Insufficienza renale nei cani: benazepril e aspettative di vita

L’insufficienza renale cronica è una patologia che colpisce spesso i cani a partire dai 6/7 anni di età, anche se più frequente nei gatti, ha un’importante percentuale d’incidenza anche nei cani ed è la terza principale causa di morte dei soggetti anziani.
I reni perdono la loro funzionalità per un’alterazione della normale architettura dovuta la maggior parte delle volte dall’avanzare di processi degenerativi oppure dalla comparsa di processi neoplastici.

Le principali conseguenze della perdita della funzione renale sono le seguenti:

  • ritenzione di sostanze azotate (azotemia/uremia);
  • ritenzione di fosforo e mancanza di attivazione finale della vitamina D (iperfosfatemia/iperparatiroidismo renale secondario/osteodistrofia renale);
  • perdita di proteine (sindrome nefrosica/trombosi);
  • diminuzione del riassorbimento del bicarbonato e dell’escrezione dei protoni (acidosi metabolica);
  • diminuzione della sintesi di eritropoietina (anemia non rigenerativa);
  • alterazione della capacità di concentrazione dell’urina (isostenuria/ipostenuria/ipertensione arteriosa);
  • mancanza di escrezione di potassio.

Riduzione dell’aspettativa di vita nella malattia renale cronica

La prognosi dell’insufficienza renale cronica è generalmente negativa, anche se in molti casi, se i segni clinici e le conseguenze metaboliche non sono gravi, gli animali possono vivere per mesi o anni con una qualità di vita accettabile. È stato dimostrato che nei cani affetti da insufficienza renale cronica, un trattamento dietetico appropriato può migliorare significativamente la qualità della vita e aumentare l’aspettativa di vita fino a 3,2 volte. Con una dieta e degli integratori adeguati si possono migliorare:

  • l’escrezione di azoto dai reni;
  • incentivare l’escrezione di azoto e potassio attraverso l’intestino;
  • la protezione glomerulare;
  • controllo dell’acidosi.

Oltre ad un’alimentazione specifica e ad integratori, che possono aiutare nel prolungare la vita al cane, si può utilizzare anche il benazepril che, come è stato visto da alcuni studi condotti, aiuta ad avere una minore proteinuria, una migliore condizione generale e un maggiore appetito, oltre a una minore perdita di peso rispetto ai cani del gruppo placebo. I tempi di sopravvivenza, anche se più lunghi nel gruppo del benazepril rispetto al gruppo placebo (rispettivamente 290 e 236), non differiscono in modo significativo.

Ricordo che per poter formulare una diagnosi, per impostare la terapia più adeguata a ogni caso specifico e sapere la prognosi vi dovrete rivolgere al vostro veterinario di fiducia per una visita completa, delle analisi del sangue, analisi delle urine e un’ecografia addominale.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Posso dare il cortisone al mio cane?

I cortisonici sono dei farmaci con cui impostare una terapia solo in determinati casi e mettendo su una bilancia i rischi e i benefici al fine di decidere se effettivamente serve in quello specifico protocollo terapeutico.

Perché viene prescritto il cortisone?

Per le loro proprietà antiinfiammatorie, i corticosteroidi sono una preziosa classe di farmaci, e vengono utilizzati per trattare le condizioni infiammatorie lievi, o per sopprimere l’infiammazione associata ad una risposta allergica.
Se assunti in dosi elevate, agiscono come farmaci immunosoppressori.
La maggior parte dei farmaci corticosteroidei prescritti sono sintetici e includono prednisone, prednisolone, dexametasone, triamcinolone e metilprednisolone.
Queste forme sintetiche sono molto più potenti delle forme naturali e in genere durano molto più a lungo, ma proprio per la maggiore aggressività e durata l’animale deve essere attentamente monitorato per ridurre al minimo i rischi di gravi effetti collaterali.

Come si possono ridurre gli effetti collaterali?

Fortunatamente si possono seguire alcune semplici linee guida per tentare di minimizzare gli effetti collaterali, come ad esempio:

  • Evitare di utilizzare i glucocorticoidi ogni giorno, salvo quando necessario. Soltanto le malattie immune-mediate pericolose richiedono l’uso quotidiano di steroidi giornalieri mentre la maggior parte dei protocolli richiede l’uso quotidiano di cortisone solo durante la fase iniziale di trattamento. Se il vostro cane sta assumendo corticosteroidi per ridurre il prurito o per il dolore muscoloscheletrico, cercate di somministrarli a giorni alterni o fatevi consigliare una combinazione di trattamento alternativa.
  • Se il vostro cane richiede più di tre o quattro mesi di cortisone, la condizione dovrebbe essere riesaminata o preferire altre opzioni di trattamento meno aggressive.
  • Cani in cura con corticosteroidi a lungo termine devono essere monitorati con esami trimestrali e con colture di urina e sangue ogni sei mesi.

