Perché il cane starnutisce?

Proprio come gli esseri umani, anche i cani possono starnutire. Lo starnuto è un atto riflesso respiratorio, durante il quale si verifica una potente emissione di aria dai polmoni. Se negli uomini in genere, la causa scatenante può essere attribuita ad un banale raffreddore, nei nostri fedeli amici a quattro zampe può rivelare una patologia di altra natura.

Cause principali

  • Un corpo irritante o estraneo, che si tratti di polvere, un forasacco, un filo d’erba, un insetto o un po’ di terra, un cane starnutirà per espellere questo corpo estraneo. Inoltre, se gli starnuti continuano a persistere vorrà dire che il corpo estraneo è ancora bloccato all’interno delle cavità nasali.
  • Allergie: quando le narici vengono irritate da un allergene come ad esempio il polline.
  • Eccessiva eccitazione: capita principalmente con i cani di piccola taglia ed è un loro modo di comunicare a noi o al compagno di gioco che si stanno divertendo. Quindi se lo fa solo quando gioca o è eccitato non c’è da preoccuparsi.
  • Un’infezione del sistema respiratorio: possono essere causate da batteri o virus che andranno a causare una rinite infettiva. Spesso si presentano in corso della malattia conosciuta come tosse dei canili. In questi casi si dovrà intervenire con una terapia medica specifica.
  • Un dente malato: un’infezione di un premolare o di un molare, che hanno le radici vicino alle cavità nasali, può causare starnuti.
  • Un tumore nasale: causa più comune nei cani con il naso lungo, può arrivare a distruggere la struttura del naso e a compromette la respirazione.
  • Aspergillosi: si tratta sempre di un’infezione, ma questa volta è causata da un fungo, per l’esattezza è conseguenza dell’inalazione delle spore del fungo. In questo caso si avranno come sintomi anche dolore, sanguinamenti dal naso, secrezione nasale e muso gonfio.
  • Starnuto inverso nei cani: per l’esattezza si tratta di un suono che è tra il grugnire e il russare e, al contrario dello starnuto classico, l’aria viene risucchiata attraverso il naso.

Come ci si deve comportare?

Importante è cercare di capire la possibile causa, nel caso in cui il cane inizi a starnutire dopo essere stato a giocare in un campo o in un prato, specie nella stagione estiva, il sospetto numero uno dovrebbe proprio ricadere sui minacciosi forasacchi. In questi frangenti non è opportuno attendere l’evolversi della situazione ma è bene rivolgersi il prima possibile al proprio veterinario di fiducia.
Negli altri casi sarebbe sempre opportuno rivolgersi al proprio veterinario che potrà decidere, in base alla descrizione della sintomatologia, come continuare l’iter diagnostico decidente per un tampone nasale e/o una rinoscopia.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Come educare un cucciolo

Immaginiamo di aver appena preso un cucciolo con noi: i primi 6 mesi di vita sono quelli più fruttuosi dal punto di vista educativo, perciò diamoci da fare!

Portiamolo fuori subito dopo aver mangiato, bevuto, dormito, giocato, fatto attività: quasi sicuramente il cane farà i suoi bisogni e noi dobbiamo premiarlo senza risparmiarci! Se capita che gli scappi qualcosa in casa evitiamo di sgridarlo, tanto non capirebbe e finirebbe solo con lo spaventarsi, perdendo fiducia in noi. Molto meglio rimboccarsi le maniche e aumentare il numero delle uscite!

Il gioco è un elemento essenziale per lo sviluppo del cucciolo. Alcuni individui però, anche in base alla razza, potrebbero diventare un po’ irruenti, pertanto io consiglio sempre di insegnare al cane un segnale di inizio gioco e uno di fine. Però mi raccomando, siate coerenti! Il gioco deve essere adeguato per modalità e per tempistiche alle esigenze del cane, e una volta che è finito non lasciatevi convincere a ricominciare.

“Seduto”, “fermo” e “vieni” andrebbero insegnati prima possibile al cane, poiché sono comandi utili sia per la sua sicurezza (e quella degli altri), sia per la gestione quotidiana! Nel primo caso possiamo utilizzare un bocconcino, da porre sulla testa del cane in modo che si sbilanci “cadendo” all’indietro fino a sedersi. Contemporaneamente pronunceremo la parola “seduto” e lo premieremo con il boccone. “Vieni” può essere sostituito anche con il nome del cane, l’importante è non abusarne. Iniziamo da brevi distanze, chiamiamo il cane in assenza di altri stimoli esterni e premiamolo abbondantemente quando torna! Io evito di usare bocconi in questo caso, perché ritengo che se c’è una buona relazione tra cane e padrone, il ricongiungimento tra i due dovrebbe già di per sé essere un’attività remunerativa! Il “fermo” può essere svolto sia che il cane sia già seduto, sia che si trovi sulle quattro zampe o a terra, l’essenziale è iniziare con pochi secondi, fino ad aumentare quando saremo certi che sia pronto. Anche in questo caso è essenziale premiarlo con dei bocconi, soprattutto se piano piano abbiamo intenzione di allontanarci!

