito sono:

non punire il cane per ogni comportamento errato, potremmo aumentare lo stato d’ansia e il ripetersi di tali episodi distruttivi
aumentare l’attività fisica del cane prima di doverlo lasciare solo, una lunga passeggiata o un’ora di svago al parco prima di separarsi, possono aiutare il cane a rimane tranquillo per più tempo
-lasciare a disposizione del cane giochi e cibo nascosti per casa, in tal modo impiegherà la sua mente ad attività di ricerca nei momenti di solitudine
-attrezzare la propria casa in modo da proteggere sia i mobili ma anche l’incolumità del cane stesso
-quando siamo in casa premiare il cane che gioca serenamente e ignorarlo nei momenti in cui cerca la nostra attenzione assiduamente.

Coprofagia canina: quando il cane mangia le feci. Cause e soluzioni

Perché il cucciolo mangia le feci 

Prima di tutto occorre capire la causa generante tale comportamento; nei cuccioli può dipendere dalla noia e da scarse condizioni igienico sanitarie di allevamento. Cuccioli cresciuti in spazi ridotti, a contatto con le proprie deiezioni, col tempo finisco per trasformare l’ingestione di feci nel loro passatempo. Tale “svago” può tramutarsi in un vizio che il cucciolo manifesterà nella nuova casa. In questo caso la soluzione è tentare di distrarre il cane dai propri bisogni, cercando di coinvolgerlo in attività molto più gratificanti e sane. Un categorico “No!” può altresì aiutare il cucciolo a capire che interessarsi agli escrementi non è un comportamento corretto. Sono assolutamente inutili e controproducenti punizioni corporali.

 

Perché il cane adulto mangia le feci 

L’unico caso in cui non dobbiamo correggere tale comportamento è nella cagna puerpera, ossia in allattamento. I cuccioli nei primi giorni di vita sono incapaci di defecare o urinare autonomamente, devono quindi essere aiutati dal leccare della madre che irrimediabilmente ingerirà anche le loro deiezioni.

Un cane adulto può essere interessato alle feci per noia o ricerca di attenzioni, in tal caso ci comporteremo come per il cucciolo: cercando di farlo sfogare con lunghe passeggiate all’aria aperta. Alcuni soggetti posso avere tendere alla coprofagia per cercare di correggere una dieta sbilanciata, oggigiorno questi casi sono davvero rari dato il largo utilizzo di mangimi commerciali. Altre situazioni possono vedere il cane limitarsi allo strusciarsi sopra le feci, per acquisirne l’odore. Spesso succede con lo sterco di erbivori, dato il suo odore “irresistibile” (almeno per i nostri amici) derivato dalle fermentazioni batteriche svoltesi all’interno del rumine.

 

Terapie farmacologiche alla coprofagia

Un cane con tale problematica dovrà essere monitorato dal punto di vista parassitologico con frequenti sverminazioni e periodici esami delle feci. Inoltre per disincentivare il cane a mangiare le proprie feci, in commercio, troviamo  delle polveri o compresse da offrire al cane insieme al cibo, con lo scopo di rendere le feci assolutamente sgradevoli da mangiare e permettere così un gradualmente abbandono di tale pratica. Se ciò non dovesse bastare il vostro veterinario potrà proporvi un consulto da un medico veterinario comportamentalista.

Come posso insegnare al mio cane a fare pipì nel posto giusto?

Per quale motivo il mio cane sporca in casa? 

Le motivazioni possono essere molteplici. La soluzione ottimale è avere a disposizione un giardino o comunque avere la possibilità di portare il cane fuori. Educare il cane a sporcare in casa, sulla traversina o sui substrati appositi è fattibile, ma non consigliabile. E questo è uno dei principali motivi per cui il cane non fa pipì dove vogliamo: il posto che abbiamo scelto (o il substrato che abbiamo utilizzato) non è adatto a lui.
Se invece porti il cane fuori, ma lui continua a sporcare in casa, la motivazione può essere diversa. Può trattarsi di un problema di natura comportamentale che rende difficile al cane sporcare all’esterno o che fa sì che il cane manifesti così una condizione di ansia o stress, può essere un problema organico, specialmente quando succede in cani che non l’hanno mai fatto prima, oppure può essere semplicemente questione di abitudine, come accade nei cuccioli che ancora non hanno imparato a gestire la routine quotidiana.

 

Devo sgridarlo?

Sgridare o punire un cane dopo che ha fatto pipì in un luogo a noi indesiderato, non serve ad educarlo, ma può anzi comportare un aumento dell’ansia e dello stress. E’ importante quindi non punirlo e mostrarsi calmi e non arrabbiati quando succede.
Devi anche ricordare che i cani non conoscono il “dispetto” e anche quando può sembrare che lo stiano facendo apposta, in realtà non è così. Capita molto spesso, ad esempio, che i cuccioli appena portati a casa facciano pipì su tappeti e coperte e questo spesso viene mal interpretato dal proprietario. Spesso sceglie quei posti non per dispetto, ma semplicemente perché sono substrati assorbenti, molto simili a quelli che lui riconosce come idonei a sporcare.

 

Come posso educarlo?

Invece che punirlo quando sbaglia, puoi premiarlo quando fa pipì dove vuoi. In questo modo rinforzerai positivamente quel comportamento e il cane imparerà presto ad associare l’azione del fare pipì in quel determinato posto a qualcosa di piacevole.
E’ importante anche mantenere una routine piuttosto rigida, quindi fare le passeggiate ad orari regolari ed evitare che il cane, soprattutto se cucciolo, resti solo in casa troppo a lungo.

Se ti accorgi che il cucciolo necessita di fare pipì, previeni l’azione sgradita in casa e portalo nel luogo dove invece vuoi che la faccia, poi premialo e mostrati entusiasta.