I corticosteroidi sono farmaci spesso indispensabili per salvare e migliorare la qualità della vita di molti cani. Collaborando con il veterinario, potete utilizzare in modo sicuro questi farmaci e dare al vostro cane sollievo e le cure di cui ha bisogno e che merita. Non prendete mai decisioni da soli e lasciatevi seguire e consigliare da un professionista.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Cane che morde

Recentemente ho svolto uno studio statistico nella città di Firenze, scoprendo che negli ultimi dieci anni le morsicature di cane sono addirittura triplicate! I motivi sono i più svariati, dalla moda dilagante di detenere cani non particolarmente adatti a vivere in contesti familiari, all’aumento della stipula di assicurazioni di responsabilità civile verso terzi…ed ecco che i più furbetti imparano anche a fare un lucro sul più banale dei morsi! Se a tutto questo ci aggiungiamo una scarsissima diffusione della cultura cinofila, ecco spiegato l’arcano. Ma perché un cane arriva a mordere? Il nostro studio non prende in considerazione il contesto purtroppo, ma possiamo insieme scoprire quelli più comuni:

  • Mancanza di socializzazione: se il cane non ha fatto esperienze durante il periodo sensibile, è probabile che sia a disagio in molte situazioni, malessere che nei casi più estremi può arrivare al morso;
  • Dolore e problemi organici in generale: il motivo più diffuso è questo, pertanto se l’aggressività del vostro cane è apparentemente immotivata, una visita dal medico veterinario di fiducia per escludere patologie è sempre la prima cosa da fare;
  • Comunicazione inadeguata: i cani comunicano principalmente con la postura e le vocalizzazioni, a noi spetta il compito di imparare a riconoscere i segnali principali, onde evitare di incappare in spiacevoli malintesi;
  • Bisogno di distanziamento: molti cani, soprattutto adulti, non gradiscono che individui esterni al loro gruppo sociale entrino nella loro sfera intima. Qualcuno può andare oltre alla semplice minaccia e passare al morso.
  • Istinto predatorio: alcuni cani per selezione genetica, per apprendimento o per motivi patologici, possono avere un istinto predatorio altamente marcato.

Le vittime di un aggressione finalizzata al morso possono essere umane (compresi i membri della famiglia), conspecifici, ma anche altri animali, ad esempio gatti o animali da reddito.

In Italia il protocollo ASL ai fini del contenimento della rabbia, rende la morsicatura di cane un evento piuttosto problematico e costoso: sia la vittima che l’aggressore vengono contattati e subiscono una visita per verificare eventuali sintomi riconducibili a questa malattia; il medico veterinario può anche ordinare l’isolamento del cane! Oltre a ciò, l’aggressore viene valutato anche dal punto di vista del rischio comportamentale, con la possibilità di finire nella lista dei soggetti a rischio potenziale elevato prevista dalla normativa vigente.

Il morso è un evento con un alto indice di recidività: il cane quasi sempre ottiene quello che vuole con questo metodo, pertanto è molto importante non sottovalutare comportamenti aggressivi del cane ( a chiunque siano rivolti) e valutare immediatamente un consulto con un professionista esperto e altamente qualificato. La prevenzione in questi casi è l’arma più importante!

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

I cortisonici e i loro effetti collaterali

Iniziare una terapia cortisonica non è mai una decisione da prendere alla leggera e sicuramente non è mai una scelta che il proprietario di un cane dovrebbe prendere in autonomia. Indubbiamente il cortisone è un valido alleato in molte situazioni e alcune volte risulta indispensabile, ma non dovrebbe mai essere utilizzato come prima opzione terapeutica e comunque non prima di avere una corretta diagnosi della problematica in atto.

Che cosa sono i cortisonici?

I cortisonici sono farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, con struttura analoga ai corticosteroidi endogeni. Questi ultimi vengono sintetizzati nei surreni a partire dal colesterolo e sono suddivisi in due categorie: quella dei mineralcorticoidi e quella dei glucocorticoidi.
I cortisonici di sintesi hanno struttura simile a quelli endogeni e come tali si caratterizzano per la presenza dell’anello ciclopentanoperidrofenantrenico tipico del colesterolo e degli ormoni steroidei; sulla struttura base vengono effettuate delle sostituzioni a livello degli atomi di carbonio per esaltarne la potenza antinfiammatoria e ridurne gli effetti collaterali sul metabolismo intermedio.