Per insegnare al cane a camminare al guinzaglio, dobbiamo innanzitutto dotarci di tanta, tantissima pazienza! Il guinzaglio non ha niente di naturale per il cane, è una forzatura vera e propria, ove possibile cerchiamo di usare almeno una lunghina per concedergli più spazio! Il metodo più usato prevede di insegnare al cane a camminare libero accanto a noi tenendo un boccone gustoso in mano, e solo in un secondo tempo inserire il guinzaglio. E’ un metodo molto fattibile e alla portata di tutti, l’importante è che il cane svolga quotidianamente una buona dose di attività fisica, coerente con la sua razza e con la sua età altrimenti sarà inevitabile che tiri!

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

Insufficienza renale nei cani: benazepril e aspettative di vita

L’insufficienza renale cronica è una patologia che colpisce spesso i cani a partire dai 6/7 anni di età, anche se più frequente nei gatti, ha un’importante percentuale d’incidenza anche nei cani ed è la terza principale causa di morte dei soggetti anziani.
I reni perdono la loro funzionalità per un’alterazione della normale architettura dovuta la maggior parte delle volte dall’avanzare di processi degenerativi oppure dalla comparsa di processi neoplastici.

Le principali conseguenze della perdita della funzione renale sono le seguenti:

  • ritenzione di sostanze azotate (azotemia/uremia);
  • ritenzione di fosforo e mancanza di attivazione finale della vitamina D (iperfosfatemia/iperparatiroidismo renale secondario/osteodistrofia renale);
  • perdita di proteine (sindrome nefrosica/trombosi);
  • diminuzione del riassorbimento del bicarbonato e dell’escrezione dei protoni (acidosi metabolica);
  • diminuzione della sintesi di eritropoietina (anemia non rigenerativa);
  • alterazione della capacità di concentrazione dell’urina (isostenuria/ipostenuria/ipertensione arteriosa);
  • mancanza di escrezione di potassio.

Riduzione dell’aspettativa di vita nella malattia renale cronica

La prognosi dell’insufficienza renale cronica è generalmente negativa, anche se in molti casi, se i segni clinici e le conseguenze metaboliche non sono gravi, gli animali possono vivere per mesi o anni con una qualità di vita accettabile. È stato dimostrato che nei cani affetti da insufficienza renale cronica, un trattamento dietetico appropriato può migliorare significativamente la qualità della vita e aumentare l’aspettativa di vita fino a 3,2 volte. Con una dieta e degli integratori adeguati si possono migliorare:

  • l’escrezione di azoto dai reni;
  • incentivare l’escrezione di azoto e potassio attraverso l’intestino;
  • la protezione glomerulare;
  • controllo dell’acidosi.

Oltre ad un’alimentazione specifica e ad integratori, che possono aiutare nel prolungare la vita al cane, si può utilizzare anche il benazepril che, come è stato visto da alcuni studi condotti, aiuta ad avere una minore proteinuria, una migliore condizione generale e un maggiore appetito, oltre a una minore perdita di peso rispetto ai cani del gruppo placebo. I tempi di sopravvivenza, anche se più lunghi nel gruppo del benazepril rispetto al gruppo placebo (rispettivamente 290 e 236), non differiscono in modo significativo.

Ricordo che per poter formulare una diagnosi, per impostare la terapia più adeguata a ogni caso specifico e sapere la prognosi vi dovrete rivolgere al vostro veterinario di fiducia per una visita completa, delle analisi del sangue, analisi delle urine e un’ecografia addominale.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Posso dare il cortisone al mio cane?

I cortisonici sono dei farmaci con cui impostare una terapia solo in determinati casi e mettendo su una bilancia i rischi e i benefici al fine di decidere se effettivamente serve in quello specifico protocollo terapeutico.

Perché viene prescritto il cortisone?

Per le loro proprietà antiinfiammatorie, i corticosteroidi sono una preziosa classe di farmaci, e vengono utilizzati per trattare le condizioni infiammatorie lievi, o per sopprimere l’infiammazione associata ad una risposta allergica.
Se assunti in dosi elevate, agiscono come farmaci immunosoppressori.
La maggior parte dei farmaci corticosteroidei prescritti sono sintetici e includono prednisone, prednisolone, dexametasone, triamcinolone e metilprednisolone.
Queste forme sintetiche sono molto più potenti delle forme naturali e in genere durano molto più a lungo, ma proprio per la maggiore aggressività e durata l’animale deve essere attentamente monitorato per ridurre al minimo i rischi di gravi effetti collaterali.

Come si possono ridurre gli effetti collaterali?

