Difficoltá di apprendimento nei cuccioli

Nell’articolo di oggi approfondiremo l’apprendimento del cucciolo ed eventuali difficoltà che possono sorgere durante l’educazione e l’addestramento.

La fase dell’apprendimento è un momento fondamentale nella vita del nostro amico a 4 zampe. Un cucciolo di due tre mesi appena arrivato in una nuova casa, circondato da soli umani quando fino al giorno prima si trovata con mamma, fratellini e sorelline si troverà un bel po’ spaesato. Sarà importante farlo abituare per bene al nuovo ambiente ed ai vari membri della famiglia, ed anche al suo nuovo nome. Ci vorrà del tempo prima che il vostro cucciolo associ questo suono al richiamo. Per facilitare quest’associazione sarà molto utile dare dei premi o bocconcini tutte le volte che viene verso di voi e immediatamente pronunciate il suo nome. Ricordatevi inoltre di evitare a tutti i costi ogni possibile associazione tra il nome ed esperienze spiacevoli.

L’apprendimento del cucciolo

Il primo anno di vita è fondamentale per l’apprendimento del vostro cane e per quello che sarà il suo carattere per tutta la vita. Una volta ambientatosi a casa, sarà indispensabile abituarlo a conoscere ed usare il guinzaglio, a fare i bisogni fuori casa e quando possibile, imparare a vivere in casa e con gli umani, quindi a non mordere e distruggere l’appartamento! Come anche importanti comandi come il seduto, terra, fermo\a molto utili nella vita quotidiana.

La durata dell’educazione

Come accennato sopra, il primo anno di vita è il periodo più importante per educare il nostro cane, questo perché in questo periodo la mente del cucciolo è predisposta ad imparare. È importante far brevi sessioni di educazione della durata massima di 10-15 minuti. La durata dell’attenzione del cucciolo è molto breve e sessioni più lunghe sarebbero controproducenti. Puoi ripetere queste brevi sessioni diverse volte al giorno

Progressività

Comincia sempre con progressività e pochi comandi, si parte dal proprio nome, poi seduto, terra, guinzaglio e fermo. Nel frattempo, si può iniziare anche ad insegnare a fare i bisogni fuori casa. Ricordatevi però che ogni cane ha i suoi tempi ed alcuni esemplari possono tardare fino ad un anno prima di riuscire a controllare la minzione ed urinare solamente fuori casa. È anche in questo caso necessario munirsi di pazienza, non sgridare il cane, e cercare di prevenire il momento in cui il cane può fare i bisogni portandolo fuori.

Il gioco

Il gioco è il modo migliore per poter educare il vostro cane, se imparerà ad eseguire i diversi comandi come un mezzo per giocare, o far la passeggiata sarà tutto più semplice. Il vostro cucciolo avrà uno stimolo maggiore per voler eseguire il comando. Stesso discorso con i premi ed i bocconcini. Evitate però di usare solo quelli, alternateli invece al gioco ed alle coccole. Sarà importante premiare il vostro cucciolo nel preciso istante in cui esegue il comportamento desiderato per far in modo che avvenga l’associazione. Anche in questo caso sarà importante la progressività, una volta che il comportamento sarà stato appreso per bene potrai ridurre la frequenza dei premi.

Un luogo tranquillo

Cominciate ad educare il vostro cane in un luogo tranquillo, senza distrazioni o altre persone. Un posto conosciuto sarebbe l’ideale. Una volta appreso il comportamento si potrà provare in altri contesti come fuori casa o in mezzo ad altre persone.

Vito Priolo

Medico Veterinario

Come si insegna al mio cane a camminare senza guinzaglio per strada?

La passeggiata con il vostro amico a 4 zampe rappresenta uno dei momenti più entusiasmanti della giornata per il vostro cane, ma anche per voi. Un momento indispensabile per rinforzare e migliorare la relazione cane-uomo, in virtù del rispetto reciproco, della costanza e dell’abitudine. Quale proprietario non sogna di poter passeggiare con il proprio cane senza la necessità di usare il guinzaglio? In quest’articolo proverò a spiegavi come fare e darvi alcuni consigli sul come e dove farlo senza pericolo.

