Malattie del fegato del cane

Come funziona il fegato?

Prima di capire quali possono essere i problemi legati alle disfunzioni epatiche, facciamo un breve riepilogo sulle funzioni ordinarie di un fegato funzionante.
I compiti del fegato sono molteplici:
• produce importanti fattori essenziali per la coagulazione
• regola il metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine
• funge da deposito di vitamine, lipidi, glicogeno, rame, ferro e zinco.
• si occupa del metabolismo e/o eliminazione di sostanze tossiche e farmaci

Sintomi:

Se il nostro Amico presente delle disfunzioni al fegato i principali sintomi riconoscibili sono:
• perdita di peso,
• vomito,
• diarrea,
• letargia,
• ittero (pigmentazione giallastra delle mucose e della pelle)
• ascite (raccolta di liquido in cavità addominale)
• feci acoliche (pallide)

Alimentazione in corso di malattie epatiche

In corso di malattie epatiche lo scopo dell’alimentazione è quello di offrire un adeguato apporto nutrizionale al fine di limitare la perdita di peso, che condurrebbe inevitabilmente ad un peggioramento delle condizioni epatiche e all’accumulo di radicali liberi e sostanze tossiche, che potrebbero provocare complicazioni metaboliche.

Carboidrati

I carboidrati da preferire sono quelli complessi come riso, pasta o avena, aiutano l’organismo ad assorbire l’ammoniaca in eccesso e a ridurre i rifiuti azotati, inoltre devono essere semplificati nell’intestino prima di arrivare ad accumularsi poco a poco nel fegato.

Lipidi

Il ruolo dei lipidi nei disturbi epatici non è stato ancora ben chiarito, certamente hanno effetti benefici in quanto la rendono la crocchetta più appetibile per un cane malato, aumentano l’apporto energetico della dieta e l’assorbimento delle vitamine liposolubili, inoltre sono un importante riserva di acidi grassi essenziali.

Proteine

I nutrienti più importanti, per un cane affetto da problemi al fegato, sono le proteine. E’ fondamentale offrire al cane proteine ad alto valore biologico, preferendo quindi le proteine di origine animali a scapito delle vegetali, più difficilmente digeribili e meno nutrienti.

Oltre alle proteine di origine animale possono essere fornite proteine derivanti dai latticini.

Vitamine e sali minerali

L’integrazione con vitamine e minerali è essenziale, soprattutto le vitamine E e C, la carnitina e L-Arginina.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

10 Piante tossiche per i cani

Dracena

La Dracena è una pianta originaria dell’Africa tropicale e dell’Asia, è generalmente più conosciuta con il nome di “Tronchetto della felicità”: una pianta composta da abbondanti foglie molto fini.
L’ingestione delle foglie può determinare debolezza, perdita di equilibrio, depressione, vomito, diarrea e rigonfiamento del muso.

Azalea

L’azalea è un arbusto da fiore dai colori molto attraenti per i cuccioli. Il rosicchiamento delle foglie promuove la fuoriuscita di un nettare estremamente orticante per le mucose del cane, in grado di indurre nausea, vomito, scialorrea (abbondante salivazione) e perdita dell’appetito.

Oleandro

L’Oleandro è sicuramente fra le piante tossiche più conosciute. Il principio tossico contenuto nelle foglie è l’oleandrina, una sostanza dal sapore amaro. Questa caratteristica lo rende poco attraente per i cani e le sue ingestioni sono prevalentemente accidentali.
I sintomi dell’intossicazione possono comparire anche alcune ore dopo l’ingestione con nausea e vomito, seguiti da diarrea emorragica e ulcere della mucosa orale. A livello cardiaco l’oleandro può causare disfunzioni del normale battito.

Ciclamino

I principi attivi che rendono il ciclamino tanto tossico per i cani sono: la ciclamina e le saponine.
In genere tutta la pianta può provocare gravi problemi gastro-intestinali e convulsioni. L
a parte del ciclamino maggiormente tossica è rappresentata dal bulbo.

Pothos

L’ingestione delle foglie del Pothos può causare irritazioni del cavo orale, problemi di digestione (diarrea, vomito) e in alcuni casi anche le convulsioni.

Spatifillo

Questa pianta contiene cristalli insolubili di ossalato di calcio. Il contatto dei cristalli con la mucosa orale può creare dolorose lesioni con abbondante produzione di saliva, vomito e inappetenza.

Ortensia

I principi attivi tossici dell’Ortensia sono dei glucosidi dall’effetto cianotico, presenti nelle foglie e nei fiori. L’azione tossica si manifesta nei mesi caldi quando la pianta raggiunge il massimo grado di fioritura, e può scatenare vomito, diarrea e difficoltà respiratoria.

Lauroceraso

Tutte le parti della pianta sono velenose, in quanto contenenti tracce di cianuro. Fra i principali sintomi abbiamo nausea, vomito, diarrea e abbondante salivazione.

Stella di Natale

La Stella di Natale contiene un composto altamente urticante che può causare gonfiore, bruciore, irritazione a tutto l’apparato digerente, senso di soffocamento, vomito, coliche e diarrea.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Iperplasia prostatica benigna nel cane

Cos’è la prostata?

La prostata è una ghiandola di forma ovale, posta a ridosso dell’uretra, adiacente e sottostante il retto. E’ una ghiandola detta androgeno-dipendente: ossia il suo sviluppo, dimensione e capacità secernente sono fortemente influenzati dalla presenza del testosterone (l’ormone sessuale prodotto dai testicoli).

Cos’è iperplasia prostatica benigna?

Con il tempo la continua stimolazione del testosterone, presente già dai primi anni di vita del cane, promuove un accrescimento fisiologico della ghiandola, che può perdurare fino ad oltre il decimo anno di vita. In molti casi, questo continuo stimolo ormonale può condurre ad un patologico aumento di volume della ghiandola, promuovendo la compresa di specifici sintomi da compressione delle strutture adicenti la prostata (retto e uretra) oppure alla comparsa di cisti o infezioni della prostata diagnosticabili solo tramite controlli ecografici o radiografici.

Sintomatologia

Spesso l’ipertrofia prostatica benigna si presenta asintomatica e l’aumento della prostata può essere semplicemente rilevato da una palpazione rettale durante una visita di routine annuale dal veterinario. Nei casi più complessi si possono avere sintomi quali:
• costipazione,
• tenesmo (difficoltà nella defecazione),
• perdite di sangue dal pene o durante la minzione
• feci appiattite
• inappetenza
• rigidità nella deambulazione (a causa dell’intenso dolore)

Diagnosi

La diagnosi dell’ipertrofia prostatica prevede un accurata visita clinica del veterinario con esplorazione rettale, la quale permette di valutare dimensioni, simmetria e dolorabilità della ghiandola prostatica. Al fine di avere un quadro clinico completo, la diagnosi è sempre completata da un ecografia addominale. Oltre al controllo ecografico della prostata, andranno esaminati ecograficamente anche i testicoli, al fine di escludere la presenza di tumori testicolari.
Negli ultimi anni è stato approntato anche un test sierico di screening per l’ipertrofia prostatica benigna nel cane chiamato CPSE (Canine Prostate Specific arginine Esterase).

Terapia

La terapia di elezione per l’ipertrofia prostatica benigna è la castrazione chirurgica, ossia l’asportazione dei testicoli. La castrazione genera un drastico calo del testosterone che si rispecchia in una naturale involuzione del volume della prostata, la quale era alla base del patologico aumento di volume della prostata. Un paio di settimane dopo l’intervento di castrazione, è già possibile effettuare un ecografia di controllo e apprezzare la naturale involuzione della prostata.
Nei casi in cui un intervento chirurgico non fosse possibile, per via dell’alto rischio anestesiologico (es. animali anziani con malattie sistemiche non compensate) la castrazione chirurgica può essere sostituita da una castrazione chimica, effettuata tramite inserimento di un piccolo dispositivo ormonale a lento rilascio, il quale mimerà gli stessi effetti della castrazione per una durata di circa 6 mesi.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

4 razze di cani Segugio italiano

Le origini del Segugio appaiono essere molto antiche e risalenti ai tempi dei Faraoni di Egitto. Probabilmente sono stati proprio i commercianti fenici a farlo arrivare in Italia, dove ai tempi dei Romani venne incrociato con altre razze, generando l’esteso numero di varianti che oggi conosciamo.

Segugio dell’Appennino

Il Segugio dell’Appennino è un cane da caccia, nato e utilizzato da sempre per la caccia alla lepre. È molto ubbidiente, testardo e lavoratore: vuole portare a termine tutto quello che comincia. Ottimo come inseguitore, riesce a scovare ogni preda nascosta nei posti più celati. Caccia bene sia da solo, che in coppia e sa essere un ottimo leader qualora servisse un capo da seguire.

Segugio Italiano a pelo forte

E’ un cane allegro, vispo, mai aggressivo e abbastanza rustico. Non sarebbe un ottimo cane da compagnia se vogliamo un cane che che cerchi in continuazione coccole e attenzioni, anche se si mostra comunque molto affezionato alla sua famiglia. Tende ad essere indipendente, per questo è importante addestrarlo sin da cucciolo. Possiede un olfatto eccelso.
La sua caratteristica fisica è l’insolita ruvidità del pelo che gli dona un aspetto unico e lo rende facilmente distinguibile dalle altre razze di segugio.

Segugio Italiano a pelo raso

Il Segugio italiano a pelo raso si caratterizza per avere una buona muscolatura, una solida ossatura e un fisico molto asciutto. Ovviamente rimane tale se mantenuto in costante attività. Alcuni soggetti scelti come semplici cani di compagnia possono risentire della vita sedentaria cittadina, scoprendosi più predisposti all’accumulo di adipe a livello dei fianchi. Le orecchie sono grandi, a forma triangolare, e il peso generalmente non supera i 30 chili.

Segugio Maremmano

Il Segugio Maremmano è un cane da caccia da seguita utilizzato prevalentemente nella caccia al cinghiale, tuttavia si adatta bene anche nella caccia alla lepre e agli altri mammiferi. I maschi hanno la caratteristica principale di essere alti non più di 54 cm e di avere un peso che va dai 13 ai 23 kg, mentre le femmine sono alte dai 46 ai 52 cm. Il mantello può essere liscio oppure ruvido, ed è disponibile nelle colorazioni fulvo, nero o tigrato.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Cani e noce moscata: la possono mangiare?

Posso dare la noce moscata al cane?

La risposta è no, poiché questa spezia ricavata da un seme duro proveniente da un albero sempreverde è tossica per i cani, anche se quantitativi irrisori non creano conseguenze gravi, è sempre meglio evitarne l’assunzione.

Che sintomatologia causa?

Appurato che cani e noce moscata non possono essere abbinati, se il cane assume erroneamente una quantità non indifferente di noce moscata è possibile che si inneschi il grado di tossicità, che contraddistingue questa spezia. La noce moscata infatti è allucinogena e ingerirne grandi quantità provocherebbe al peloso un’esperienza davvero del tutto spaventosa. Il cane che assume questa spezia inoltre può mostrare la seguente sintomatologia:

  • Disorientamento;
  • aumento della frequenza cardiaca;
  • disidratazione;
  • pressione alta;
  • convulsioni.

Leggendo i sintomi elencati è facile capire come sia necessario rivolgersi al proprio medico veterinario per affrontare tempestivamente la situazione. Il veterinario monitorerà la situazione (la lavanda gastrica ha poco senso perché la noce moscata il più delle volte è “mascherata” all’interno di altro cibo) soprattutto per evitare la frequenza cardiaca troppo alta e correggerla con farmaci specifici al bisogno; l’osservazione continua fin quando i sintomi non cessano, indice che il tossico è stato eliminato dall’organismo.

Se erroneamente avete dato della pasta o altre pietanze cotte al forno, dove è presente della noce moscata, è possibile che possa mostrare una sintomatologia più lieve, rispetto a quella descritta in precedenza. Tuttavia è comunque possibile notare:

  • vomito;
  • diarrea;
  • altri disturbi intestinali.

Inoltre nelle pietanze cotte al forno è possibile che ci siano altri ingredienti come la cipolla, lo zucchero o altri ingredienti ancora come cioccolato, sale e burro che possono comunque creare dei problemi gastrointestinali al vostro cane.

Ponete sempre la massima attenzione a quello che mangia il vostro cane in quanto alcune sostanze possono essere molto pericolose per loro. Per qualsiasi dubbio rivolgetevi al vostro veterinario di fiducia.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

5 Razze di cani provenienti dall Africa

Basenji

Fra i cani di taglia ridotta, sul podio della resistenza siede il Basenji, razza ancora poco conosciuta, di origine africana. Il Basenji mantiene le caratteristiche del cane primitivo, le femmine generalmente vanno in calore soltanto una volta l’anno e per la sopravvivenza necessità di un minor apporto di cibo rispetto le altre razze. La sua genetica lo rende una cane poco predisposto a malattie dell’apparato muscolo-scheletrico o dermatologiche. Nonostante le contenute dimensioni (10 kg il maschio adulto), il suo spirito “selvaggio” rende il Basenji un cane poco adatto alla vita esclusiva in appartamento.

Ridgeback della Rodesia

E’ un cane di grande taglia, dal corpo allungato e la muscolatura ben sviluppata.
La sua peculiarità è la presenza di una ‘cresta sul dorso’, rappresentata da un’area di pelo invertito che questi cani hanno sul loro dorso, per questo motivo in passato veniva definito anche “cane leone”.

Boerboel o dogo africano

Sicuramente una razza meno conosciuta del precedenti. È un cane di tipo molossoide che è conosciuto internazionalmente come Mastino africano, Dogo africano o African Boerboel. Per creare questo incrocio pare siano stati usati il Bullmastiff, il Gran Ddanese e il Bullensbeisser (un cane di origini tedesche ora estinto).

Saluki

Il Saluki è anche conosciuto come cane reale d’Egitto o Levriero persiano, è un cane che spicca per eleganza, velocità e resistenza. Il Saluki accompagnava i nomadi del deserto nei loro infiniti viaggi lungo i vasti deserti africani ed era era prevalentemente utilizzato per la caccia alla selvaggina.

Sand Terrier Abissino

Si sa molto poco sulle sue origini, ma si tratta di una razza molto antica, cui la mitologia africana era solita attribuire poteri curativi soprannaturali. Questa razza può avere vari colori del “manto”: grigio chiaro, nero, bronzo, a chiazze con orecchie rosa o color sabbia chiaro, seppur la sua reale caratteristica che maggiormente ci lascia senza fiato è la totale assenza di pelo, anche se alcuni esemplari hanno qualche ciocca sul cranio e sulla coda.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Biscottini di zucca per cani

Ingredienti:

100g di zucca cotta e frullata
250g di farina a scelta fra grano tenero, integrale o riso
2 cucchiai di olio di girasole
2 uova
80 grammi di carne macinata a scelta

Preparazione:

Far bollire la zucca in acqua calda, frullarla in poca acqua e unirla alla carne, alle uova e olio di girasole.
Aggiungere piano piano la farina mescolando il tutto fino ad ottenere un composto ben compatto, per i più schizzinosi è possibile aggiungere un pizzico di sale, tanto per dare il sapore.
Stendere il composto con un mattarello e utilizzare delle formine a piacimento… a forma d’osso appare scontato?
Posizionate tutti i biscotti su una teglia con della carta forno e infornate i biscotti a 180° per 10-15 minuti (in base allo spessore scelto per il biscotto) o comunque attendere fino alla sua doratura.

Perché utilizzare la zucca?

La zucca rappresenta un alimento povero di calorie, ma naturalmente ricca di fibre con una spiccata azione diuretica e calmante. Questo aspetto è particolarmente interessante se a casa abbiamo un Amico a 4 zampe che ha da sempre problemi con la bilancia.
Come tutti gli ortaggi di colore arancione la zucca è naturalmente ricca di caroteni. I caroteni sono sostanze che l’organismo utilizza per la produzione di vitamina A e che hanno importanti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
Oltre alla vitamina A, la zucca contiene anche le vitamine C e B1 insieme a molti minerali tra cui calcio, fosforo sodio e potassio. Presenti anche aminoacidi e fibre.
Anche i semi di zucca hanno proprietà benefiche poiché sono naturalmente ricchi di acidi grassi essenziali, acido linoleico ed alfa-linoleico – rispettivamente Omega-6 e Omega-3.

La zucca e la protezione per le vie urinarie

I semi di zucca contengono la cucurbitina, una sostanza utile nella prevenzione delle disfunzioni e dei disturbi dell’apparato urinario, compresa la prostata. In alcuni preparati, la zucca è infatti un importante ingrediente utilizzato per la gestione della cistite.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

5 Razze di cani provenienti dall Asia

Husky Siberiano

La razza russa per eccellenza. Probabilmente fra le più conosciute al mondo.
Gli Husky sono cani che mantengono i forti tratti fisici e caratteriali del loro antenato lupoide. Sono caratterizzati da un temperamento fiero e determinato, alla continua ricerca di indipendenza e di nuove tracce olfattive da scoprire. Se non vengono sufficientemente appagati nelle loro uscite quotidiane, possiamo correre il rischio di “fughe indesiderate”, questi animali sono infatti capaci di scavalcare, muri e recinzioni pur di guadagnare la loro libertà.

Levriero afgano

Il suo peculiare aspetto fisco non può lasciar indifferenti, portamento fiero e manto lungo e sottile, lo mettono sul podio delle razze asiatico più interessanti. Ma il Levriero afgano non è solo bellezza, in quanto sembra essere particolarmente dotato di intelligenza e rapida capacità di apprendimento. Infine si mostra eccelso cane da caccia in campo aperto dove può superare i 60 km/h di velocità.

Shar Pei

Lo Shar Pei è un cane che si distingue per una caratteristica unica e riconoscibilissima, ovvero la pelle “rugosa”, che gli dona un aspetto buffo e simpatico, in particolare quando è cucciolo. è un cane di origine cinese (il suono nome significa “cane di sabbia”, probabilmente per le pieghe ed il colore tipico del manto), e si è diffuso in Occidente a partire dagli anni Settanta. Anticamente utilizzato come cane da caccia, da guardia e da combattimento, ad oggi è un affettuoso cane da compagnia.

Chow chow

Detto anche “il cane leone” per via della sua folta criniera, il Chow-Chow ha un’altra particolare caratteristica visibile solo quando ha la bocca aperta: la lingua, il palato e le labbra sono blu. Mentre lingua e mucose orali blu per le altre razze possono segnalare la mancanza d’ossigeno, per il Chow-Chow non rappresentano alcun problema di salute, bensì una caratteristica distintiva della razza.

Akita Inu

A questa favolosa razza di origine giapponesi, appartiene un tra i cani più famosi nella storia, il fedelissimo cane Hachiko. La storia di Hachiko è stata la prova vivente dell’estrema intelligenza e lealtà di questa razza nei confronti dell’uomo. È un cane di taglia grossa, con il pelo molto folto che può essere di colore fulvo chiaro, rossiccio, sesamo, tigrato e bianco.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Verità e miti sulla sterilizzazione del cane

Quali sono i vantaggi della sterilizzazione?

La sterilizzazione apporta con una serie di vantaggi nella gestione e nella salvaguardia della vita della cagnolina.
• Le cagne hanno in media 2 calori l’anno, della durata di circa 3 settimane. Si manifestano con iniziali periodi di irascibilità, perdite ematiche ed solo infine l’accettazione del maschio. Tramite la sterilizzazione, non avendo più il calore, potremo evitare alla povera cagnolina la reclusione in casa durante questi giorni
• La cagna non attrae più il maschio: il calore della femmina è un forte richiamo e può essere percepito dai cani anche a grandi distanze, procurando fastidiosi “assedi” casalinghi.
• Con l’aumento delle sterilizzazioni si è drasticamente ridotto il numero di gravidanze indesiderate e conseguentemente il numero di cani senza padrone. In più, una cagna in calore, può incentivare la fuga di cani maschi dalla propria abitazione, sottoponendoli a rischi di incidenti stradali o smarrimento della via per casa.

Quali sono i vantaggi medici della sterilizzazione?

• Prevenzione allo sviluppo di infezioni uterine (piometra). La percentuale di infezioni uterine nelle cagne adulte è davvero alta e con la semplice ovariectomia questo problema può essere scongiurato definitivamente a qualsiasi età
• Cessazione delle pseudogravidanze (o gravidanze isteriche)
Molte cagne dopo ripetuti cicli estrali, a seguito di problemi ormonali possono mimare una gravidanza: dalla preparazione del nido, alla produzione di vero e proprio latte (è una situazione patologica che richiede un consulto veterinario e una terapia medica)
• Prevenzione allo sviluppo di tumori mammari
Per avere una prevenzione completa è consigliato sterilizzare prima del primo calore, o al massimo fra il primo e secondo. Una volta avvenuto il secondo calore si perderà tale vantaggio, poiché il tessuto mammario sarà già stato “sensibilizzato” dalla stimolazione ormonale (estrogeni e progesterone). E’ bene ricordare che i tumori mammari rappresentano le neoplasie più comuni nelle cagne e hanno una probabilità del 50% di essere maligni.
• Aspettativa di vita maggiore
Alcuni studi hanno stimato una vita più lunga del 26,3% nelle cagne sterilizzate rispetto le cagne lasciate intere.

Falsi miti

Molti proprietari sono convinti che: permettere alla propria cagna di avere una cucciolata, la protegga da tumori o infezioni dell’apparato genitale. Nulla di più errato. La nascita di una o più cucciolate non arreca alcun beneficio medico al nostro animale e non rappresenta alcuna sorta di prevenzione nei confronti delle patologie dell’apparato riproduttore.

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn

Reflusso nei cani: cause, sintomi e trattamento

Capire il reflusso gastrico nei cani

Negli ultimi anni la veterinaria ha fatto passi da gigante nello studio della gastroenterologia canina. L’aumentata accessibilità ad esami diagnostici quali la gastroscopia e la duodenoscopia sono state la chiave di volta, al fine di individuare nuove patologie che fino a qualche anno fa venivano troppo poco prese in considerazione dai veterinari, proprio come nel caso del patologia da reflusso gastrico.

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso è un disordine dello sfintere gastroesofageo, detto cardias. Lo sfintere rappresenta una sorta di valvola posta fra esofago e stomaco, la quale permette il passaggio dal primo verso il secondo organo, ma non il contrario. Pertanto se tale difesa viene a mancare, si avrà un reflusso, ossia un movimento retrogrado, dei fluidi gastrici verso l’esofago.

Cosa causa il reflusso nei cani?

Fra le principali cause di reflusso gastroesofageo abbiamo:
• Somministrazione di un anestetico (l’anestesia nel cane può ridurre la tonicità dello sfintere permettendo così il passaggio dei succhi a livello esofageo)
• Ernia iatale congenita (è una condizione patologica caratterizzata dal passaggio di una porzione dello stomaco dall’addome al torace, attraverso un foro del diaframma)
• presenza di sfinteri in via di sviluppo (condizione che interessa i cani giovani)
• presenza di vomito cronico

Quali sono i sintomi del reflusso nei cani?

Nei casi gravi, i soggetti colpiti presentano:
• rigurgito,
• abbondante salivazione,
• odinofagia (dolore alla deglutizione),
• estensione di testa e collo durante la deglutizione
• rifiuto totale del cibo.

Nelle forme più lievi, si osservano episodi occasionali di rigurgito nelle prime ore del mattino.
In questi animali la condizione dipende probabilmente dal rilassamento transitorio dello sfintere gastroesofageo durante il sonno.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi è eseguita tramite controllo endoscopico della muscosa esofagea e gastrica con il cane posto in anestesia. Una volta accertata la diagnosi di reflusso gastroesofageo la terapia viene impostata su più piani: nutrizionale e farmacologico.
In genere si consiglia:
• una dieta a basso contenuto lipidico
• l’utilizzo di antiacidi (omeprazolo) e farmaci protettori della mucosa (sucralfato)
• la somministrazione di procinetici (ad es. cisapride o metoclopramide) al fine di ridurre il tempo di vuotamento del pacchetto intestinale e ridurre così la possibilità di reflusso

Ovviamente la terapia varia in base alla causa principale, pertanto nei casi di ernia iatale refrattaria alla terapia medica dovrà essere associata una adeguata correzione chirurgica

Dott.ssa Alessia Troli
Medico Veterinario Barkyn