Fortunatamente si possono seguire alcune semplici linee guida per tentare di minimizzare gli effetti collaterali, come ad esempio:

  • Evitare di utilizzare i glucocorticoidi ogni giorno, salvo quando necessario. Soltanto le malattie immune-mediate pericolose richiedono l’uso quotidiano di steroidi giornalieri mentre la maggior parte dei protocolli richiede l’uso quotidiano di cortisone solo durante la fase iniziale di trattamento. Se il vostro cane sta assumendo corticosteroidi per ridurre il prurito o per il dolore muscoloscheletrico, cercate di somministrarli a giorni alterni o fatevi consigliare una combinazione di trattamento alternativa.
  • Se il vostro cane richiede più di tre o quattro mesi di cortisone, la condizione dovrebbe essere riesaminata o preferire altre opzioni di trattamento meno aggressive.
  • Cani in cura con corticosteroidi a lungo termine devono essere monitorati con esami trimestrali e con colture di urina e sangue ogni sei mesi.

I corticosteroidi sono farmaci spesso indispensabili per salvare e migliorare la qualità della vita di molti cani. Collaborando con il veterinario, potete utilizzare in modo sicuro questi farmaci e dare al vostro cane sollievo e le cure di cui ha bisogno e che merita. Non prendete mai decisioni da soli e lasciatevi seguire e consigliare da un professionista.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Cane che morde

Recentemente ho svolto uno studio statistico nella città di Firenze, scoprendo che negli ultimi dieci anni le morsicature di cane sono addirittura triplicate! I motivi sono i più svariati, dalla moda dilagante di detenere cani non particolarmente adatti a vivere in contesti familiari, all’aumento della stipula di assicurazioni di responsabilità civile verso terzi…ed ecco che i più furbetti imparano anche a fare un lucro sul più banale dei morsi! Se a tutto questo ci aggiungiamo una scarsissima diffusione della cultura cinofila, ecco spiegato l’arcano. Ma perché un cane arriva a mordere? Il nostro studio non prende in considerazione il contesto purtroppo, ma possiamo insieme scoprire quelli più comuni:

  • Mancanza di socializzazione: se il cane non ha fatto esperienze durante il periodo sensibile, è probabile che sia a disagio in molte situazioni, malessere che nei casi più estremi può arrivare al morso;
  • Dolore e problemi organici in generale: il motivo più diffuso è questo, pertanto se l’aggressività del vostro cane è apparentemente immotivata, una visita dal medico veterinario di fiducia per escludere patologie è sempre la prima cosa da fare;
  • Comunicazione inadeguata: i cani comunicano principalmente con la postura e le vocalizzazioni, a noi spetta il compito di imparare a riconoscere i segnali principali, onde evitare di incappare in spiacevoli malintesi;
  • Bisogno di distanziamento: molti cani, soprattutto adulti, non gradiscono che individui esterni al loro gruppo sociale entrino nella loro sfera intima. Qualcuno può andare oltre alla semplice minaccia e passare al morso.
  • Istinto predatorio: alcuni cani per selezione genetica, per apprendimento o per motivi patologici, possono avere un istinto predatorio altamente marcato.

Le vittime di un aggressione finalizzata al morso possono essere umane (compresi i membri della famiglia), conspecifici, ma anche altri animali, ad esempio gatti o animali da reddito.

In Italia il protocollo ASL ai fini del contenimento della rabbia, rende la morsicatura di cane un evento piuttosto problematico e costoso: sia la vittima che l’aggressore vengono contattati e subiscono una visita per verificare eventuali sintomi riconducibili a questa malattia; il medico veterinario può anche ordinare l’isolamento del cane! Oltre a ciò, l’aggressore viene valutato anche dal punto di vista del rischio comportamentale, con la possibilità di finire nella lista dei soggetti a rischio potenziale elevato prevista dalla normativa vigente.

Il morso è un evento con un alto indice di recidività: il cane quasi sempre ottiene quello che vuole con questo metodo, pertanto è molto importante non sottovalutare comportamenti aggressivi del cane ( a chiunque siano rivolti) e valutare immediatamente un consulto con un professionista esperto e altamente qualificato. La prevenzione in questi casi è l’arma più importante!

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

I cortisonici e i loro effetti collaterali

Iniziare una terapia cortisonica non è mai una decisione da prendere alla leggera e sicuramente non è mai una scelta che il proprietario di un cane dovrebbe prendere in autonomia. Indubbiamente il cortisone è un valido alleato in molte situazioni e alcune volte risulta indispensabile, ma non dovrebbe mai essere utilizzato come prima opzione terapeutica e comunque non prima di avere una corretta diagnosi della problematica in atto.

Che cosa sono i cortisonici?

I cortisonici sono farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, con struttura analoga ai corticosteroidi endogeni. Questi ultimi vengono sintetizzati nei surreni a partire dal colesterolo e sono suddivisi in due categorie: quella dei mineralcorticoidi e quella dei glucocorticoidi.
I cortisonici di sintesi hanno struttura simile a quelli endogeni e come tali si caratterizzano per la presenza dell’anello ciclopentanoperidrofenantrenico tipico del colesterolo e degli ormoni steroidei; sulla struttura base vengono effettuate delle sostituzioni a livello degli atomi di carbonio per esaltarne la potenza antinfiammatoria e ridurne gli effetti collaterali sul metabolismo intermedio.

Per che cosa possono essere utilizzati?

I cortisonici si trovano in preparazioni destinate all’uso topico (da applicare sulla pelle o sulle mucose), inalatorio, orale e sistemico (esteri solubili e come tali iniettabili). Le indicazioni terapeutiche di questi farmaci sono piuttosto numerose; tanto per citare qualche esempio, i cortisonici vengono classicamente impiegati in presenza di artriti, dolori ed infiammazioni articolari, dermatiti, reazioni allergiche, asma, rinite, lupus eritematoso sistemico, epatite cronica autoimmune e malattie infiammatorie intestinali. Il loro utilizzo rimane comunque palliativo, cioè destinato ad attenuare i sintomi di una malattia senza rimuoverne la causa.

Quali effetti collaterali presentano?

  • Determinano ritenzione di sodio aumentando l’escrezione del potassio, la quale cosa porterà a: ipertensione, edemi, ritenzione idrica, ipokalemia (livello basso di potassio nel sangue)
  • Riducono l’assorbimento intestinale di calcio antagonizzando il trasporto mediato dalla vitamina D. Allo stesso tempo ne aumentano l’escrezione portando ad avere problemi di osteopenia.
  • Aumentano la glucogenesi, ovvero la sintesi del glucosio a partire dagli aminoacidi e diminuiscono l’utilizzazione periferica di glucosio, causando così: iperglicemia, insulino resistenza, diabete mellito.
  • Aumentano il catabolismo proteico tranne nel cuore e nel sistema nervoso centrale con conseguente atrofia muscolare, fragilità capillare, ritardata guarigione delle ferite.
  • Aumentano il catabolismo dei lipidi, per cui si innalzano gli acidi grassi liberi e i corpi chetonici nel sangue che si manifesterà con una redistribuzione del grasso corporeo, che andrà ad accumularsi a livello del viso, del collo e dell’addome, mentre si ridurrà a livello degli arti dando ipotrofia muscolare.
  • Possono dare fenomeni psicotici per elevazione del tono dell’umore, insonnia mattutina che si trasformeranno in sintomi depressivi alla sospensione.
  • A livello ematico determinano aumento dei globuli ossi ed emoglobina, aumentano i neutrofili e riducono il numero dei linfociti (azione antilinfoblastica).

Da questa lista lunga lista è facile intuire come prima di decidere di iniziare una terapia cortisonica si devono valutare i pro e i contro dell’effettivo benefico e degli eventuali effetti collaterali e mai una decisione del genere dev’essere presa di spontanea volontà da parte del proprietario del cane, ma dovrà sempre seguire il consiglio del veterinario che dovrà monitorare il prosieguo della terapia.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Nomi femminili per cani

Nomi cani femminili con la A

  • ASIA: Deriva dal latino con il significato di “molto trasparente”.
  • ARIEL: Preso dall’ebraico, significa “Leone di Dio”.
  • AYSHA: Deriva dall’arabo e significa “ricco di vita, prosperità”.
  • ALPHA: È la prima lettera dell’alfabeto greco e anche il nome della costellazione del Centauro.
  • ALIA: una delle cinquanta nereidi della mitologia greca.
  • ALTEA: Deriva dal greco e significa “guaritrice”.
  • AKEMI: Nel mondo giapponese assume il significato di “bellezza luminosa”.
  • ALIDA: Preso dall’antico tedesco, significa “eroina, guerriera”.
  • ASTRID: Deriva dall’antico sassone con il significato di “amata dagli dei”.
  • ALMEA: Nel mondo arabo era la donna richiesta dai notabili per allietare con danze le loro feste.

Nomi cani femminili con la B

  • BARAKA: Traduzione francese di “fortuna, buona stella”.
  • BLAZE: In inglese vuol dire “fiamma vampata, incendio, splendore”.
  • BORA: Vento gelido del nord.
  • BRIGIT: Divinità celtica della saggezza, protettrice di poeti, fabbri e guaritori.
  • BIGIA: Di colore grigio.
  • BIRBA: In senso figurato e affettuoso, con il significato di astuto e sveglio.
  • BIRKE: In tedesco significa “betulla”.

Nomi cani femminili con la C

  • CORA: Deriva dall’antico nome greco Kóre che significa “fanciulla, giovinetta”.
  • CLELIA: Dal greco kleòs, ovvero “gloria”.
  • CLOE: Dall’antico nome greco Chlóe che significa “germoglio”.
  • CLEA: Deriva da Cleopatra, che in greco significa “gloria, fama”.
  • CLIO: Musa della poesia epica e della storia.
  • CALLIOPE: Musa della poesia epica.
  • CLIZIA: È il nome della ninfa trasformata in “girasole”.
  • CASSIOPEA: Significa “costellazione”.

Nomi cani femminili con la D

  • DROP: Traduzione in inglese di “goccia”.
  • DEW: In inglese significa “rugiada”.
  • DAISY: È il nome proprio della “margherita”, sempre in inglese.
  • DIOSA: Traduzione dallo spagnolo di “dea”.
  • DÉSIRÉE: Traduzione dal francese di “desiderata”.
  • DANA: Divinità celtica della conoscenza.
  • DIDONE: Regina di Cartagine.
  • DWIN: Divinità celtica dell’amore e della bellezza.
  • DUANA: Nome di origine gaelica che significa “ombroso, scuro”.
  • DAFNE: Ninfa greca che prende il significato di “pianta di alloro” dato il mito

Nomi cani femminili con la E

  • ETOILE: Dal francese, “stella”.
  • ERA: Moglie di Zeus, protettrice del matrimonio e delle nascite.
  • ERIS: Dea greca della distruzione
  • EGLE: Nome della più bela delle Grazie, significa “la splendente”.
  • ELEKTRA: Nome di una delle Pleiadi con il significato di “bionda come l’ambra”.
  • EBE: Dea greca della giovinezza, significa “gioventù”.
  • ELSA: Nome ebraico composto con il significato di “il mio Dio è perfetto”.
  • ESTIA: Corrisponde alla dea romana Vesta, protettrice del focolare domestico.
  • EDELWEISS: Dal tedesco, il nome della “Stella Alpina”.
  • ELETTRA: Una delle sette stelle della costellazione delle Pleiadi.
  • ERSILIA: Nome preso dalla mitologia latina con il significato di “tenera”.

Nomi cani femminili con la F

  • FRIDA: Nome di origine tedesca dal significato di “pace, sicurezza”.
  • FEDORA: Nome femminile russo che vuol dire “dono di Dio”.
  • FENICE: Uccello mitologico chiamato anche “uccello di fuoco”.
  • FIDES: Dal latino, “fiducia” o “fede”.
  • FRIPONNE: Dal francese, “birichina”.
  • FEBE: Dal greco Phoibos, nome del sole, che significa “splendida, luminosa”.
  • FRIGG: Nella mitologia nordica è la dea della fertilità e della fecondità, moglie di Odino.
  • FERONIA: Dea etrusca del fuoco e della fertilità.
  • FLORA: Dea latina della primavera.

Nomi cani femminili con la G

  • GLEE: Traduzione inglese di “gioia”.
  • GINGER: sempre in inglese significa “pepe, vivacità”.
  • GEA: Divinità greca che simboleggia la Terra.
  • GANA: In spagnolo, traduzione di “voglia”.
  • GEISHA: Danzatrice e intrattenitrice giapponese.
  • GRACE: Questo nome deriva dal latino Gratia e significa “leggiadra, piacevole”.

Nomi cani femminili con la H

  • HOSHI: In giapponese, traduzione di “stella”.
  • HINKI: nella mitologia nordica indica colei che rallenta il carro del sole per lasciar passare la notte, protettrice delle fasi lunari.
  • HADA: Traduzione spagnola di fata.
  • HARUKA: Traduzione giapponese della parola “primavera”.
  • HIMA: In Polinesia è la bellissima fanciulla che vive sotto le sembianze di pesce quando è in acqua.
  • HATHOR: In Egitto era la dea della fertilità, dell’amore e della bellezza che proteggeva le donne e il matrimonio.
  • HNOSS: Nella mitologia nordica significa “gioiello”, una delle bellissime figlie di Freya.
  • HAMSHIRA: In pashtun significa “sorella”.

Nomi cani femminili con la J

  • JASMINE: Nome inglese che deriva a sua volta dal persiano Yasmine, ovvero la pianta del “gelsomino”.
  • JAMILIA: Nome di origine araba e significa “bella”.
  • JOLIE o JOLISSE: Traduzione francese di “grazia, graziosa, carina”.

Nomi cani femminili con la K

  • KIRA: Nome di origine greca dal significato “regina”.
  • KIMI: Secondo la lingua Indio-americana significa “segreto”.
  • KAJA: “La mia sorellina”, sempre in indio-americano.
  • KALI: Divinità indiana che rappresenta le forze distruttive della natura.