Per che cosa possono essere utilizzati?

I cortisonici si trovano in preparazioni destinate all’uso topico (da applicare sulla pelle o sulle mucose), inalatorio, orale e sistemico (esteri solubili e come tali iniettabili). Le indicazioni terapeutiche di questi farmaci sono piuttosto numerose; tanto per citare qualche esempio, i cortisonici vengono classicamente impiegati in presenza di artriti, dolori ed infiammazioni articolari, dermatiti, reazioni allergiche, asma, rinite, lupus eritematoso sistemico, epatite cronica autoimmune e malattie infiammatorie intestinali. Il loro utilizzo rimane comunque palliativo, cioè destinato ad attenuare i sintomi di una malattia senza rimuoverne la causa.

Quali effetti collaterali presentano?

  • Determinano ritenzione di sodio aumentando l’escrezione del potassio, la quale cosa porterà a: ipertensione, edemi, ritenzione idrica, ipokalemia (livello basso di potassio nel sangue)
  • Riducono l’assorbimento intestinale di calcio antagonizzando il trasporto mediato dalla vitamina D. Allo stesso tempo ne aumentano l’escrezione portando ad avere problemi di osteopenia.
  • Aumentano la glucogenesi, ovvero la sintesi del glucosio a partire dagli aminoacidi e diminuiscono l’utilizzazione periferica di glucosio, causando così: iperglicemia, insulino resistenza, diabete mellito.
  • Aumentano il catabolismo proteico tranne nel cuore e nel sistema nervoso centrale con conseguente atrofia muscolare, fragilità capillare, ritardata guarigione delle ferite.
  • Aumentano il catabolismo dei lipidi, per cui si innalzano gli acidi grassi liberi e i corpi chetonici nel sangue che si manifesterà con una redistribuzione del grasso corporeo, che andrà ad accumularsi a livello del viso, del collo e dell’addome, mentre si ridurrà a livello degli arti dando ipotrofia muscolare.
  • Possono dare fenomeni psicotici per elevazione del tono dell’umore, insonnia mattutina che si trasformeranno in sintomi depressivi alla sospensione.
  • A livello ematico determinano aumento dei globuli ossi ed emoglobina, aumentano i neutrofili e riducono il numero dei linfociti (azione antilinfoblastica).

Da questa lista lunga lista è facile intuire come prima di decidere di iniziare una terapia cortisonica si devono valutare i pro e i contro dell’effettivo benefico e degli eventuali effetti collaterali e mai una decisione del genere dev’essere presa di spontanea volontà da parte del proprietario del cane, ma dovrà sempre seguire il consiglio del veterinario che dovrà monitorare il prosieguo della terapia.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Nomi femminili per cani

Nomi cani femminili con la A

  • ASIA: Deriva dal latino con il significato di “molto trasparente”.
  • ARIEL: Preso dall’ebraico, significa “Leone di Dio”.
  • AYSHA: Deriva dall’arabo e significa “ricco di vita, prosperità”.
  • ALPHA: È la prima lettera dell’alfabeto greco e anche il nome della costellazione del Centauro.
  • ALIA: una delle cinquanta nereidi della mitologia greca.
  • ALTEA: Deriva dal greco e significa “guaritrice”.
  • AKEMI: Nel mondo giapponese assume il significato di “bellezza luminosa”.
  • ALIDA: Preso dall’antico tedesco, significa “eroina, guerriera”.
  • ASTRID: Deriva dall’antico sassone con il significato di “amata dagli dei”.
  • ALMEA: Nel mondo arabo era la donna richiesta dai notabili per allietare con danze le loro feste.

Nomi cani femminili con la B

  • BARAKA: Traduzione francese di “fortuna, buona stella”.
  • BLAZE: In inglese vuol dire “fiamma vampata, incendio, splendore”.
  • BORA: Vento gelido del nord.
  • BRIGIT: Divinità celtica della saggezza, protettrice di poeti, fabbri e guaritori.
  • BIGIA: Di colore grigio.
  • BIRBA: In senso figurato e affettuoso, con il significato di astuto e sveglio.
  • BIRKE: In tedesco significa “betulla”.

Nomi cani femminili con la C

  • CORA: Deriva dall’antico nome greco Kóre che significa “fanciulla, giovinetta”.
  • CLELIA: Dal greco kleòs, ovvero “gloria”.
  • CLOE: Dall’antico nome greco Chlóe che significa “germoglio”.
  • CLEA: Deriva da Cleopatra, che in greco significa “gloria, fama”.
  • CLIO: Musa della poesia epica e della storia.
  • CALLIOPE: Musa della poesia epica.
  • CLIZIA: È il nome della ninfa trasformata in “girasole”.
  • CASSIOPEA: Significa “costellazione”.

Nomi cani femminili con la D

  • DROP: Traduzione in inglese di “goccia”.
  • DEW: In inglese significa “rugiada”.
  • DAISY: È il nome proprio della “margherita”, sempre in inglese.
  • DIOSA: Traduzione dallo spagnolo di “dea”.
  • DÉSIRÉE: Traduzione dal francese di “desiderata”.
  • DANA: Divinità celtica della conoscenza.
  • DIDONE: Regina di Cartagine.
  • DWIN: Divinità celtica dell’amore e della bellezza.
  • DUANA: Nome di origine gaelica che significa “ombroso, scuro”.
  • DAFNE: Ninfa greca che prende il significato di “pianta di alloro” dato il mito

Nomi cani femminili con la E

  • ETOILE: Dal francese, “stella”.
  • ERA: Moglie di Zeus, protettrice del matrimonio e delle nascite.
  • ERIS: Dea greca della distruzione
  • EGLE: Nome della più bela delle Grazie, significa “la splendente”.
  • ELEKTRA: Nome di una delle Pleiadi con il significato di “bionda come l’ambra”.
  • EBE: Dea greca della giovinezza, significa “gioventù”.
  • ELSA: Nome ebraico composto con il significato di “il mio Dio è perfetto”.
  • ESTIA: Corrisponde alla dea romana Vesta, protettrice del focolare domestico.
  • EDELWEISS: Dal tedesco, il nome della “Stella Alpina”.
  • ELETTRA: Una delle sette stelle della costellazione delle Pleiadi.
  • ERSILIA: Nome preso dalla mitologia latina con il significato di “tenera”.

Nomi cani femminili con la F

  • FRIDA: Nome di origine tedesca dal significato di “pace, sicurezza”.
  • FEDORA: Nome femminile russo che vuol dire “dono di Dio”.
  • FENICE: Uccello mitologico chiamato anche “uccello di fuoco”.
  • FIDES: Dal latino, “fiducia” o “fede”.
  • FRIPONNE: Dal francese, “birichina”.
  • FEBE: Dal greco Phoibos, nome del sole, che significa “splendida, luminosa”.
  • FRIGG: Nella mitologia nordica è la dea della fertilità e della fecondità, moglie di Odino.
  • FERONIA: Dea etrusca del fuoco e della fertilità.
  • FLORA: Dea latina della primavera.

Nomi cani femminili con la G

  • GLEE: Traduzione inglese di “gioia”.
  • GINGER: sempre in inglese significa “pepe, vivacità”.
  • GEA: Divinità greca che simboleggia la Terra.
  • GANA: In spagnolo, traduzione di “voglia”.
  • GEISHA: Danzatrice e intrattenitrice giapponese.
  • GRACE: Questo nome deriva dal latino Gratia e significa “leggiadra, piacevole”.

Nomi cani femminili con la H

  • HOSHI: In giapponese, traduzione di “stella”.
  • HINKI: nella mitologia nordica indica colei che rallenta il carro del sole per lasciar passare la notte, protettrice delle fasi lunari.
  • HADA: Traduzione spagnola di fata.
  • HARUKA: Traduzione giapponese della parola “primavera”.
  • HIMA: In Polinesia è la bellissima fanciulla che vive sotto le sembianze di pesce quando è in acqua.
  • HATHOR: In Egitto era la dea della fertilità, dell’amore e della bellezza che proteggeva le donne e il matrimonio.
  • HNOSS: Nella mitologia nordica significa “gioiello”, una delle bellissime figlie di Freya.
  • HAMSHIRA: In pashtun significa “sorella”.

Nomi cani femminili con la J

  • JASMINE: Nome inglese che deriva a sua volta dal persiano Yasmine, ovvero la pianta del “gelsomino”.
  • JAMILIA: Nome di origine araba e significa “bella”.
  • JOLIE o JOLISSE: Traduzione francese di “grazia, graziosa, carina”.

Nomi cani femminili con la K

  • KIRA: Nome di origine greca dal significato “regina”.
  • KIMI: Secondo la lingua Indio-americana significa “segreto”.
  • KAJA: “La mia sorellina”, sempre in indio-americano.
  • KALI: Divinità indiana che rappresenta le forze distruttive della natura.

Nomi cani femminili con la I

  • INQILABI: In lingua araba significa “rivoluzionaria”.
  • IDRA: Nome della costellazione più grande attualmente conosciuta.
  • IRIS o IRIDE: Nome che viene dal greco e significa “arcobaleno”.
  • ISIDE: Dea dell’Antico Egitto, moglie di Osiride.
  • IKEBANA: In giapponese letteralmente significa “fiore che prende vita posto in acqua”.
  • ILONA: Versione ungherese di Elena, nome che deriva dal greco Ἑλένη e che significa “scintillante, splendente”

Nomi cani femminili con la L

  • LIEBE: In tedesco significa “amore”.
  • LIUBA: Sempre “amore” ma in lingua slava.
  • LEYLA: Nome femminile arabo il cui significato è “bellezza della notte”.
  • LIRA: Costellazione di cui fa parte una delle stelle più luminose del cielo.
  • LEA : Deriva dal greco Leaina e significa “leonessa”.
  • LOSNA: Dea etrusca della Luna.
  • LEXA: Nome di origine inglese che significa “protettrice”.

Nomi cani femminili con la M

  • MAYA: In Nepal significa sia “amore” che “energia”.
  • MELODY: Traduzione inglese della parola “melodia”.
  • MILLA: Nome mapuche che significa “oro”.
  • MAYET o MAAT: Presso gli egizi era la Dea della Verità.
  • MAB: Regina delle fate in “Romeo e Giulietta” di Shakespeare.
  • MALIA: Significa “incanto, fascino”.
  • MICOL: Nome di origine ebraica, “Colei che regna”.
  • MIKU: Nome giapponese che racchiude il significato de “Il futuro che deve ancora arrivare”.
  • MISAKI: Altro nome giapponese il cui significato è “Bellezza che sboccia”.
  • MIRZAM: Stella della costellazione del Cane Maggiore.
  • MUSMÈ: Giovane donna giapponese.
  • MARIGOSA: In dialetto sardo significa “amara”.

Nomi cani femminili con la N

  • NAMID: È un nome di origine indio-americano che vuol dire “colei che danza tra le stelle”.
  • NOEMI: Dall’ebraico Noam che significa “delizia”.
  • NILDE : Deriva dall’antico sassone Hilde e significa “guerriera”.
  • NINFA : Deriva dal greco e sta a significare “sposa”.
  • NIKE: In greco significa “vittoria”.
  • NACRE: In francese vuol dire “madreperla”.
  • NYX: Nella mitologia greca dea della notte da cui nasce Eros.
  • NAIADE: Ninfa greca delle acque, delle sorgenti, delle fonti.
  • NIKLA: Deriva dal greco e bizantino Nikolaos e significa invece “vincitore tra il popolo”.
  • NAPÈA: Nella mitologia greco-latina era la ninfa dei boschi.
  • NORTIA: Dea etrusca del fato e della sorte.
  • NAUSICA: Aiutante di Ulisse dopo il naufragio in mare.
  • NOISETTE: Traduzione francese di “nocciolina, dal color nocciola”.

Nomi cani femminili con la O

  • OLIMPIA: Dal greco Olympia, ovvero colei “che abita l’Olimpo”, la casa degli Dei.
  • OMEGA: Ultima lettera dell’alfabeto greco.
  • ORIA: Deriva dal tardo nome latino di Aurea che significa “bella, preziosa come l’oro”.

Nomi cani femminili con la P

  • PEGGY: Traduzione inglese del diminutivo di “Margherita”.
  • PENELOPE: Fedele sposa di Ulisse.
  • PARI: In lingua Pashtun significa “bellezza”.
  • PSICHE: Bellissima fanciulla amata da Eros.

Nomi cani femminili con la R

  • RUTH: Nome ebraico che significa “amica”.
  • ROXIE: Deriva dalla parola persiana ròcsi che significa “alba”.
  • REGINA: Dal germanico Regin, ovvero “persona che dispensa buoni consigli”.
  • RUNA: Indica i segni dell’antico alfabeto germanico usato nell’area scandinava.

Nomi cani femminili con la S

  • SHENNY: Dall’inglese con il significato di “splendente, rilucente” riferito al pelo.
  • SALOMÈ: Era una principessa giudea che eseguì la leggendaria danza dei sette veli. Il nome in aramaico significa “felice”.
  • SASHA: Deriva dal greco, è il diminutivo di Alessandra e significa “protettrice degli uomini”.
  • SYRIA: È il nome che i Romani davano alla divinità orientale Darketo, identificata con Afrodite.
  • SVEVA: Significa “luce” e proviene dalla lingua slava.
  • SIF: Nella mitologia nordica è la sposa di Thor e bellissima dea dalle chiome dorate.
  • SUMIKO: Significa “carbonella” in giapponese.
  • SWAMI: Nel vocabolario giapponese significa “amore”.
  • SHILA o SHEILA: Deriva dall’irlandese Sheela, dea della maternità e della fecondità.
  • SAKI: Il Saki è il tipico “fiore di ciliegio” giapponese.
  • SURI: È il nome dato alla principessa in ebraico.
  • SAFFO: Poetessa greca molto raffinata che scrisse “L’inno ad Afrodite”.
  • SKADHI: Nella mitologia nordica `una gigantessa che vive di caccia e scia tutto il tempo.
  • SNOTRA: È la personificazione della saggezza nella mitologia nordica.

Nomi cani femminili con la T

  • TAMARA: In ebraico significa “palma”, simbolo di superiorità ed eccellenza.
  • TECLA: Il nome ha origine germanica e significa “lucente”.
  • TANKAH: Nell’antica lingua Maya indica gli “spiriti liberi”.
  • TIARA: significa “diadema” in inglese.
  • THALNA: Era la dea etrusca del parto.
  • TANI: Significa “vallata” in giapponese.
  • TULA: Significa “luce di Dio” in quanto abbreviazione del nome greco Futula.
  • TAMI: In sanscrito significa “spezia”.

Nomi cani femminili con la U

  • URANIA: Musa dell’astronomia e della poesia in greco.
  • UNI: Era la dea etrusca del cosmo, corrispondente alla dea greca Era.

Nomi cani femminili con la V

  • VESTA: Era la divinità romana del focolare e della pace domestica.
  • VANDA: significa “agile” in tedesco.
  • VERA: Deriva dal latino verus, ovvero colui che è “vero, che dice il vero”.
  • VOLVA: Nella mitologia nordica era la maga “veggente” sempre in contatto con gli dei.
  • VASYA: Diminutivo di Vassillissa, nome di origine russa che vuol dire “regale, maestoso”.

Nomi cani femminili con la W

  • WANDA: Deriva dall’antico tedesco Wand e significa “destrezza, agilità”.
  • WOLKE: Sempre in tedesco significa “nuvola”.
  • WINONA: È il nome indio-americano per indicare la “primogenita”.

Nomi cani femminili con la X

  • XENIA: Termine con cui venivano definiti i doni che si scambiavano gli ospiti greci e romani.
  • XENA: a principessa guerriera di una famosa serie televisiva, personaggio inventato ma che maneggia senza difficoltà vari tipi di armi e affronta senza timori le più incredibili imprese.

Nomi cani femminili con la Y

  • YARA: Nome di origine incerta ma probabilmente azteca che significa “primavera”.
  • YAGA: Strega malefica dei racconti popolari russi e slavi.

Nomi cani femminili con la Z

  • ZENA: Il nome deriva dal greco, latinizzato in Zenas e significa “vivente”.
  • ZULEJKA: Nome di origine araba per chiamare una “principessa”.
  • ZARA o ZAIRA: Il nome deriva dall’arabo Zahirah e significa “fiore” o “rosa”.
  • ZOE: Nome femminile greco che significa “vita”. Zoe era una schiava martirizzata insieme al marito perché si rifiuta di adorare gli dei pagani.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

La vista del cane

Come vedono i colori i cani?

La maggior parte delle persone sono convinte che i cani vedano in bianco e nero, ma non è così poiché loro riescono a vedere i colori, solo che il loro spettro è differente dal nostro, è più ristretto e i colori appaiono più sfocati, con meno contrasto tra loro. Il modo in cui vedono i colori è simile a come vedono gli umani daltonici. Questo è dovuto ad un motivo tecnico, infatti nei nostri amici a quattro zampe i coni, uno dei tipi di recettori retinici, quelli deputati alla visione dei colori e alla visione distinta, sono due al contrario dell’uomo dove sono tre.
Questo implica che per i cani l’arcobaleno è formato da: blu scuro, blu chiaro, verde, giallo-grigio, giallo scuro (una specie di marrone) e un verde-grigio molto scuro. E fondamentalmente questo vuol dire che i cani vedono il mondo nei colori giallo, blu e grigio.

Come vedono da vicino? Come vedono da lontano?

I cani vedono poco bene da vicino e dalla media distanza, mentre vedono molto meglio le cose lontane e fanno molta meno fatica a vedere oggetti/persone in movimento rispetto a quelli fermi.
Per quanto riguarda l’illuminazione vedono meglio con luci basse o anche tremolanti, invece che con le luci forti.
Infine, c’è da considerare anche il loro campo visivo che è di 240 gradi, per via del posizionamento dei loro occhi, a differenza degli umani in cui è di 180 gradi, questo vuol dire che la loro visione periferica è molto più sviluppata e sono in grado di percepire anche piccoli movimenti molto rapidi.

Visione notturna

I cani vedono meglio di notte rispetto all’uomo. Questo perché la loro cornea e la loro pupilla sono più grandi ed ovviamente perchè sono predatori. L’uomo, invece, vivendo prevalentemente di giorno, alla luce, ha una capacità molto maggiore nella percezione dei colori rispetto al cane.

Da quello di cui abbiamo parlato capite bene che quando si gioca con il cane, meglio non lanciargli una pallina arancione in un prato: farebbe fatica a vederla, ma è da preferire una pallina blu.
In ogni caso, la vista non è il senso più importante del nostro amato fido, per la sua sopravvivenza il senso più importante e sviluppato è l’olfatto.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Ciotola di Aragosta di mare

Cucinare è un gesto d’amore: è un modo per dire “ti amo”. 💜 Allora perché oggi non cucini per il tuo cane?

Ingredienti

  • 1 confezione di Barkyn al gusto di Aragosta
  • 40 g di mix di cereali (riso integrale, farro e orzo)
  • Una dozzina di foglie di spinaci 3 o 4 taccole
  • ¼ di mela senza semi e sbucciata
  • Olio extra vergine di oliva

 

Procedimento

Cuoci le taccole per qualche minuto in acqua bollente, poi passale in acqua fredda per interrompere la cottura e mantenerle croccanti. Mettile da parte.

Cuoci il mix di cereali nella stessa acqua di cottura delle taccole per circa 15 o 20 minuti. Una volta cotto, scolalo, condiscilo con un cucchiaino di olio extravergine di oliva e lascialo raffreddare.

Alla base del piatto (ovvero la ciotola) aggiungi Barkyn al gusto di Aragosta, il mix di cereali e infine completa con l’insalata di spinaci, le fette di mela e le taccole.

 

Come insegno al mio cane a stare nel kennel?

La cosa peggiore che possiamo fare è utilizzarlo come punizione, ovvero spedirci dentro il cane con la forza dopo che ha avuto un comportamento indesiderato. Niente di più sbagliato! Il kennel non è uno strumento satanico, bensì un luogo protetto e isolato dove il cane può imparare a sentirsi a suo agio, anche quando si trova lontano da casa. Immaginate un cane timido e pauroso, ma anche un individuo un po’ asociale, reattivo, magari anche aggressivo…sarebbe un incubo portarlo dal veterinario, dal toelettatore, alle fiere, alle mostre, sui mezzi pubblici. Tutto diventerebbe uno stress, sia per lui che per voi! Per questo il trasportino deve diventare fin da subito un’isola felice per ilo vostro cane, anche se ha un temperamento tranquillo e socievole, un domani potrebbe subire un’operazione, avere dolore…non si può mai sapere! Per questo insegnargli fin da piccolo a considerare la gabbia come un luogo sicuro e non un qualcosa da cui scappare è veramente fondamentale!

Come fare allora nella pratica?

E’ molto semplice. Innanzitutto non dovete mai obbligarlo per nessuna ragione. Lasciate la porta del trasportino aperta, ogni tanto lanciateci dentro un biscottino gustoso, prima sul bordo e poi sempre di più all’interno. Vanno benissimo anche un gioco o una pallina se il cane li preferisce! Se il cane si avvicina al kennel, lo tocca o anche semplicemente lo guarda, premiatelo subito! Stessa cosa dovrete fare quando inizierà ad entrarci dentro. Mi raccomando concedetegli il tempo che gli serve, non abbiate fretta! Una volta che si sarà messo tranquillo nella gabbietta, sedetevi con lui, accarezzatelo e fatelo sentire a suo agio. Avete appena fatto qualcosa di cui in futuro sarete orgogliosi, appena vi sarete resi conto di quanto è utile!

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

Perché non dovresti lasciarti baciare dal tuo cane sul viso

Ogni proprietario sente il proprio cane quasi come se fosse il proprio figlio e quindi lascia correre e tollera gesti che invece non dovrebbero essere permessi, come quello di leccare sul volto o peggio ancora sulla bocca. Scopriamo insieme quali sono i motivi per cui non gli dovrebbe lasciar fare.

  • Contaminazione fecale
    Non ci si deve scordare che i nostri amici a quattro zampe con la loro bocca si puliscono zampe, genitali e leccano a terra è quindi molto probabile che a livello della bocca del cane ci siano tracce di batteri fecali che possono essere anche contagiosi per l’uomo.
  • Infestazioni parassitarie
    Pulendosi i genitali o leccando in strada i cani entrano in contatto anche con molti parassiti alcuni dei quali possono infestare anche il corpo umano.
  • Infezioni fungine
    La Tinea corporis(tigna) è una delle infezioni micotiche che più facilmente possono trasmettersi dal cane all’uomo attraverso i baci. Un cane affetto da tigna lo si riconosce dal fatto che presenta zone senza pelo con desquamazione della pelle. È bene far curare subito il cane e nel frattempo limitare il contatto fisico ed aumentare la pulizia delle mani.
  • Infezioni batteriche
    Molto pericolosa è l’infezione generata dalla Capnocytophaga canimorsus, un microorganismo che vive sulle gengive dei cani e dei gatti e che si trasmette con un morso o con una leccata. All’infezione sono più esposti gli individui con altre patologie croniche, e i sintomi vanno da una normale influenza ad una setticemia fulminante.

Da questo elenco si capisce rapidamente che le conseguenze di un semplice “bacio” potrebbero essere anche molto problematiche per l’uomo ed è bene quindi perdere l’abitudine di entrare a contatto con la bocca e la saliva del proprio cane al fine di preservare la propria salute. D’altronde esistono tanti altri modi di poter interagire e legare con il proprio cane e molto più sicuri, come ad esempio massaggiandolo.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Regole su come fare un massaggio al mio cane

I benefici di un massaggio al tuo cane

È un ottimo momento di condivisione ed è anche un modo perfetto per legare con il proprio cane. Inoltre, apporta dei veri e proprio benefici:

  • Migliora la circolazione sanguigna;
  • Tonifica i muscoli;
  • Allevia i dolori muscolari;
  • Aiuta i cagnolini più insicuri a prendere coscienza del proprio corpo;
  • Elimina i punti di stress, come ad esempio potrebbe essere quello a livello del collo per via del collare;
  • Aiuta il proprietario a capire se il cane ha dolore/fastidio in un punto particolare e ad identificare rapidamente la comparsa di anomalie a livello cutaneo.

Come si massaggia il cane?

Come prima cosa è fondamentale scegliere uno spazio tranquillo per metterlo a proprio agio, inizialmente magari si farà fare solo massaggi di breve durata e poi a mano a mano si potranno allungare i tempi a seconda di quello che il cane tollera. È importante, soprattutto nelle prime sessioni, studiare dove e cosa gli piaccia farsi massaggiare perché non tutti cani sono pronti a farsi toccare ogni parte del corpo e bisogna rispettare le loro volontà altrimenti poi diventa più uno stress e si perde tutto il beneficio.
Il massaggio non dovrebbe essere eseguito a caso, ma segue uno schema ben preciso, i movimenti devono essere delicati senza utilizzare troppo vigore. Non interrompere mai bruscamente il massaggio e cominciarlo a fare solo se effettivamente si ha tutto il tempo necessario da dedicargli, non è una pratica che deve essere fatta di fretta e si deve rispettare il tempo di cui ha bisogno.

Quali zone massaggiare?

È preferibile partire dalla base del cranio, seguendo la colonna vertebrale facendo movimenti circolari e coinvolgendo anche la coda, sempre che il cane non ne sia geloso. Dopodiché massaggiare la testa eseguendo movimenti circolari dalla base del cranio fino alla parte inferiore del collo e dalla punta del muso fino alla base del cranio, coinvolgendo anche orecchie e mascella.
Passare poi alle costole fino ad arrivare alla pancia e con la mano piatta eseguire dei movimenti circolari, questa anche rappresenta una zona di cui gli animali sono spesso gelosi quindi non li si deve forzare se non si vogliono far toccare. A questo punto si può passare alle zampe effettuando movimenti lenti e dolci e seguendo tutta la loro lunghezza.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn