3 giochi da fare con il proprio cane

giochi da fare con i cani

Salto nel cerchio

Utilizzando un cerchio da hula hoop tenuto appoggiato perpendicolare al terreno, incoraggiare il proprio cane a passarci attraverso gettando un premietto dall’altro lato e contemporaneamente pronunciare il comando “salta”. Inizialmente al cane non sarà necessario saltare, ma dovrà soltanto camminare, passando dentro al cerchio per raggiungere il premio. In un secondo momento, quando il cane avrà capito il meccanismo del passaggio nel cerchio, sollevare progressivamente il cerchio di pochissimi centimetri alla volta, continuando a ripete il comando “salta” e ad offrire bocconcini. Col tempo, ogni cane (proporzionalmente alla sua taglia) sarà capace di saltare nel cerchio al comando di “salta”. In questo modo, il nostro cane avrà appreso una delle basi dell’agility: il salto del pneumatico.

Mettere in ordine

Più che un gioco questo lo definirei prendere due piccioni con una fava. Se siamo stanchi di raccogliere ogni suo gioco, lasciato in giro per casa durante la nostra assenza, possiamo rendere tale attività un passatempo piacevole… per lui. Per far apprendere il “metti in ordine” facilmente, è necessario preparare la scena in anticipo: posizionare la cesta dei giochi in un posto fisso e in prossimità, cospargerla con i giochi preferiti dal cane. Iniziando con un solo giochino alla volta, incoraggiare il cane ad afferrare il gioco in bocca. Tenendo un premio in mano, far avvicinare il cane, con il gioco in bocca, fin sopra la cesta. Mentre il cane, invogliato dal premio, lascerà cadere il gioco nella cesta, pronunciate il comando “metti in ordine” e offrite il premio.

Insegnare l’inchino

Una posa simpatica da far assumere al cane per salutar un amico o un parente. Per insegnare tale comando, si dovrà premiare il cane ogni volta che naturalmente assumerà tale posizione per stiracchiarsi e nel frattempo pronunciare il comando “inchino”: un premio e una coccola associata alla parola “inchino”, ben presto faranno collegare la parola alla postura e quindi al premio.

Conclusioni

Il segreto per coinvolgere un cane in un gioco è: scegliere sempre e solo, il gioco giusto in funzione della taglia e dell’età del nostro amico. Ad esempio, non chiediamo ad un bassotto di saltare ostacoli o ad un senior con problemi articolari di chinarsi.

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

E se il tuo ufficio fosse dog-friendly?

Diminuisce lo stress

Non c’è quel senso di colpa per aver lasciato il cane da solo a casa tutto il giorno e le decisioni importanti a lavoro vengono prese con meno ansia.

 

C’è maggiore dedizione ed energia

Essere al lavoro e riuscire a fare una pausa per coccolare il proprio cane ( o quello dei colleghi) per qualche minuto? Non esiste una terapia migliore per distendere i nervi e “ricaricare la batteria”.

 

 

Rende il team più socievole

C’è un argomento migliore di cui parlare se non del proprio cane? Raccontiamo storie divertenti su di loro, e questo ci consente di condividere momenti di convivialità riguardo un argomento così piacevole.

I cani della stessa razza devono mangiare le stesse cose?

Che cosa significa “cane di razza”?

Il termine “razza” è utilizzato in biologia per classificare insiemi di individui di una medesima specie che presentano caratteristiche comuni e distintive. Nel caso specifico della specie canina, il termine fa riferimento a tutte quelle caratteristiche morfologiche che descrivono il modello ideale di quella razza (il cosiddetto “standard di razza” che viene giudicato nelle esposizioni di bellezza e nelle gare di lavoro). Ma quando pensiamo a un cane di razza non vengono in mente soltanto le caratteristiche fisiche, bensì tantissimi aspetti tipici:

  • il temperamento (pensiamo ad es. al carattere tendenzialmente allegro e giocoso del Bulldog francese..),
  • la predisposizione a determinate patologie (per es. la displasia di anca e di gomito nelle razze grandi e giganti..),
  • la predisposizione all’attività fisica (pensiamo al Border Collie, famoso per l’agility..) etc.

Ogni razza è diversa dalle altre e anche in fatto di alimentazione occorre tener presente che non tutte le diete sono adatte a tutte le razze: ci sono quelle in cui bisogna evitare la tendenza all’aumento di peso (ad es. le razze grandi e giganti, per preservare la salute articolare); ci sono quelle con una maggior predisposizione ad allergie e atopie ed intolleranze alimentari perciò bisogna scegliere un alimento monoproteico oppure un idrolisato; ci sono quelle con maggiore tendenza a depositare tartaro sui denti (ad es. lo Yorkshire Terrier e il Bassotto tedesco) per le quali è preferibile somministrare una dieta secca in crocchette per sfruttarne l’azione meccanica e ritardare il più possibile la comparsa del tartaro. Sono tantissimi gli esempi che si possono fare quando si parla del concetto di razza.

Ma i cani di razza sono davvero tutti uguali?

La risposta è: ovviamente no! Proprio come noi umani, anche i nostri cani sono tutti profondamente diversi tra di loro, anche quando appartengono alla stessa razza. Questo significa che ognuno ha gusti e preferenze alimentari diverse: c’è quello che preferisce l’umido alla crocchetta e viceversa oppure predilige il gusto pesce al gusto carne e così via. È dovere e premura del proprietario fornire al proprio cane un alimento che sia in primis sano e salutare, ma che allo stesso tempo sia anche gradito al palato. Ogni cane ho poi una “tolleranza alimentare” diversa: questo significa che ci sono alimenti le cui sostanze nutritive possono essere digerite ed assimilate in maniera differente da soggetto a soggetto. È compito del proprietario prestare attenzione a tutti gli aspetti sanitari che dipendono dall’alimentazione (ad es. consistenza delle feci, meteorismo e flatulenza, lucentezza del pelo etc..) allo scopo di individuare tutti quegli alimenti a cui il cane è meno tollerante e, se possibile, eliminarli e/o sostituirli con altri ad azione benefica.

Conclusioni

Possiamo affermare che non esiste la “ricetta” perfetta per tutti i cani della stessa razza. Indubbiamente ci sono dei punti saldi che dovete tenere ben presenti quando scegliete il cibo per il vostro cane (patologie di razza, livello di attività fisica, tendenza ad ingrassare, tendenza al deposito di tartaro etc..). Però poi la cosa più importante è tenere conto delle esigenze del soggetto, dei suoi gusti e della sua capacità digestiva. Attenzione però, è importante sottolineare che, potrebbero volerci anche molti tentativi prima di trovare la ricetta alimentare giusta e più adeguata al vostro cane, perciò non scoraggiatevi se non ottenete subito i risultati sperati. A tal proposito potrebbe essere utile e vantaggioso farvi guidare nella scelta dal vostro Veterinario di fiducia che, sempre tenendo conto delle peculiarità di razza, dopo un’attenta valutazione clinica del soggetto, saprà consigliarvi la dieta più adeguata.

Dott.ssa Cena Morena, Medico Veterinario Barkyn

Proprio tenendo questi fattori in considerazione che Barkyn elabora una formula specifica per ciascun cane, perché non esistono due cani uguali, anche se della stessa razza. Provala anche tu! Rispondi al questionario qui: https://www.barkyn.it/

Idee creative per usare KONG:

Ripieno 1: Avena e frutta

200gr di fiocchi di avena
200gr mela grattuggiata
1 banana in pezzetti
Burro di arachidi q.b.

Mescola tutti gli ingredienti e riempi KONG con il composto.

 

 

Ripieno 2: Tacchino e zucca

200gr di straccetti di tacchino lesso
100gr di purea di zucca
50 gr di mirtilli rossi secchi
1 cucchiaio di burro di arachidi

Mescola tutti gli ingredienti e riempi KONG con il composto.

 

 

Ripieno 3: Pollo e patate

100 gr di straccetti di pollo lesso
100gr di purea di batata
50 gr di carote e piselli congelati

Mescola tutti gli ingredienti e riempi KONG con il composto.

 

Poi raccontami come va l’esperimento!

Le crocchette per cani Grain Free possono provocare problemi cardiaci?

cane che mangia crocchette grain free

Le crocchette grain free e le patologie cardiache

Recentemente la FDA (Food and Drug Administration) ha dichiarato una possibile correlazione fra la cardiomiopatia dilatativa del cane e l’utilizzo di mangimi grain free.
La cardiomiopatia dilatativa è una patologia del muscolo cardiaco (caratterizzata da riduzione della contrattilità e patologico ingrandimento delle camere ventricolari) ed è fra le principali cause di insufficienza cardiaca nel cane. Colpisce maggiormente cani di grande taglia e riconosce una predisposizione genetica in razze quali: Dobermann, Boxer e Alano. La cardiomiopatia dilatativa è una patologia non reversibile, ma gestibile con il ricorso a farmaci da somministrare quotidianamente.

La correlazione fra cardiomiopatia e diete grain free nasce negli Stati Uniti, dove un team di cardiologi veterinari notarono un insolito aumento di casi di cardiomiopatia dilatativa, in cani al di fuori delle razze geneticamente predisposte. Effettuando maggiori indagini, la maggior parte dei cani in questione avevano in comune il fatto di seguire da anni un regime alimentare grain free. Fra le analisi effettuate, i soggetti alimentati con diete grain free presentavano valori molto bassi di taurina (un amminoacido fondamentale per il corretto funzionamento della pompa cardiaca). I cardiologi veterinari hanno anche notato un netto miglioramento della contrattilità cardiaca attraverso un drastico cambio alimentare con integrazione di taurina, cosa non riscontrabile nei soggetti geneticamente predisposti.

Quale sarebbe il problema nelle diete grain free?

Abbiamo già parlato a livello generale su quale alimento scegliere per il prioprio cane. Tuttavia, nel caso delle diete grain free, più che parlare di “carenze alimentari”, gli studiosi dirigono le proprie indagini verso un problema di “fattori antinutrizionali”: alcuni nutrienti presenti nel mangime grain free, potrebbero diminuire l’assorbimento di taurina e altri principi nutritivi e quindi favorire l’insorgere della cardiomiopatia. Effettivamente l’alta percentuale di legumi quali piselli, ceci, lenticchie (poste in rappresentanza dei carboidrati in sostituzione dei cereali), potrebbero ridurre l’assorbimento a livello intestinale di alcuni nutrienti, quali la taurina. Come dire: il mangime è perfetto ma l’intestino del cane non è in grado di sfruttarlo al massimo, qualcosa si perde per la via.

Intolleranza ai cereali, vero o falso?

Solo un medico veterinario ha le conoscenza e gli strumenti atti a riconoscere una falsa o una effettiva intolleranza del soggetto nei confronti di un alimento, ricordando che non tutte le diarree croniche sono sinonimo di intolleranza.

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

Il compromesso di Barkyn è quello di offrire l’alimentazione ideale per ciascun cane, considerando le sue esigenze a livello di nutrienti. Se vuoi scoprire quale sarebbe il cibo migliore per il tuo cane, compila il questionario qui .

Cani da appartamento: quali sono le razze che si adattano a vivere meglio in condominio?

cane da appartamento

Razze da appartamento

Più che parlare di razze, l’adattamento alla vita da pianerottolo dipende maggiormente dal temperamento e dall’indole di un soggetto, anche se non possiamo non ammettere che alcuni cani come il Border Collie, l’Husky o il Cane Lupo Cecoslovacco difficilmente possono adattarsi alla vita da appartamento, se non con la possibilità di assicurargli molte ore di attività all’aria aperta da parte del suo proprietario. Altre razze canine come il Carlino, Shih Tzu o Bulldog sembrano invece essere “geneticamente create” per riposare su divani e letti di casa, in quanto il loro “difettoso” assetto anatomico delle vie respiratorie purtroppo conferisce loro un autonomia di gioco piuttosto limitata.

Adozioni

Molte persone potranno stupirsi, ma spesso la scelta migliore potrebbe essere adottare un cane dal canile. Ovviamente per i principianti, il consiglio spassionato è quello di farsi consigliare dall’operatore del canile o dal proprio veterinario un soggetto dal carattere equilibrato e privo di disturbi comportamentali. Spesso dietro le sbarre di un canile possiamo trovare cani dall’indole docile e pacata, sfortunatamente già abituati ad una vita sedentaria. Un’altra opzione, potrebbe essere l’adozione di un senior, che necessiterà di minor tempo di attività all’aperto rispetto ad un soggetto adulto.

Quali sono i rischi?

Per chi vive in condominio, la paura maggiore sono i danni che il cane può infliggere al mobilio di casa e le lamentele dei vicini nei riguardi di eventuali latrati. Generalmente tali comportamenti sono indicativi di un cane affetto da disturbi comportamentali come l’ansia da separazione. Risulta fondamentale insegnare, sin da subito al proprio cane, a gestire i suoi spazi e trovare la sua indipendenza.

Conclusioni

Ogni cane, a prescindere dalla razza, ha bisogno della sua dose giornaliera di esercizio fisico, che lo aiuterà a gestire meglio le ore da dover passare in casa. L’attività fisica deve tener conto delle possibilità fisiche del cane e della sua età, prevedendo sia passeggiate al guinzaglio ma cosa ben più importante, anche uscite nelle aree di sgambamento e gioco, dove il cane può sentirsi realmente libero di esprimersi senza alcun impedimento.

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

Perché al mio cane piace scavare buche? 

cane che scava buche in buche in giardino

Interpretare le azioni del proprio cane

Il mondo canino non conosce rancori o sentimenti di disprezzo perciò non rimane che comprendere il reale motivo della sua folle ossessione nello scavare buche.

Ci possono essere svariati motivi per il quale un cane può sentire il bisogno di scavare buche in giardino:

  • semplice CURIOSITÀcani da caccia o loro incroci possono sentire tracce olfattive anche nascoste sotto il terreno. Feci di altri animali, radici o resti di cibo che possano attirare la loro attenzione.
  • per NOIA: un cane lasciato solo, molte ore in giardino, può trovare nello scavare buche un valido passatempo
  • come VALVOLA DI SFOGOsoggetti molto attivi o appartenenti a razze che richiedono molta attività fisica quotidiana (bassotto, beagle, pastore tedesco, labrador) creare buche può essere l’unico metodo per scaricare le tensioni accumulate in eccesso nel corso della giornata, le stesse che non sono riusciti a sfogare magari a causa di una passeggiata troppo corta
  • per CERCARE REFRIGERIO dalla calura estiva:  alcuni soggetti possono trovare piacevole sotterrare il  muso oppure semplicemente distendersi all’interno di una buca di terra fresca
  • per NASCONDERE CIBO in esubero: come ossa o stick da rosicchiare che al momento il cane non ha voglia o modo di consumare. Una sorta di dispensa sotterranea!

Come porre rimedio? Ma è davvero un problema?

Il cane non è un robot, da poter progettare a nostra volontà. In parte, la sua indole di cacciatore e fiutatore di piste va anche rispettata: è semplicemente la sua natura. Se invece i suoi comportamenti sono innescati da nostre mancanze, come nel caso di noia o accumulo di energia inespressa, allora in tal caso sarebbe più corretto chiederci come possiamo migliorare noi stessi e la gestione che abbiamo del nostro amico a 4 zampe. Lo facciamo interagire abbastanza con altri cani, magari in un asilo canino? Passa troppe ore in giardino solo? Le passeggiate sono sufficientemente lunghe e quando lo sono… sono passeggiate di qualità? Oppure sono semplici camminate con il cane costantemente tenuto al guinzaglio? 

 

Dott.ssa Alessia Troli, Medico Veterinario

 

Il mio cane ha paura degli altri cani. Perché e cosa posso fare?

cane che ha paura

La paura di altri cani: che cos’è e da dove nasce

Proprio come nelle persone, anche nel cane la paura è per definizione un sentimento che scaturisce da un’esperienza negativa vissuta dal nostro amato amico. Nella maggioranza dei casi la paura è uno stimolo positivo, una forma di difesa nei confronti di una possibile fonte di stress; in questo caso la paura è un fenomeno fisiologico e sano che rientra nel normale comportamento del cane. Quando invece la paura sfocia in atteggiamenti remissivi e autolesionistici oppure, al contrario, aggressivi e pericolosi per i suoi simili(o addirittura anche per le persone!), questo è un atteggiamento assolutamente patologico e che necessita di un intervento correttivo. Alla base di un comportamento pauroso c’è sempre una causa reale e spesso non nota che va ricercata ed individuata al fine di riuscire a trovare una soluzione al problema: una delle cause principali che stanno alla base della paura dei conspecifici è la mancata socializzazione durante i primi mesi di vita del cucciolo. Durante questo importante e delicato periodo di vita, il cane impara ad interagire con i suoi simili e con l’uomo, impara che cos’è il gioco, impara dalla mamma a non mordere etc.. Per tutti questi motivi è importante, per i cuccioli orfani o che sono stati allontanati precocemente dal loro gruppo familiare, farli partecipare sin da piccoli alle cosiddette “puppy class” o “puppy party” in modo tale da imparare prima possibile come si interagisce con gli altri cani.

Il comportamento del proprietario: cosa si deve e non si deve fare

Di fronte ad un cane impaurito la reazione della maggior parte dei proprietari è quella di rassicurarlo immediatamente, accarezzandolo e parlandogli con voce dolce come fosse un bambino. In effetti, questa è una reazione umana, protettiva e assolutamente comprensibile, tuttavia non fa che rinforzare l’atteggiamento di paura del cane: accarezzarlo mentre si sta comportando in modo pauroso è un modo affettuoso per dirgli che il suo comportamento è quello giusto e lui lo ripeterà per ottenere altre rassicuranti coccole. L’atteggiamento corretto è quello di mostrarsi calmi, sicuri e rilassati in modo da trasmettere al cane un senso di sicurezza e controllo della situazione perché i nostri amici a quattro zampe non imparano solo per associazione bensì anche per imitazione.

Il veterinario comportamentalista: quando è bene consultarlo

Di fronte ad un cane pauroso la prima cosa che il proprietario deve sapere è che non deve avere fretta: la rieducazione deve avvenire in maniera lenta e graduale per non traumatizzarlo ulteriormente e rendere la situazione irrecuperabile. Nei casi di paura di lieve o moderata entità senza atteggiamenti pericolosi nei confronti di animali e/o persone è possibile tentare una rieducazione a casa da parte del proprietario, magari con l’aiuto del veterinario di fiducia e/o di un educatore cinofilo qualificato. Invece, nei casi in cui il cane abbia già presentato atteggiamenti aggressivi e pericolosi nei confronti di animali e/o persone o autolesionisti, è fortemente consigliato l’intervento di un veterinario comportamentalista.

Dopo un’attenta valutazione del caso e un’osservazione meticolosa del cane nel suo ambiente familiare e fuori, lo specialista deciderà l’iter riabilitativo più adatto che potrà comprendere sia terapie comportamentali che eventualmente anche farmacologiche.

Dott.ssa Cena Morena, Medico Veterinario Barkyn

3 consigli per chi ha un cane a pelo lungo

cane pelo lungo

Spazzolare quotidianamente il pelo del cane

Sembrerà banale ma la spazzolatura quotidiana e regolare è fondamentale ed imprescindibile perché, è risaputo, il pelo lungo raccoglie qualunque tipo di sporcizia venga a contatto con il cane, dalle foglie, alla terra, fino ai “micidiali” forasacchi, nascondendoli peraltro molto bene. Perciò è consigliabile ispezionare e spazzolare accuratamente il pelo al rientro da ogni passeggiata e soprattutto asciugarlo molto bene nel caso in cui si sia bagnato. È importante che la spazzolatura avvenga in modo deciso, ma non troppo aggressivo onde evitare di creare lesioni alla cute, soprattutto in presenza di nodi. Per i cuccioli a pelo lungo, è consigliabile iniziare gradualmente e dolcemente ad abituarli a questa procedura in modo che non ne rimangano traumatizzati ma, anzi, la percepiscano come un gioco.

Evitare il fai-da-te e rivolgersi ad un toelettatore professionista

Per le grandi operazioni di pulizia del mantello, soprattutto in occasione dei cambi di stagione, è importante rivolgersi a centri ditoelettatura specializzati con operatori altamente qualificati che sappiano consigliarvi il tipo di trattamento più adatto alle esigenze del vostro cane. Infatti esistono delle differenze di razza anche per quanto riguarda la cura del pelo, per esempio ci sono razze in cui la tosatura è un’operazione indispensabile mentre altre in cui è assolutamente sconsigliata.

 

Fornire un’alimentazione corretta ed equilibrata

Soprattutto in questo caso il detto “siamo ciò che mangiamo” torna più che mai attuale: infatti per una salute ottimale del pelo è indispensabile una corretta e sana alimentazione, possibilmente stabilita insieme al vostro veterinario di fiducia o, meglio ancora, al veterinario nutrizionista. La dieta può essere commerciale (secca e/o umida) oppure casalinga; l’importante è che, in quest’ultimo caso, sia correttamente studiata e bilanciata in modo da soddisfare tutti i fabbisogni nutrizionali del cane che, è risaputo, sono diversi da soggetto a soggetto, sulla base dello stato di salute, dell’attività fisica, etc..
La proteina senz’altro più indicata per la salute del mantello è il pesce, in quanto fonte di acidi grassi Omega-3 che sono dei potenti antiossidanti e contribuiscono alla crescita e alla lucentezza del pelo. Anche frutta e verdura possono contenere potenti antiossidanti naturali.

In conclusione possiamo affermare che la gestione del mantello dei cani a pelo lungo è senza dubbio più laboriosa di quella dei soggetti a pelo corto perché richiede cure quotidiane (o quasi); tuttavia, se abituerete sin dalla giovane età il vostro cane a pelo lungo a farsi spazzolare e toelettare, questa gestione non sarà poi così impegnativa e, anzi, vi regalerà un sacco di soddisfazioni!

Dott.ssa Cena Morena, Medico Veterinario Barkyn

A Barkyn ci preoccupiamo della salute del tuo fedele amico. Ecco perché abbiamo elaborato un piano personalizzato per ciascun cane. Se ti interessa sapere quale cibo è più adatto al tuo cane, compila qui il questionario.

Allergie al pelo del cane. Quali sono le razze ipoallergeniche?

cani ipoallergenici

Sintomi dell’allergia al pelo del cane

La sintomatologia può essere differente a seconda dei casi; più comunemente comprende problemi prevalentemente respiratori, dai più lievi quali tosse, starnuti e naso chiuso, ai più gravi quali rinite, respirazione difficoltosa fino a veri e propri attacchi asmatici. Talvolta i sintomi possono essere di altra natura come problemi cutanei (prurito, orticaria, dermatite..) oppure oculari (lacrimazione eccessiva, congiuntivite..). La sintomatologia può essere variabile anche nella sua comparsa: alcune persone si rivelano immediatamente allergiche mentre altre sviluppano il disturbo dopo diversi mesi o anni di convivenza con il cane. Qualunque sia la forma o la tempistica con cui l’allergia si manifesta, il meccanismo scatenante consiste sempre in una reazione di ipersensibilità del sistema immunitario quando quest’ultimo si trova esposto a determinati “allergeni”; addirittura sono stati identificati ben 6 allergeni veicolati dal cane.

I cani “ipoallergenici”

  • Una persona allergica al pelo del cane non potrà quindi mai godere durante la sua vita della preziosa compagnia di un amico scodinzolante? La risposta è NO! Esistono infatti alcune razze di cani che per le loro peculiarità fisiche veicolano una minore se non addirittura nulla quantità di allergeni. In linea di massima si tratta di razze nude o a pelo molto corto, ma anche quelle a pelo lungo e pelo riccio possono essere d’aiuto in tal senso. Vediamo di citarne alcune:
  • American Hairless Terrier e Chinese Crested Dog: sono cani completamente o quasi completamente nudi e non producono forfora, per questo motivo sono altamente consigliati per chi ha una forma allergica piuttosto grave; ricordiamo però che, in quanto privi di pelo, devono essere protetti con una crema solare specifica in caso di esposizione diretta ai raggi UV.
  • Barbone, Cane d’acqua Spagnolo e Portoghese: sono completamente privi di sottopelo e il loro mantello si rigenera in maniera continuativa senza periodi di muta e quindi di perdita del pelo; per questo motivo il loro pelo non si diffonde nell’ambiente e di conseguenza la quantità di allergeni veicolati è ridotta.
  • Maltese, Yorkshire Terrier, Shih Tzu: queste razze sono sì a mantello lungo ma non perdono pelo perciò anche in questo caso veicolano meno allergeni nell’ambiente.

Conclusione

Ci preme però sottolineare che il corpo umano reagisce in maniera differente nei confronti degli allergeni, perciò non è scientificamente dimostrato che tutte le razze ipoallergeniche siano adatte a tutte le persone allergiche al pelo del cane; può infatti capitare che una persona allergica manifesti comunque la sintomatologia (magari in forma più lieve) in presenza di un cane anallergico.

Per poter identificare l’allergene scatenante la sintomatologia e quindi impostare una corretta terapia e profilassi, è necessario procedere con dei test allergologici. Una volta effettuati tutti gli accertamenti del caso, il medico potrà quindi prescrivere una terapia farmacologia adeguata che, associata a determinate precauzioni e abitudini di vita, permetterà una serena e salutare convivenza tra una persona allergica e il suo amico a quattro zampe.

Dott.ssa Morena Cena, Medico Veterinario Barkyn