Nomi cani femminili con la I

  • INQILABI: In lingua araba significa “rivoluzionaria”.
  • IDRA: Nome della costellazione più grande attualmente conosciuta.
  • IRIS o IRIDE: Nome che viene dal greco e significa “arcobaleno”.
  • ISIDE: Dea dell’Antico Egitto, moglie di Osiride.
  • IKEBANA: In giapponese letteralmente significa “fiore che prende vita posto in acqua”.
  • ILONA: Versione ungherese di Elena, nome che deriva dal greco Ἑλένη e che significa “scintillante, splendente”

Nomi cani femminili con la L

  • LIEBE: In tedesco significa “amore”.
  • LIUBA: Sempre “amore” ma in lingua slava.
  • LEYLA: Nome femminile arabo il cui significato è “bellezza della notte”.
  • LIRA: Costellazione di cui fa parte una delle stelle più luminose del cielo.
  • LEA : Deriva dal greco Leaina e significa “leonessa”.
  • LOSNA: Dea etrusca della Luna.
  • LEXA: Nome di origine inglese che significa “protettrice”.

Nomi cani femminili con la M

  • MAYA: In Nepal significa sia “amore” che “energia”.
  • MELODY: Traduzione inglese della parola “melodia”.
  • MILLA: Nome mapuche che significa “oro”.
  • MAYET o MAAT: Presso gli egizi era la Dea della Verità.
  • MAB: Regina delle fate in “Romeo e Giulietta” di Shakespeare.
  • MALIA: Significa “incanto, fascino”.
  • MICOL: Nome di origine ebraica, “Colei che regna”.
  • MIKU: Nome giapponese che racchiude il significato de “Il futuro che deve ancora arrivare”.
  • MISAKI: Altro nome giapponese il cui significato è “Bellezza che sboccia”.
  • MIRZAM: Stella della costellazione del Cane Maggiore.
  • MUSMÈ: Giovane donna giapponese.
  • MARIGOSA: In dialetto sardo significa “amara”.

Nomi cani femminili con la N

  • NAMID: È un nome di origine indio-americano che vuol dire “colei che danza tra le stelle”.
  • NOEMI: Dall’ebraico Noam che significa “delizia”.
  • NILDE : Deriva dall’antico sassone Hilde e significa “guerriera”.
  • NINFA : Deriva dal greco e sta a significare “sposa”.
  • NIKE: In greco significa “vittoria”.
  • NACRE: In francese vuol dire “madreperla”.
  • NYX: Nella mitologia greca dea della notte da cui nasce Eros.
  • NAIADE: Ninfa greca delle acque, delle sorgenti, delle fonti.
  • NIKLA: Deriva dal greco e bizantino Nikolaos e significa invece “vincitore tra il popolo”.
  • NAPÈA: Nella mitologia greco-latina era la ninfa dei boschi.
  • NORTIA: Dea etrusca del fato e della sorte.
  • NAUSICA: Aiutante di Ulisse dopo il naufragio in mare.
  • NOISETTE: Traduzione francese di “nocciolina, dal color nocciola”.

Nomi cani femminili con la O

  • OLIMPIA: Dal greco Olympia, ovvero colei “che abita l’Olimpo”, la casa degli Dei.
  • OMEGA: Ultima lettera dell’alfabeto greco.
  • ORIA: Deriva dal tardo nome latino di Aurea che significa “bella, preziosa come l’oro”.

Nomi cani femminili con la P

  • PEGGY: Traduzione inglese del diminutivo di “Margherita”.
  • PENELOPE: Fedele sposa di Ulisse.
  • PARI: In lingua Pashtun significa “bellezza”.
  • PSICHE: Bellissima fanciulla amata da Eros.

Nomi cani femminili con la R

  • RUTH: Nome ebraico che significa “amica”.
  • ROXIE: Deriva dalla parola persiana ròcsi che significa “alba”.
  • REGINA: Dal germanico Regin, ovvero “persona che dispensa buoni consigli”.
  • RUNA: Indica i segni dell’antico alfabeto germanico usato nell’area scandinava.

Nomi cani femminili con la S

  • SHENNY: Dall’inglese con il significato di “splendente, rilucente” riferito al pelo.
  • SALOMÈ: Era una principessa giudea che eseguì la leggendaria danza dei sette veli. Il nome in aramaico significa “felice”.
  • SASHA: Deriva dal greco, è il diminutivo di Alessandra e significa “protettrice degli uomini”.
  • SYRIA: È il nome che i Romani davano alla divinità orientale Darketo, identificata con Afrodite.
  • SVEVA: Significa “luce” e proviene dalla lingua slava.
  • SIF: Nella mitologia nordica è la sposa di Thor e bellissima dea dalle chiome dorate.
  • SUMIKO: Significa “carbonella” in giapponese.
  • SWAMI: Nel vocabolario giapponese significa “amore”.
  • SHILA o SHEILA: Deriva dall’irlandese Sheela, dea della maternità e della fecondità.
  • SAKI: Il Saki è il tipico “fiore di ciliegio” giapponese.
  • SURI: È il nome dato alla principessa in ebraico.
  • SAFFO: Poetessa greca molto raffinata che scrisse “L’inno ad Afrodite”.
  • SKADHI: Nella mitologia nordica `una gigantessa che vive di caccia e scia tutto il tempo.
  • SNOTRA: È la personificazione della saggezza nella mitologia nordica.

Nomi cani femminili con la T

  • TAMARA: In ebraico significa “palma”, simbolo di superiorità ed eccellenza.
  • TECLA: Il nome ha origine germanica e significa “lucente”.
  • TANKAH: Nell’antica lingua Maya indica gli “spiriti liberi”.
  • TIARA: significa “diadema” in inglese.
  • THALNA: Era la dea etrusca del parto.
  • TANI: Significa “vallata” in giapponese.
  • TULA: Significa “luce di Dio” in quanto abbreviazione del nome greco Futula.
  • TAMI: In sanscrito significa “spezia”.

Nomi cani femminili con la U

  • URANIA: Musa dell’astronomia e della poesia in greco.
  • UNI: Era la dea etrusca del cosmo, corrispondente alla dea greca Era.

Nomi cani femminili con la V

  • VESTA: Era la divinità romana del focolare e della pace domestica.
  • VANDA: significa “agile” in tedesco.
  • VERA: Deriva dal latino verus, ovvero colui che è “vero, che dice il vero”.
  • VOLVA: Nella mitologia nordica era la maga “veggente” sempre in contatto con gli dei.
  • VASYA: Diminutivo di Vassillissa, nome di origine russa che vuol dire “regale, maestoso”.

Nomi cani femminili con la W

  • WANDA: Deriva dall’antico tedesco Wand e significa “destrezza, agilità”.
  • WOLKE: Sempre in tedesco significa “nuvola”.
  • WINONA: È il nome indio-americano per indicare la “primogenita”.

Nomi cani femminili con la X

  • XENIA: Termine con cui venivano definiti i doni che si scambiavano gli ospiti greci e romani.
  • XENA: a principessa guerriera di una famosa serie televisiva, personaggio inventato ma che maneggia senza difficoltà vari tipi di armi e affronta senza timori le più incredibili imprese.

Nomi cani femminili con la Y

  • YARA: Nome di origine incerta ma probabilmente azteca che significa “primavera”.
  • YAGA: Strega malefica dei racconti popolari russi e slavi.

Nomi cani femminili con la Z

  • ZENA: Il nome deriva dal greco, latinizzato in Zenas e significa “vivente”.
  • ZULEJKA: Nome di origine araba per chiamare una “principessa”.
  • ZARA o ZAIRA: Il nome deriva dall’arabo Zahirah e significa “fiore” o “rosa”.
  • ZOE: Nome femminile greco che significa “vita”. Zoe era una schiava martirizzata insieme al marito perché si rifiuta di adorare gli dei pagani.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

La vista del cane

Come vedono i colori i cani?

La maggior parte delle persone sono convinte che i cani vedano in bianco e nero, ma non è così poiché loro riescono a vedere i colori, solo che il loro spettro è differente dal nostro, è più ristretto e i colori appaiono più sfocati, con meno contrasto tra loro. Il modo in cui vedono i colori è simile a come vedono gli umani daltonici. Questo è dovuto ad un motivo tecnico, infatti nei nostri amici a quattro zampe i coni, uno dei tipi di recettori retinici, quelli deputati alla visione dei colori e alla visione distinta, sono due al contrario dell’uomo dove sono tre.
Questo implica che per i cani l’arcobaleno è formato da: blu scuro, blu chiaro, verde, giallo-grigio, giallo scuro (una specie di marrone) e un verde-grigio molto scuro. E fondamentalmente questo vuol dire che i cani vedono il mondo nei colori giallo, blu e grigio.

Come vedono da vicino? Come vedono da lontano?

I cani vedono poco bene da vicino e dalla media distanza, mentre vedono molto meglio le cose lontane e fanno molta meno fatica a vedere oggetti/persone in movimento rispetto a quelli fermi.
Per quanto riguarda l’illuminazione vedono meglio con luci basse o anche tremolanti, invece che con le luci forti.
Infine, c’è da considerare anche il loro campo visivo che è di 240 gradi, per via del posizionamento dei loro occhi, a differenza degli umani in cui è di 180 gradi, questo vuol dire che la loro visione periferica è molto più sviluppata e sono in grado di percepire anche piccoli movimenti molto rapidi.

Visione notturna

I cani vedono meglio di notte rispetto all’uomo. Questo perché la loro cornea e la loro pupilla sono più grandi ed ovviamente perchè sono predatori. L’uomo, invece, vivendo prevalentemente di giorno, alla luce, ha una capacità molto maggiore nella percezione dei colori rispetto al cane.

Da quello di cui abbiamo parlato capite bene che quando si gioca con il cane, meglio non lanciargli una pallina arancione in un prato: farebbe fatica a vederla, ma è da preferire una pallina blu.
In ogni caso, la vista non è il senso più importante del nostro amato fido, per la sua sopravvivenza il senso più importante e sviluppato è l’olfatto.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico Veterinario Barkyn

Descubre por qué no debes dejar que tu perro te bese en la cara

¿Por qué mi perro quiere lamerme la cara?

El perro no puede comunicarse con nosotros con palabras, pero si que lo hace con diferentes comportamientos y un lenguaje no verbal, entre el que destaca el lamido.

  • Lamido para mostrar afecto: este lamido es una forma de mostrarnos su afecto y es un comportamiento que lo hacen desde muy temprana edad y que lo aprenden de la madre.
  • Curiosidad: los perros no tienen manos como nosotros para tocar y reconocer objetos, en este caso su boca ejerce, en muchos casos, esta función. Por esta razón, comportamiento como el lamido o mordisquear objetos, es muy útil para conocer su entorno. Lamernos las manos o la boca le aporta mucha información, y si hemos comido hace poco, mucho mejor para ellos.
  • Limpieza: esto ocurre sobre todo en el caso de perras que lamen a sus cachorros para mantenerlos limpios, pero también puede extrapolarse este comportamiento hacia las personas.
  • Sumisión: los perros suelen lamer a los líderes de la manada para demostrar su sumisión.

Por esta razón, el lamido es muy importante para nuestra mascota y tampoco debemos de prohibirlo pero debemos tener cuidado de que no lama ciertas zonas como la cara o nuestra boca, ya que pueden ser vehículos de ciertas enfermedades, sobre todo en el caso de animales que no están correctamente desparasitados.

¿Por qué debo evitar que me lama la cara?

La creencia popular es que la saliva de los perros tiene ciertas proteínas en su saliva que pueden ayudar a curar ciertas heridas y esto es verídico, pero se debe tener en cuenta otros inconvenientes de que los perros nos laman cara y boca:

  • Bacterias en la boca: la mayoría de perros albergan en su boca una alta cantidad de bacterias y otros gérmenes, sobre todo en el caso de perros con una mala higiene oral. Aunque los perros sean resistentes a estas bacterias, para nosotros pueden suponer diferentes problemas digestivos.
  • Parásitos intestinales: algunos parásitos digestivos pueden transmitirse de perro a persona (zoonosis), sin olvidar que algunos animales tienen problemas de coprofagia, por lo que es más habitual estas parasitosis en ellos.
  • Otras enfermedades: otras enfermedades más raras, como la rabia, se transmiten a través de la saliva, aunque lo más habitual es que se transmita por mordeduras.

Si un perro está correctamente desparasitado y vacunado, se cuida su higiene oral y goza de buena salud, no tiene que haber ningún problema si nos lame, pero debemos evitar que lo haga en exceso y en zonas como la boca.

Irene Martinez

Médica Veterinaria

Saiba porque não deve deixar o seu cão dar-lhe beijos na cara

Então porquê??

Não tem a ver só com o que podem transimitir na saliva… que já é bastante. Mas também com o facto de que os cães passam mais de metade da sua vida com os seus narizes a farejar e a  tocar em tudo, incluindo fezes de outros cães ou, muitas vezes, as próprias fezes.

Das piores bactérias que podem trasmitir através das fezes encontram-se a Salmonella, a Campylobacter (que provoca gastro-enterites severas e é das principais causas de intoxicação alimentar – muitas vezes não nos lembramos do que comemos??) e a E. Coli. A isto, são o que nós chamamos de doenças zoonóticas, ou seja, doenças transmitidas de animais para humanos e vice-versa.

Além de batérias, os nossos cães também podem transmitir parasitas – pois mesmo estando eles desparasitados, podem ter contactado com ovos de parasitas nas fezes de outros cães.

Quem deve acima de tudo ter especial cuidado?

Pessoas com o sistema imunitário fragilizado, como é o caso de quem faz quimioterapia, pessoas com HIV, e crianças, por exemplo.

Há parasitas que nestes casos podem levar a problemas sérios de saúde, como é o caso da Toxocariose, presente nos cães e nos gatos, e que pode levar a cegueira – e por este motivo é tão importante desparasitarem o vosso cão regularmente e seguindo o aconselhamente Médico-Veterinário.

E do ponto de vista do seu cão?

Há efectivamente, alguns cães que podem não gostar de serem beijados – resultando num factor de stress para eles. Se eles lutarem contra isso e/ou virarem a cabeça para o lado, são sinais que nos transmitem que se calhar… não querem muito esse tipo de mimo.

Mas no fim, é assim tudo tão linear?

Não! Nem tudo é certo, nem tudo é errado. Aliás, por outro lado, temos evidências de que crianças que contactam desde cedo com animais de estimação (e vão beija-los e por a mão à boca depois de os tocar) levam a que desenvolvam um sistema imunitário mais forte.

Assim como umas lambidelas dos nosso companheiros de quatro patas nos deixam super felizes e bem dispostos. No entanto, se conseguirem, beijinhos no ar sempre 😊 e muitas festinhas para uma dose cheia de mimos!

Ana Pinto

Médica Veterinária de Animais de Companhia