Per riuscire in quest’obiettivo sarà necessaria tanta costanza, un ottimo addestramento e tanta attenzione. Infatti, per esempio in città e nelle zone abbastanza trafficate è sempre meglio utilizzare il guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti. Inoltre, un addestratore cinofilo potrà aiutarvi ad educare al riguardo il vostro cane, guidandovi step by step.

Inoltre, non dobbiamo negare che alcune razze o individui sono meno propensi di altri ad ascoltare o più facilmente distraibili per es. da odori o piste da seguire, come per es. i cani maschi se percepiscono una femmina in calore.

Comandi di base

Per poter cominciare ad addestrare il vostro cane a camminare senza guinzaglio al vostro fianco sarà necessario che abbia imparato ad eseguire con disinvoltura e sempre con piacere i seguenti comandi: seduto, terra, fermo e vieni, oltre ad aver imparato a tornare immediatamente anche con il proprio nome. Soltanto una volta che questi comandi base saranno ben chiari ed il vostro cane avrà imparato ad eseguirli in differenti contesti (a casa, al guinzaglio, nell’area cani, a distanza, in mezzo ad altri animali, persone e distrazioni) potremo passare agli step successivi. Ricordatevi sempre che è fondamentale che il vostro cane associ i comandi a sensazioni piacevoli (coccole, premietti, giochi).

La passeggiata a guinzaglio

Lo step successivo sarà quello di riuscire a passeggiare con il vostro cane a guinzaglio. Il vostro amico dovrà camminare al vostro fianco, fermarsi quando voi vi fermate, evitare gli ostacoli senza rimanere incastrato (per esempio un palo sul vostro percorso). Per far ciò sarà necessario mantenere alta l’attenzione del vostro cane, che vi guarderà negli occhi spesso, in attesa di un vostro “comando” che verrà subito premiato. Vi consiglio di cominciare con quest’addestramento in un passaggio “stretto e diritto” in modo da facilitare il comportamento. Ricordatevi di fare brevi sessioni (5-10 minuti) diverse volte al giorno, aumentando gradualmente la difficoltà della passeggiata.

Il posto

Cominciate l’addestramento in un posto tranquillo, lontano da distrazioni, assolutamente da evitare le zone trafficate. Una volta che il vostro cane ha imparato al guinzaglio (prima lungo poi sempre più corto) a camminare al vostro fianco potete cominciare a provare senza guinzaglio per brevi istanti, richiamando il cane se si allontana (che deve immediatamente tornare), ricordatevi sempre di associare la stessa parola al comportamento e di premiarlo quando esegue il comportamento corretto.

Il carattere dell’individuo

Tieni bene in mente che non tutti i cani si adattano bene a stare senza guinzaglio. Gli individui aggressivi nei confronti di altri cani, o quelli troppo paurosi, come anche le razze da caccia potrebbero non imparare mai o al contrario rischiare di mettersi costantemente in situazioni potenzialmente pericolose. Il mio consiglio è quindi quello di accontentarsi di passeggiare con questi individui al guinzaglio.

Addestratore cinofilo

Rivolgiti ad un addestratore cinofilo qualora non dovessi riuscire ad ottenere i risultati sperati, vi aiuterà a migliorare la comunicazione con il vostro cane e a non commettere nessun errore nelle varie fasi dell’addestramento.

Vito Priolo

Medico Veterinario

Ho un cane possessivo: cosa posso fare?

Il cane che ha problemi con la gestione delle risorse è un cane che tende a proteggere le risorse che considera preziose e importanti con aggressività. Un esempio di risorsa da proteggere per la maggior parte dei cani, compreso il cane più innocuo e tranquillo, è il cibo, ma altri possono essere luoghi, oggetti, persone, giochi, o qualsiasi altra cosa di valore per l’animale.

Questa caratteristica è stata usata da sempre per addestrare i cani da guardia. La territorialità, fattore che fa comportare i cani in maniera aggressiva nei confronti degli estranei, è uno degli aspetti della gestione delle risorse per il quale il cane protegge un determinato luogo. Tuttavia non è un tipo di gestione delle risorse tipico dato che il cane si comporta in questo modo solo nei confronti egli estranei.

Gestione delle risorse nel cane: evitare problemi comportamentali

Se il tuo cane è cucciolo e ancora non ha mostrato segnali di una gestione delle risorse sbagliata, puoi evitare che il problema compaia seguendo alcuni consigli di base. Addestralo e insegnagli i comandi di base per rilasciare oggetti e ignorare cose. Entrambi gli esercizi lo aiutano ad avere autocontrollo, per cui si riducono le reazioni impulsive nei confronti delle risorse come giochi o cibo e il capire che gestire correttamente ciò che ha lo porta a qualcosa di positivo (ricompense come premi, coccole, ecc.).

Evitare che il cane sia possessivo con i giochi

Per evitare una scorretta gestione delle risorse nel cane, l’ideale è lavorare con lui e insegnargli a rilasciare oggetti. Il prendere e riportare oggetti deve essere un’attività stimolante e divertente, ma è molto importante che l’animale non abbia la sensazione che il gioco gli sia strappato di bocca o gli venga tolto all’improvviso

Evitare che il cane sia possessivo con le persone

È senza dubbio l’aspetto più importante della gestione delle risorse. Non è positivo che il cane consideri te o un’altra persona un qualcosa da difendere perché può sfociare in problemi di aggressività gravi. È per questo motivo che la socializzazione fin da cucciolo è molto importante. In questo processo vengono presentati oggetti, animali, persone e ambienti al cane ed è fondamentale che entri a contatto con persone di ogni tipo (adulti, bambini, ecc.) lasciandosi accarezzare e interagendo in maniera positiva. Ricordati di premiare i comportamenti positivi seguendo le regole del rinforzo positivo.

Se questa fase avviene correttamente, il cane non avrà problemi di gestione delle risorse con le persone perché capirà che esse non sono pericolose né per lui né per te.

Evitare che il cane sia possessivo con il cibo

Evitare questo problema è relativamente facile. Dovrai iniziare a dare dei pezzetti di cibo al cane direttamente dalla tua mano al cucciolo per premiarlo durante l’addestramento o quando si comporta come deve.

Dopodiché dovrai dargli da mangiare dalla mano prima di mettergli il cibo nella ciotola assicurandoti che veda che gli stai dando del cibo: in questo modo il cane dovrà capire che sei tu a dargli da mangiare e che non deve proteggere la ciotola mentre mangia.

Quando vedi che si fida completamente di te, potrai anche avvicinare la mano alla ciotola mentre mangia. In particolar modo se è un cucciolo o se si tratta di un animale che non ha avuto mai problemi legati all’aggressività o alla possessività non dovrebbero esserci problemi. Non dargli da mangiare quando si mostra aggressivo, altrimenti rafforzerai il comportamento. Fallo tranquillizzare e aspetta che la situazione torni alla normalità.

Se non ci sono problemi nel seguire questi consigli, continua questo programma finché il cane non diventa adulto dandogli da mangiare ogni tanto direttamente dalla tua mano. Fallo fare anche al resto della famiglia o alla persone che vengono spesso a casa tua in modo che il cane si abitui anche ad altra gente.

Ricorda di usare questi consigli solo con i cuccioli e non se ci sono problemi di gestione delle risorse nel cane. In questi casi, ti consigliamo di rivolgerti a un professionista.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Abbaiare al momento giusto: come insegnare al mio cane a “parlare”?

Nell’articolo di oggi vedremo alcuni trucchetti che possono risultare utili per insegnare al vostro cane ad abbaiare a comando.

Quali sono i motivi per cui può essere utile insegnare al vostro cane ad abbaiare a comando?

Innanzitutto, il gioco! Sarà un motivo per trascorrere del tempo con il tuo amico, esercitare la sua attenzione e migliorare la comunicazione fra di voi. Inoltre, il cane imparerà anche a interrompere l’abbaio, il che risulterà utile in molte occasioni. Infine, il divertimento…quale proprietario non sfoggerebbe con orgoglio il nuovo comando imparato dal proprio cane con amici e parenti?

La prima cosa da tener ben in mente è quella di aver sempre a portata di mano bocconcini, premi o il gioco preferito dal tuo cucciolo, in modo da utilizzarli come “premi” appunto; nel momento in cui ci serve. In linea di massima, nel momento in cui il cane abbaierà spontaneamente noi lo premieremo e aggiungeremo una parola come “abbaia” o “bark” o “parla”….quello che vogliamo in realtà, anche il nome dello zio che ci sta antipatico o della vicina di casa! Ricordati che è meglio scegliere parole brevi e chiare e di premiare immediatamente il tuo cane!

Rinforzo Positivo

Come dicevamo quindi, una volta che il cane abbaia naturalmente, pronunciamo chiaramente “abbaia” e premiamo il nostro cane. Ripeti questo diverse volte, fin quando il vostro cane non ha imparato ad associare il comando al comportamento “abbaiare”.

Ricordati sempre di premiare il tuo cane e di viverla come un gioco. Alcuni cani impareranno molto velocemente, altri impiegheranno più tempo, sarà più semplice nei cuccioli e nei cani più “vocali”; ma con perseveranza sarà possibile ottenere il risultato.

Una volta che il vostro amico a quattro zampe abbia imparato ad associare la parola da voi scelta al comportamento potrete aggiungere un altro elemento come un gesto o una posizione del corpo. Dovete semplicemente ripetere combinando comandi vocali e gestuali fin quando il vostro cane non abbia imparato le varie associazioni.

Attenzione però, una volta che il comando è stato appreso, non premiare il tuo cane quando abbaierà senza comando, potresti rinforzare un comportamento spiacevole e trovarti con il cane che abbaia quando vuole lui. Per evitare tal inconveniente, sarà utile inoltre il comando “stop” accompagnato da un gesto chiaro per interrompere il comportamento.

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Come faccio ad introdurre il mio cane per la prima volta in un parco per cani?

Con l’articolo di oggi darò qualche consiglio a quei proprietari di cani un po’ timorosi che si recheranno per la prima volta con il loro migliore amico all’interno di un’area per cani!

Cosa c’è da sapere?

All’interno di un’area per cani i nostri amici a 4 zampe saranno liberi di scorrazzare senza guinzaglio. Attenzione però, alcuni di questi posti sono dei semplici recinti, spesso anche bassi che i cani possono facilmente saltare e trovarsi quindi… in pericolo! Sarà onere del proprietario prevenire questi eventi ed a tal motivo sarà indispensabile che il vostro cane vi ascolti!

Un altro elemento importante da tenere presente è l’igiene dell’area per cani, preoccupati di mantenerla pulita e assicurati che venga disinfestata regolarmente!

Qualora tu fossi proprietario di un cane di piccola taglia, assicurati di scegliere un momento in cui non ci siano cani troppo grandi e focosi, evitiamo incidenti spiacevoli.

Assicurati che il tuo cucciolo abbia completato tutti i vaccini prima di introdurlo in un’area che di per sé sarà frequentata da tanti cani; premurati inoltre di fare i richiami necessari nei cani adulti; si tratta di un posto potenzialmente rischioso per le malattie infettive. State attenti anche alle feci del vostro cane, fatele controllare frequentemente dal vostro veterinario.

Attenzione al comportamento del tuo amico a quattro zampe; assicurati che il tuo cane sappia tornare quando chiamato, e sia perfettamente in grado di rispondere ai comandi seduto e stai. Se il tuo cane mostra segni di paura e aggressività nei confronti dei cospecifici, aspetta prima di inserirlo in un contesto del genere, contatta un addestratore e lavora sul problema prima.

All’interno dell’aria cani…

Dopo una prima fase di scrutamento e timidezza, vedrai che il tuo cane si integrerà perfettamente nel gruppo, apprenderà a relazionarsi con loro e giocarci. Ovviamente, si deve considerare l’individualità del cane; alcuni saranno più propensi a giocare e correre con gli altri cani, altri vorranno continuare a giocare con il padrone (per esempio aver tirato la palla), altri ancora si manterranno indipendenti a vagheranno odorando in giro!

L’ultimo consiglio che posso darvi è quello di mantenervi vigili ed attenti durante la vostra permanenza nell’aria per cani in modo da intervenire per evitare liti o incidenti. Richiama l’attenzione del tuo amico a quattro zampe con premi ogni tanto, gli ricorderà nella frenesia del gioco che ci sei e ti aiuterà a mantenere un certo controllo della situazione.

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Il mio cane ha paura dell’acqua. Come posso aiutarlo a perdere questa paura?

Si è spesso convinti che fra gli animali domestici, sia il gatto quello terrorizzato dall’acqua e che i cani invece la amano…nulla di più sbagliato! Infatti, sono tantissimi i cani che hanno paura di essa!

La paura dell’acqua può essere causata da svariati motivi: ad alcuni cani infatti proprio non piace il fatto di esser bagnati, altri possono essere spaventati dal rumore dello scorrere dell’acqua o addirittura dagli schizzi, in casi estremi invece la paura è dovuta a traumi passati come esser stati gettati di peso in uno specchio d’acqua.

A prescindere da quale sia la causa, è importante capire che con pazienza, costanza e il passare del tempo questa può essere corretta.

La cosa più importante che un proprietario di un cane timoroso dell’acqua deve aver ben chiaro è che l’introduzione all’elemento deve essere lenta e graduale. Esperienze negative infatti, non faranno altro che rafforzare paure già presenti nel nostro cucciolo.

Adesso vi riassumo alcuni consigli e trucchetti per aiutare il vostro cucciolo ad affrontare al meglio la paura dell’acqua:

Introduci molto lentamente il tuo cane all’elemento.

Il posto ideale dove cominciare ad “abituare” il vostro amico peloso all’acqua è l’ambiente domestico dove si sente rilassato e tranquillo. È cruciale che si cominci con brevi e davvero piccole esposizioni all’elemento. Ti consiglio di scegliere un momento in cui il tuo cane è molto tranquillo ed avvicinagli un recipiente trasparente con acqua; se il cane resta calmo, allora premialo! A quel punto puoi bagnare le dita delle tue mani e lasciarle odorare al cucciolo. Nuovamente, premiare sempre quando il cane resta tranquillo e non si spaventa. Il successivo step sarà quello di passare la mano bagnata sul corpo del cane. Ricordandovi sempre di premiarlo quando resta calmo. Con animali molto ansiosi e spaventati, sarà necessario perseverare con questa fase per settimane.

È fondamentale, quando il vostro cane si innervosisce sarà necessario ricominciare dalla fase che non lo spaventava.

Bagno…in un filo d’acqua!

Nel momento in cui il vostro amico è stato in grado di affrontare le fasi precedenti, dovrai riempire la vasca da bagno con un paio di centimetri di acqua tiepida, aggiungi anche i suoi giochi preferiti e tanti premietti, un altro utile trucchetto è quello di immergere anche una tovaglia che assorbirà l’acqua. A questo punto, poggia molto gentilmente il tuo cane sull’acqua. Ricordati sempre di premiare e lodare il tuo cucciolo qualora restasse calmo! A poco a poco aumenterai il livello dell’acqua ed aggiungerei altri elementi (rubinetto acceso…ecc…).

…Keep calm!

Molti di voi probabilmente non se ne saranno mai accorti, ma i vostri cani sono molto empatici! Sono in grado di riconoscere nel nostro volto, nei nostri movimenti e gesti anche minimi segnali di nervosismo o paura! Quindi, mantieni la calma, non innervosirti e non mostrare segni di paura o stress.

Il giubbotto salvagente

Si avete capito bene, un bel giubbotto salvagente, della taglia adatta al vostro cane, lo aiuterà a galleggiare e ad affrontare meglio l’ingresso in acqua.

Infine, un centro di idroterapia canina può essere il posto giusto, per aver aiuto da parte di professionisti, qualora non riuscisse proprio a risolvere il problema.

Un addestratore canino infatti, vi guiderà al meglio attraverso il processo che porterà all’assuefazione del processo.

Infine, può anche essere che il Vostro cucciolo non sarà mai un amante dell’acqua, ma è davvero importante aiutarlo a sentirsi confidente e tranquillo intorno all’elemento. Renderà la vita di entrambi più semplice quando sarà il momento di fare il bagno, passeggiare sotto la pioggia o in vicinanza di specchi d’acqua.

Vito Priolo

MRCVS, PhD

Clicker Training per cani: tutto quello che devi sapere

Cos’è il Clicker Training?

Il clicker training è una tecnica di addestramento, nata negli anni ’40 allo scopo di ammaestrare delfini e balene e successivamente adattata in ambito cinofilo. Consiste nel rinforzare positivamente un comportamento desiderato (l’esecuzione di un comando), facendo precedere il premio (il classico bocconcino), da un suono prodotto dal clicker.

Come introdurre il Clicker al nostro cane?

Può sembrare banale ma la il primo aspetto da tenere in considerazione è la scelta dell’ambiente. Per poter addestrare un cane al Clicker è fondamentale la scelta di un ambiente calmo, tranquillo e isolatore da rumori molesti: macchine, voci, traffico cittadino. Qualsiasi rumore molesto provocherebbe indubbiamente un calo dell’attenzione del cane, che non riuscirebbe quindi a familiarizzare e percepire correttamente il “click”. Una volta ottenuta l’attenzione del cane, arriva la parte divertente: premere il clicker e appena il cane mostra interesse per il segnale sonoro dargli una gustosa ricompensa. Ripetere questa sequenza più volte, affinché il cane associ il “click” ad una esperienza positiva come la ricompensa.

Come addestrare il cane con il clicker?

Una volta familiarizzato con il suono del Clicker, possiamo iniziare con l’addestramento vero e proprio. Un consiglio è quello di iniziare con i comandi base, i più semplici e utili nella vita di tutti i giorni: “seduto”, “terra” e il simpatico “dai la zampa”. Lo scopo è quello di far scattare il clicker nel momento preciso in cui il cane compie l’azione richiesta, con il conseguente bocconcino. Attenzione è molto importante capire che il clicker è solo il segnale che precede il premio, non sostituirà mai il premio stesso, che è il vero motivo per il quale il cane compie una determinata azione.

Gli svantaggi del clicker

Se in passato il Clicker Training veniva accolto come un utile aiuto nell’addestramento del cane, utile ad affinare una rapida risposta del cane nei confronti di un comando, oggigiorno le moderne tecniche di addestramento ne sconsigliano l’uso, in quanto si cerca di favorire un’interazione naturale fra istruttore e cane, senza l’interposizione di alcun segnale meccanico. Infine, se utilizzato da mani inesperte il clicker potrebbe addirittura essere controproducente per l’addestramento del cane oppure se usato troppo spesso, c’è il rischio che il cane non esegua più i vari comandi, se non sono seguiti dal segnale sonoro.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Perché il mio cane va in conflitto con gli altri cani?

La socializzazione svolge un ruolo fondamentale: se un cane è stato abituato fin da cucciolo a relazionarsi con altri cani, sicuramente sarà più facilitato a sviluppare doti comunicative che non portano al conflitto. Attenzione! Parlo di situazioni che escludono l’uso del guinzaglio, le cosiddette “puppy party” o “puppy class”, ovvero incontri strutturati per cuccioli e giovani cani, gestiti da cinofili esperti. Utilizzare sempre e in ogni situazione il guinzaglio per socializzare non solo è poco utile, ma talvolta è anche nocivo, poiché la presenza fissa e costante del proprietario che decide come e dove il cane deve muoversi, non permette al nostro amico peloso di esprimersi serenamente.

Un altro fattore da tenere in considerazione è sicuramente la genetica: ci sono cani naturalmente portati al conflitto (perché selezionati per il combattimento, piuttosto che per la guardia), soprattutto quando la taglia è grande o addirittura gigante. I cani abituati a lavorare in gruppo invece – per esempio quelli da caccia o da tartufo – spesso sono meno votati a litigare tra di loro. In questi casi addestramento e socializzazione possono migliorare la situazione, ma solo fino ad un certo punto.

Fondamentale anche l’indole! All’interno di una stessa razza o addirittura di una stessa cucciolata, ogni individuo è diverso dall’altro e di conseguenza anche il suo comportamento da adulto lo sarà.

Infine attenzione all’effetto “generalizzazione”: quando un cane va in conflitto con un altro, soprattutto se in maniera traumatica, potrebbe in seguito “generalizzare” l’offesa subita verso tutti i cani con le stesse prerogative fisiche! In questo caso è opportuno intervenire tempestivamente con un professionista che operi un percorso finalizzato ad interrompere il processo quanto prima.

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

Cani dominanti e cani remissivi: che significa?

C’è un librettino molto simpatico, scritto da Barry Eaton, che vi invito a leggere, nella versione italiana si chiama “Dominanza: realtà o mito?” e parla di come questo concetto abbia profondamente influenzato il ruolo nel cane nella nostra società, soprattutto all’interno delle nostre case. Ma partiamo dall’inizio.

E’ generalmente definito individuo dominante colui che si trova all’apice della piramide gerarchica, gregari saranno invece coloro che si trovano alla base. Secondo la “teoria della riduzione del rango”, quando il cane si ritiene “capobranco”, è necessario porre in atto tutta una serie di manifestazioni comportamentali finalizzate a contenere questo suo ruolo illegittimo. Ma quali sono i comportamenti che ci portano a pensare che il cane non ci consideri più (o non c’abbia mai considerato) il suo capobranco? Vediamone insieme alcuni:

  • Tirare al guinzaglio
  • Saltare addosso
  • Ringhiare quando qualcuno si avvicina alla ciotola
  • Ringhiare quando qualcuno si avvicina all’automobile o al giardino di casa
  • Confliggere con altri cani
  • Dimostrare aggressività verso le persone
  • (…solo per citarne alcuni)

Proviamo a fare alcune considerazioni su questi argomenti. Molti cani (per non dire moltissimi), manifestano (o hanno manifestato almeno una volta nella loro vita) uno di questi comportamenti indesiderati. Se però solo per questo consideriamo un individuo dominante, qualcosa non torna a livello numerico, poiché trovandosi all’apice della piramide, i cani dominanti dovrebbero essere massimo 1/100 di quelli sottomessi!

Oltre a questo, dobbiamo considerare la motivazione: cosa spinge un cane a mostrare almeno uno degli atteggiamenti sgraditi di cui sopra? Ansia? Paura? Frustrazione? Iperattività? Allora quale di queste emozioni è direttamente correlata alla dominanza e quale no? Dubito che si possa ottenere una risposta certa a questa domanda.

Per decenni si è studiato il comportamento del cane basandosi su quello del suo progenitore lupo. Purtroppo però abbiamo fatto un gravissimo errore, cioè abbiamo studiato i lupi in cattività invece di quelli in natura, che hanno un comportamento completamente diverso. I branchi che vivono liberi sono prevalentemente formati da gruppi familiari, mentre i branchi in cattività sono quasi sempre individui già adulti che sono stati raggruppati insieme in maniera coatta. Questo ha portato spesso a gravi conflitti interni (che in natura non avvengono assolutamente), facendo passare il messaggio che i lupi sono animali crudeli e sanguinari che altro non vogliono che dominare il mondo. Niente di più sbagliato e finalmente, grazie a nuove ricerche scientifiche, stiamo iniziando a rendercene conto!

L’addestratore che basa il suo metodo su un programma di riduzione della dominanza, vi consiglierà di attuare tutta una serie di precauzione simili a queste…

Il proprietario:

  • deve mangiare prima del cane
  • deve entrare in casa prima del cane
  • deve potersi avvicinare alla ciotola anche se il cane non vuole
  • non deve farsi saltare addosso
  • non deve sempre assecondare il cane quando vuole giocare
  • se il cane ha paura di qualcosa lo deve ignorare
  • (…solo per citarne alcuni)

Avete presente le emozioni di cui vi parlavo prima? Paura, ansia, frustrazione…sono questi i motivi che stanno alla base dei comportamenti sgraditi dei nostri cani, ai quali si possono sommare ovviamente altre cose, come una mancata o inadeguata socializzazione, ipersensibilità agli stimoli, problematiche legate alle risorse (ciotola, osso, divano, cuccia, etc.) e molto, molto altro.

Attenzione! Questo non significa che l’educazione del cane e la gestione da parte del proprietario non siano fondamentali. Abituare il cane fin da piccolo ad indirizzare adeguatamente determinati comportamenti è fondamentale, sia per la gestione domestica che pubblica.

Ignorare il cane quando manifesta paura è pura follia relazionale, noi siamo la sua base sicura, la sua guida, il suo referente, essendo un animale sociale è naturalmente portato a cercare il nostro aiuto in caso di bisogno e se noi glielo neghiamo andiamo a minare profondamente la relazione con lui. Concludo sottolineando che se il nostro cane ha un problema con le risorse e noi lo fomentiamo imponendo la nostra presenza nei suoi spazi intimi, stiamo entrando in conflitto e questo potrebbe portare a manifestazioni di aggressività da parte sua che certamente non si risolvono con la forza o ancor peggio con la violenza fisica.

Se avete l’impressione di avere difficoltà relazionali e gestionali con il vostro cane, rivolgetevi ad un/una professionista che lavori in positivo e vi spieghi chiaramente cause e rimedi del suo comportamento.

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

 

Cane che abbaia: perché e cosa fare

Perché il cane abbaia?

I motivi che possono indurre un cane ad abbaiare senza tregua ad ogni ora del giorno, possono essere molteplici:
– DOLORI/PROBLEMI FISICI
In questo caso l’abbaio e/o guaito del cane deve essere considerato come una richiesta d’aiuto e il nostro Amico andrebbe rapidamente condotto dal veterinario per le cure del caso
– DEMENZA SENILE
Purtroppo sì, anche i nostri Amici invecchiano, così come le loro cellule cerebrali le quali non funzionando più a dovere, possono indurre insoliti comportamenti nel cane. Spesso sopraggiungono paure che prima il cane non aveva affatto oppure può aumentare l’incidenza dell’abbaio.
– BISOGNO DI USCIRE
Se il cane abbaia guardando la porta, probabilmente ha urgenza di evacuare e andrebbe quindi condotto in passeggiata
– SOLITUDINE
– VOGLIA DI GIOCARE
– PROBLEMI COMPORTAMENTALI
L’ansia da separazione, un cane poco socievole con gli altri suoi simili può manifestare il suo disagio con lunghe sessioni di abbaio
– DIFESA DEL TERRITORIO
Si tratta del classico allarme lanciato dai cani da guardia per difendere o avvisare i componenti della famiglia da una inattesa “aggressione esterna”.

Come posso aiutare il mio cane?

Se abbiamo detto che il fatto di abbaiare incessantemente, nella maggior parte dei casi, può nascondere un disagio psico fisico, va da se capire che la prima cosa da provare a fare, per cercare di aiutare il nostro Amico, è quella di intuire la reale motivazione di quel petulante abbaio e cercare di porne rimedio in base alle singole situazioni.
Si parte dall’osservazione del cane, sia in presenza che nostra assenza (nascosti dalla vista del cane), lo studio del cane con e senza proprietario, può aiutarci a capire molte cose.
Nei disturbi comportamentali quali l’ansia da separazione, spesso il cane inizia il suo abbaiare in assenza del suo padrone, per poi tranquillizzarsi nuovamente al suo ritorno.
Un abbaio incessante in presenza del padrone spesso può indicare un bisogno di attenzioni: un momento di coccole, gioco o voglia di uscire per svagarsi un po’….
Un abbaio variabile in presenza o assenza del proprietario è ad esempio quello effettuato per la difesa del territorio: che ci sia o meno qualcuno dei familiari in casa, l’allarme va comunque lanciato!

Il mio cane abbai molto: cosa dice la legge?

Se da un lato il cane ha tutto il diritto di abbaiare e poter gridare in libertà ogni sua richiesta, d’altro canto un proprietario ha il dovere, e l’onore, di dover soddisfare ogni bisogno o necessità che il proprio Miglior Amico possa manifestare. Pertanto dal punto di vista legale si tratta di discorso molto delicato, che può assumere varie sfaccettature. Se da un lato un proprietario ha diritto di coabitare con il proprio cane, dall’altra i vicini e condomini hanno il diritto di poter riposa durante la notte. Di fatti la tolleranza del giudice nei confronti di un cane che abbaia molto è decisamente più alta se questo avviene di giorno, che nelle ore notturne.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn