Come faccio ad introdurre il mio cane per la prima volta in un parco per cani?

Con l’articolo di oggi darò qualche consiglio a quei proprietari di cani un po’ timorosi che si recheranno per la prima volta con il loro migliore amico all’interno di un’area per cani!

Cosa c’è da sapere?

All’interno di un’area per cani i nostri amici a 4 zampe saranno liberi di scorrazzare senza guinzaglio. Attenzione però, alcuni di questi posti sono dei semplici recinti, spesso anche bassi che i cani possono facilmente saltare e trovarsi quindi… in pericolo! Sarà onere del proprietario prevenire questi eventi ed a tal motivo sarà indispensabile che il vostro cane vi ascolti!

Un altro elemento importante da tenere presente è l’igiene dell’area per cani, preoccupati di mantenerla pulita e assicurati che venga disinfestata regolarmente!

Qualora tu fossi proprietario di un cane di piccola taglia, assicurati di scegliere un momento in cui non ci siano cani troppo grandi e focosi, evitiamo incidenti spiacevoli.

Assicurati che il tuo cucciolo abbia completato tutti i vaccini prima di introdurlo in un’area che di per sé sarà frequentata da tanti cani; premurati inoltre di fare i richiami necessari nei cani adulti; si tratta di un posto potenzialmente rischioso per le malattie infettive. State attenti anche alle feci del vostro cane, fatele controllare frequentemente dal vostro veterinario.

Attenzione al comportamento del tuo amico a quattro zampe; assicurati che il tuo cane sappia tornare quando chiamato, e sia perfettamente in grado di rispondere ai comandi seduto e stai. Se il tuo cane mostra segni di paura e aggressività nei confronti dei cospecifici, aspetta prima di inserirlo in un contesto del genere, contatta un addestratore e lavora sul problema prima.

All’interno dell’aria cani…

Dopo una prima fase di scrutamento e timidezza, vedrai che il tuo cane si integrerà perfettamente nel gruppo, apprenderà a relazionarsi con loro e giocarci. Ovviamente, si deve considerare l’individualità del cane; alcuni saranno più propensi a giocare e correre con gli altri cani, altri vorranno continuare a giocare con il padrone (per esempio aver tirato la palla), altri ancora si manterranno indipendenti a vagheranno odorando in giro!

L’ultimo consiglio che posso darvi è quello di mantenervi vigili ed attenti durante la vostra permanenza nell’aria per cani in modo da intervenire per evitare liti o incidenti. Richiama l’attenzione del tuo amico a quattro zampe con premi ogni tanto, gli ricorderà nella frenesia del gioco che ci sei e ti aiuterà a mantenere un certo controllo della situazione.

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Il mio cane ha paura dell’acqua. Come posso aiutarlo a perdere questa paura?

Si è spesso convinti che fra gli animali domestici, sia il gatto quello terrorizzato dall’acqua e che i cani invece la amano…nulla di più sbagliato! Infatti, sono tantissimi i cani che hanno paura di essa!

La paura dell’acqua può essere causata da svariati motivi: ad alcuni cani infatti proprio non piace il fatto di esser bagnati, altri possono essere spaventati dal rumore dello scorrere dell’acqua o addirittura dagli schizzi, in casi estremi invece la paura è dovuta a traumi passati come esser stati gettati di peso in uno specchio d’acqua.

A prescindere da quale sia la causa, è importante capire che con pazienza, costanza e il passare del tempo questa può essere corretta.

La cosa più importante che un proprietario di un cane timoroso dell’acqua deve aver ben chiaro è che l’introduzione all’elemento deve essere lenta e graduale. Esperienze negative infatti, non faranno altro che rafforzare paure già presenti nel nostro cucciolo.

Adesso vi riassumo alcuni consigli e trucchetti per aiutare il vostro cucciolo ad affrontare al meglio la paura dell’acqua:

Introduci molto lentamente il tuo cane all’elemento.

Il posto ideale dove cominciare ad “abituare” il vostro amico peloso all’acqua è l’ambiente domestico dove si sente rilassato e tranquillo. È cruciale che si cominci con brevi e davvero piccole esposizioni all’elemento. Ti consiglio di scegliere un momento in cui il tuo cane è molto tranquillo ed avvicinagli un recipiente trasparente con acqua; se il cane resta calmo, allora premialo! A quel punto puoi bagnare le dita delle tue mani e lasciarle odorare al cucciolo. Nuovamente, premiare sempre quando il cane resta tranquillo e non si spaventa. Il successivo step sarà quello di passare la mano bagnata sul corpo del cane. Ricordandovi sempre di premiarlo quando resta calmo. Con animali molto ansiosi e spaventati, sarà necessario perseverare con questa fase per settimane.

È fondamentale, quando il vostro cane si innervosisce sarà necessario ricominciare dalla fase che non lo spaventava.

Bagno…in un filo d’acqua!

Nel momento in cui il vostro amico è stato in grado di affrontare le fasi precedenti, dovrai riempire la vasca da bagno con un paio di centimetri di acqua tiepida, aggiungi anche i suoi giochi preferiti e tanti premietti, un altro utile trucchetto è quello di immergere anche una tovaglia che assorbirà l’acqua. A questo punto, poggia molto gentilmente il tuo cane sull’acqua. Ricordati sempre di premiare e lodare il tuo cucciolo qualora restasse calmo! A poco a poco aumenterai il livello dell’acqua ed aggiungerei altri elementi (rubinetto acceso…ecc…).

…Keep calm!

Molti di voi probabilmente non se ne saranno mai accorti, ma i vostri cani sono molto empatici! Sono in grado di riconoscere nel nostro volto, nei nostri movimenti e gesti anche minimi segnali di nervosismo o paura! Quindi, mantieni la calma, non innervosirti e non mostrare segni di paura o stress.

Il giubbotto salvagente

Si avete capito bene, un bel giubbotto salvagente, della taglia adatta al vostro cane, lo aiuterà a galleggiare e ad affrontare meglio l’ingresso in acqua.

Infine, un centro di idroterapia canina può essere il posto giusto, per aver aiuto da parte di professionisti, qualora non riuscisse proprio a risolvere il problema.

Un addestratore canino infatti, vi guiderà al meglio attraverso il processo che porterà all’assuefazione del processo.

Infine, può anche essere che il Vostro cucciolo non sarà mai un amante dell’acqua, ma è davvero importante aiutarlo a sentirsi confidente e tranquillo intorno all’elemento. Renderà la vita di entrambi più semplice quando sarà il momento di fare il bagno, passeggiare sotto la pioggia o in vicinanza di specchi d’acqua.

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Clicker Training per cani: tutto quello che devi sapere

Cos’è il Clicker Training?

Il clicker training è una tecnica di addestramento, nata negli anni ’40 allo scopo di ammaestrare delfini e balene e successivamente adattata in ambito cinofilo. Consiste nel rinforzare positivamente un comportamento desiderato (l’esecuzione di un comando), facendo precedere il premio (il classico bocconcino), da un suono prodotto dal clicker.

Come introdurre il Clicker al nostro cane?

Può sembrare banale ma la il primo aspetto da tenere in considerazione è la scelta dell’ambiente. Per poter addestrare un cane al Clicker è fondamentale la scelta di un ambiente calmo, tranquillo e isolatore da rumori molesti: macchine, voci, traffico cittadino. Qualsiasi rumore molesto provocherebbe indubbiamente un calo dell’attenzione del cane, che non riuscirebbe quindi a familiarizzare e percepire correttamente il “click”. Una volta ottenuta l’attenzione del cane, arriva la parte divertente: premere il clicker e appena il cane mostra interesse per il segnale sonoro dargli una gustosa ricompensa. Ripetere questa sequenza più volte, affinché il cane associ il “click” ad una esperienza positiva come la ricompensa.

Come addestrare il cane con il clicker?

Una volta familiarizzato con il suono del Clicker, possiamo iniziare con l’addestramento vero e proprio. Un consiglio è quello di iniziare con i comandi base, i più semplici e utili nella vita di tutti i giorni: “seduto”, “terra” e il simpatico “dai la zampa”. Lo scopo è quello di far scattare il clicker nel momento preciso in cui il cane compie l’azione richiesta, con il conseguente bocconcino. Attenzione è molto importante capire che il clicker è solo il segnale che precede il premio, non sostituirà mai il premio stesso, che è il vero motivo per il quale il cane compie una determinata azione.

Gli svantaggi del clicker

Se in passato il Clicker Training veniva accolto come un utile aiuto nell’addestramento del cane, utile ad affinare una rapida risposta del cane nei confronti di un comando, oggigiorno le moderne tecniche di addestramento ne sconsigliano l’uso, in quanto si cerca di favorire un’interazione naturale fra istruttore e cane, senza l’interposizione di alcun segnale meccanico. Infine, se utilizzato da mani inesperte il clicker potrebbe addirittura essere controproducente per l’addestramento del cane oppure se usato troppo spesso, c’è il rischio che il cane non esegua più i vari comandi, se non sono seguiti dal segnale sonoro.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Perché il mio cane va in conflitto con gli altri cani?

La socializzazione svolge un ruolo fondamentale: se un cane è stato abituato fin da cucciolo a relazionarsi con altri cani, sicuramente sarà più facilitato a sviluppare doti comunicative che non portano al conflitto. Attenzione! Parlo di situazioni che escludono l’uso del guinzaglio, le cosiddette “puppy party” o “puppy class”, ovvero incontri strutturati per cuccioli e giovani cani, gestiti da cinofili esperti. Utilizzare sempre e in ogni situazione il guinzaglio per socializzare non solo è poco utile, ma talvolta è anche nocivo, poiché la presenza fissa e costante del proprietario che decide come e dove il cane deve muoversi, non permette al nostro amico peloso di esprimersi serenamente.

Un altro fattore da tenere in considerazione è sicuramente la genetica: ci sono cani naturalmente portati al conflitto (perché selezionati per il combattimento, piuttosto che per la guardia), soprattutto quando la taglia è grande o addirittura gigante. I cani abituati a lavorare in gruppo invece – per esempio quelli da caccia o da tartufo – spesso sono meno votati a litigare tra di loro. In questi casi addestramento e socializzazione possono migliorare la situazione, ma solo fino ad un certo punto.

Fondamentale anche l’indole! All’interno di una stessa razza o addirittura di una stessa cucciolata, ogni individuo è diverso dall’altro e di conseguenza anche il suo comportamento da adulto lo sarà.

Infine attenzione all’effetto “generalizzazione”: quando un cane va in conflitto con un altro, soprattutto se in maniera traumatica, potrebbe in seguito “generalizzare” l’offesa subita verso tutti i cani con le stesse prerogative fisiche! In questo caso è opportuno intervenire tempestivamente con un professionista che operi un percorso finalizzato ad interrompere il processo quanto prima.

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

Cani dominanti e cani remissivi: che significa?

C’è un librettino molto simpatico, scritto da Barry Eaton, che vi invito a leggere, nella versione italiana si chiama “Dominanza: realtà o mito?” e parla di come questo concetto abbia profondamente influenzato il ruolo nel cane nella nostra società, soprattutto all’interno delle nostre case. Ma partiamo dall’inizio.

E’ generalmente definito individuo dominante colui che si trova all’apice della piramide gerarchica, gregari saranno invece coloro che si trovano alla base. Secondo la “teoria della riduzione del rango”, quando il cane si ritiene “capobranco”, è necessario porre in atto tutta una serie di manifestazioni comportamentali finalizzate a contenere questo suo ruolo illegittimo. Ma quali sono i comportamenti che ci portano a pensare che il cane non ci consideri più (o non c’abbia mai considerato) il suo capobranco? Vediamone insieme alcuni:

  • Tirare al guinzaglio
  • Saltare addosso
  • Ringhiare quando qualcuno si avvicina alla ciotola
  • Ringhiare quando qualcuno si avvicina all’automobile o al giardino di casa
  • Confliggere con altri cani
  • Dimostrare aggressività verso le persone
  • (…solo per citarne alcuni)

Proviamo a fare alcune considerazioni su questi argomenti. Molti cani (per non dire moltissimi), manifestano (o hanno manifestato almeno una volta nella loro vita) uno di questi comportamenti indesiderati. Se però solo per questo consideriamo un individuo dominante, qualcosa non torna a livello numerico, poiché trovandosi all’apice della piramide, i cani dominanti dovrebbero essere massimo 1/100 di quelli sottomessi!

Oltre a questo, dobbiamo considerare la motivazione: cosa spinge un cane a mostrare almeno uno degli atteggiamenti sgraditi di cui sopra? Ansia? Paura? Frustrazione? Iperattività? Allora quale di queste emozioni è direttamente correlata alla dominanza e quale no? Dubito che si possa ottenere una risposta certa a questa domanda.

Per decenni si è studiato il comportamento del cane basandosi su quello del suo progenitore lupo. Purtroppo però abbiamo fatto un gravissimo errore, cioè abbiamo studiato i lupi in cattività invece di quelli in natura, che hanno un comportamento completamente diverso. I branchi che vivono liberi sono prevalentemente formati da gruppi familiari, mentre i branchi in cattività sono quasi sempre individui già adulti che sono stati raggruppati insieme in maniera coatta. Questo ha portato spesso a gravi conflitti interni (che in natura non avvengono assolutamente), facendo passare il messaggio che i lupi sono animali crudeli e sanguinari che altro non vogliono che dominare il mondo. Niente di più sbagliato e finalmente, grazie a nuove ricerche scientifiche, stiamo iniziando a rendercene conto!

L’addestratore che basa il suo metodo su un programma di riduzione della dominanza, vi consiglierà di attuare tutta una serie di precauzione simili a queste…

Il proprietario:

  • deve mangiare prima del cane
  • deve entrare in casa prima del cane
  • deve potersi avvicinare alla ciotola anche se il cane non vuole
  • non deve farsi saltare addosso
  • non deve sempre assecondare il cane quando vuole giocare
  • se il cane ha paura di qualcosa lo deve ignorare
  • (…solo per citarne alcuni)

Avete presente le emozioni di cui vi parlavo prima? Paura, ansia, frustrazione…sono questi i motivi che stanno alla base dei comportamenti sgraditi dei nostri cani, ai quali si possono sommare ovviamente altre cose, come una mancata o inadeguata socializzazione, ipersensibilità agli stimoli, problematiche legate alle risorse (ciotola, osso, divano, cuccia, etc.) e molto, molto altro.

Attenzione! Questo non significa che l’educazione del cane e la gestione da parte del proprietario non siano fondamentali. Abituare il cane fin da piccolo ad indirizzare adeguatamente determinati comportamenti è fondamentale, sia per la gestione domestica che pubblica.

Ignorare il cane quando manifesta paura è pura follia relazionale, noi siamo la sua base sicura, la sua guida, il suo referente, essendo un animale sociale è naturalmente portato a cercare il nostro aiuto in caso di bisogno e se noi glielo neghiamo andiamo a minare profondamente la relazione con lui. Concludo sottolineando che se il nostro cane ha un problema con le risorse e noi lo fomentiamo imponendo la nostra presenza nei suoi spazi intimi, stiamo entrando in conflitto e questo potrebbe portare a manifestazioni di aggressività da parte sua che certamente non si risolvono con la forza o ancor peggio con la violenza fisica.

Se avete l’impressione di avere difficoltà relazionali e gestionali con il vostro cane, rivolgetevi ad un/una professionista che lavori in positivo e vi spieghi chiaramente cause e rimedi del suo comportamento.

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

 

Cane che abbaia: perché e cosa fare

Perché il cane abbaia?

I motivi che possono indurre un cane ad abbaiare senza tregua ad ogni ora del giorno, possono essere molteplici:
– DOLORI/PROBLEMI FISICI
In questo caso l’abbaio e/o guaito del cane deve essere considerato come una richiesta d’aiuto e il nostro Amico andrebbe rapidamente condotto dal veterinario per le cure del caso
– DEMENZA SENILE
Purtroppo sì, anche i nostri Amici invecchiano, così come le loro cellule cerebrali le quali non funzionando più a dovere, possono indurre insoliti comportamenti nel cane. Spesso sopraggiungono paure che prima il cane non aveva affatto oppure può aumentare l’incidenza dell’abbaio.
– BISOGNO DI USCIRE
Se il cane abbaia guardando la porta, probabilmente ha urgenza di evacuare e andrebbe quindi condotto in passeggiata
– SOLITUDINE
– VOGLIA DI GIOCARE
– PROBLEMI COMPORTAMENTALI
L’ansia da separazione, un cane poco socievole con gli altri suoi simili può manifestare il suo disagio con lunghe sessioni di abbaio
– DIFESA DEL TERRITORIO
Si tratta del classico allarme lanciato dai cani da guardia per difendere o avvisare i componenti della famiglia da una inattesa “aggressione esterna”.

Come posso aiutare il mio cane?

Se abbiamo detto che il fatto di abbaiare incessantemente, nella maggior parte dei casi, può nascondere un disagio psico fisico, va da se capire che la prima cosa da provare a fare, per cercare di aiutare il nostro Amico, è quella di intuire la reale motivazione di quel petulante abbaio e cercare di porne rimedio in base alle singole situazioni.
Si parte dall’osservazione del cane, sia in presenza che nostra assenza (nascosti dalla vista del cane), lo studio del cane con e senza proprietario, può aiutarci a capire molte cose.
Nei disturbi comportamentali quali l’ansia da separazione, spesso il cane inizia il suo abbaiare in assenza del suo padrone, per poi tranquillizzarsi nuovamente al suo ritorno.
Un abbaio incessante in presenza del padrone spesso può indicare un bisogno di attenzioni: un momento di coccole, gioco o voglia di uscire per svagarsi un po’….
Un abbaio variabile in presenza o assenza del proprietario è ad esempio quello effettuato per la difesa del territorio: che ci sia o meno qualcuno dei familiari in casa, l’allarme va comunque lanciato!

Il mio cane abbai molto: cosa dice la legge?

Se da un lato il cane ha tutto il diritto di abbaiare e poter gridare in libertà ogni sua richiesta, d’altro canto un proprietario ha il dovere, e l’onore, di dover soddisfare ogni bisogno o necessità che il proprio Miglior Amico possa manifestare. Pertanto dal punto di vista legale si tratta di discorso molto delicato, che può assumere varie sfaccettature. Se da un lato un proprietario ha diritto di coabitare con il proprio cane, dall’altra i vicini e condomini hanno il diritto di poter riposa durante la notte. Di fatti la tolleranza del giudice nei confronti di un cane che abbaia molto è decisamente più alta se questo avviene di giorno, che nelle ore notturne.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Psicologia canina e comportamento del cane

Ivan Pavlov, il “padre” della psicologia canina, stava svolgendo delle ricerche sull’uomo, quando scoprì per puro caso di poter condizionare il comportamento del cane. E’ infatti l’esperimento più famoso quello che riguarda la salivazione, che per anni ha portato gli studiosi a credere che il comportamento del cane funzionasse praticamente solo esclusivamente attraverso il meccanismo “stimolo=risposta”. Poiché il cane condivide con il progenitore lupo quasi l’intero codice genetico, si è dato per scontato che i moduli comportamentali fossero li stessi, ma oggi invece sappiamo per certo che la genetica influenza pochissimo l’espressione comportamentale, altrimenti come ci spiegheremmo che noi uomini abbiamo praticamente quasi lo stesso codice genetico delle scimmie?

Molto di quello che vediamo oggi nei nostri amici cani è dato dalla domesticazione, dall’ambiente e dalla selezione genetica avvenuta per mano dell’uomo. Il cane è molto più di una semplice risposta agli stimoli esterni, è mosso da emozioni e sensazioni individuali, unite alle motivazioni, molto spesso simili nei cani appartenenti alla medesima razza.

Il comportamento del cane è dunque un mix di genetica, ambiente e apprendimento, impossibile però sapere quanto pesa ciascun tassello, ogni corrente scientifica ha il suo pensiero a riguardo.

Sicuramente possiamo dire che, perlomeno per quanto riguarda l’apprendimento, il cane impara meglio attraverso rinforzi che punizioni, ed è per questo che durante l’addestramento si consiglia sempre ai proprietari di evitare di mettere il cane nelle condizioni di sbagliare!

Larga parte di ciò che vediamo nei nostri cani è data dall’olfatto: è questo infatti il senso più importante e che condiziona gran parte dell’espressione dei nostri amici pelosi. Inoltre, sono molto più attenti ad osservare la nostra postura piuttosto che ad ascoltare le nostre parole, ed è anche per questo che quando diamo un comando al nostro cane dovremmo stare molto attenti al linguaggio del nostro corpo: se è incoerente rispetto a ciò che gli chiediamo, come possiamo pretendere che comprenda?

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

Come educare un cucciolo

Immaginiamo di aver appena preso un cucciolo con noi: i primi 6 mesi di vita sono quelli più fruttuosi dal punto di vista educativo, perciò diamoci da fare!

Portiamolo fuori subito dopo aver mangiato, bevuto, dormito, giocato, fatto attività: quasi sicuramente il cane farà i suoi bisogni e noi dobbiamo premiarlo senza risparmiarci! Se capita che gli scappi qualcosa in casa evitiamo di sgridarlo, tanto non capirebbe e finirebbe solo con lo spaventarsi, perdendo fiducia in noi. Molto meglio rimboccarsi le maniche e aumentare il numero delle uscite!

Il gioco è un elemento essenziale per lo sviluppo del cucciolo. Alcuni individui però, anche in base alla razza, potrebbero diventare un po’ irruenti, pertanto io consiglio sempre di insegnare al cane un segnale di inizio gioco e uno di fine. Però mi raccomando, siate coerenti! Il gioco deve essere adeguato per modalità e per tempistiche alle esigenze del cane, e una volta che è finito non lasciatevi convincere a ricominciare.

“Seduto”, “fermo” e “vieni” andrebbero insegnati prima possibile al cane, poiché sono comandi utili sia per la sua sicurezza (e quella degli altri), sia per la gestione quotidiana! Nel primo caso possiamo utilizzare un bocconcino, da porre sulla testa del cane in modo che si sbilanci “cadendo” all’indietro fino a sedersi. Contemporaneamente pronunceremo la parola “seduto” e lo premieremo con il boccone. “Vieni” può essere sostituito anche con il nome del cane, l’importante è non abusarne. Iniziamo da brevi distanze, chiamiamo il cane in assenza di altri stimoli esterni e premiamolo abbondantemente quando torna! Io evito di usare bocconi in questo caso, perché ritengo che se c’è una buona relazione tra cane e padrone, il ricongiungimento tra i due dovrebbe già di per sé essere un’attività remunerativa! Il “fermo” può essere svolto sia che il cane sia già seduto, sia che si trovi sulle quattro zampe o a terra, l’essenziale è iniziare con pochi secondi, fino ad aumentare quando saremo certi che sia pronto. Anche in questo caso è essenziale premiarlo con dei bocconi, soprattutto se piano piano abbiamo intenzione di allontanarci!

Per insegnare al cane a camminare al guinzaglio, dobbiamo innanzitutto dotarci di tanta, tantissima pazienza! Il guinzaglio non ha niente di naturale per il cane, è una forzatura vera e propria, ove possibile cerchiamo di usare almeno una lunghina per concedergli più spazio! Il metodo più usato prevede di insegnare al cane a camminare libero accanto a noi tenendo un boccone gustoso in mano, e solo in un secondo tempo inserire il guinzaglio. E’ un metodo molto fattibile e alla portata di tutti, l’importante è che il cane svolga quotidianamente una buona dose di attività fisica, coerente con la sua razza e con la sua età altrimenti sarà inevitabile che tiri!

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

Cane che morde

Recentemente ho svolto uno studio statistico nella città di Firenze, scoprendo che negli ultimi dieci anni le morsicature di cane sono addirittura triplicate! I motivi sono i più svariati, dalla moda dilagante di detenere cani non particolarmente adatti a vivere in contesti familiari, all’aumento della stipula di assicurazioni di responsabilità civile verso terzi…ed ecco che i più furbetti imparano anche a fare un lucro sul più banale dei morsi! Se a tutto questo ci aggiungiamo una scarsissima diffusione della cultura cinofila, ecco spiegato l’arcano. Ma perché un cane arriva a mordere? Il nostro studio non prende in considerazione il contesto purtroppo, ma possiamo insieme scoprire quelli più comuni:

  • Mancanza di socializzazione: se il cane non ha fatto esperienze durante il periodo sensibile, è probabile che sia a disagio in molte situazioni, malessere che nei casi più estremi può arrivare al morso;
  • Dolore e problemi organici in generale: il motivo più diffuso è questo, pertanto se l’aggressività del vostro cane è apparentemente immotivata, una visita dal medico veterinario di fiducia per escludere patologie è sempre la prima cosa da fare;
  • Comunicazione inadeguata: i cani comunicano principalmente con la postura e le vocalizzazioni, a noi spetta il compito di imparare a riconoscere i segnali principali, onde evitare di incappare in spiacevoli malintesi;
  • Bisogno di distanziamento: molti cani, soprattutto adulti, non gradiscono che individui esterni al loro gruppo sociale entrino nella loro sfera intima. Qualcuno può andare oltre alla semplice minaccia e passare al morso.
  • Istinto predatorio: alcuni cani per selezione genetica, per apprendimento o per motivi patologici, possono avere un istinto predatorio altamente marcato.

Le vittime di un aggressione finalizzata al morso possono essere umane (compresi i membri della famiglia), conspecifici, ma anche altri animali, ad esempio gatti o animali da reddito.

In Italia il protocollo ASL ai fini del contenimento della rabbia, rende la morsicatura di cane un evento piuttosto problematico e costoso: sia la vittima che l’aggressore vengono contattati e subiscono una visita per verificare eventuali sintomi riconducibili a questa malattia; il medico veterinario può anche ordinare l’isolamento del cane! Oltre a ciò, l’aggressore viene valutato anche dal punto di vista del rischio comportamentale, con la possibilità di finire nella lista dei soggetti a rischio potenziale elevato prevista dalla normativa vigente.

Il morso è un evento con un alto indice di recidività: il cane quasi sempre ottiene quello che vuole con questo metodo, pertanto è molto importante non sottovalutare comportamenti aggressivi del cane ( a chiunque siano rivolti) e valutare immediatamente un consulto con un professionista esperto e altamente qualificato. La prevenzione in questi casi è l’arma più importante!

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

Perché il mio cane distrugge il giornale o la traversina?

Distruggere gli oggetti di casa: uno dei passatempi preferiti dei nostri amici a 4 zampe, soprattutto se cuccioli! Ma come mai alcuni oggetti – tra cui appunto il giornale o la traversina – diventano spesso e volentieri oggetto di atteggiamenti distruttivi?

  • Perché sono oggetto di manipolazione da parte del proprietario, pertanto rappresentano uno stimolo saliente per il cane. “Se il mio proprietario li usa spesso, sicuramente sono oggetti interessanti!”, pensano i nostri cani. Vedi telefonino, occhiali da sole e da vista, chiavi di casa…e tutto ciò che il cane vede continuamente fra le mani del proprietario.
  • Perché sono oggetti “a portata di bocca”: venendo utilizzati principalmente per contenere le marcature e i bisogni del cane, tappetini, giornali e traversine si trovano ovviamente in terra sul pavimento, a portata del cane. Perché dunque faticare a cercare altro, quando possiamo distruggere tutto questo ben di dio??
  • Perché non è escluso che il proprietario non gradisca particolarmente le attenzioni che il cane manifesta per questi oggetti, di conseguenza potrebbe punire il cane ogni qualvolta li trova spezzettati o sbriciolati. Può darsi che il cane associ questa punizione alla presenza di questi oggetti e sfoghi la sua frustrazione riproponendone la distruzione, entrando così in un circolo vizioso senza fine.

Il mio suggerimento, se vogliamo evitare il rinforzarsi di questo comportamento, è di togliere tappetini, traversine e giornali dalla portata del cane. Qualsiasi sia l’utilizzo che ne fate, sicuramente non merita il conflitto che si va a creare con lui qualora dimostri questo atteggiamento distruttivo.

Dott.ssa Lisa Pugliese
Educatrice e Istruttrice Cinofila